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Sergio Givone - Natura, nascita, evento

Sergio Givone - Natura, nascita, evento

Pieve di San pancrazio, gradinata in facciata,
via Matteotti, Montichiari (Bs)

SERGIO GIVONE

Laureatosi nel 1967 con Luigi Pareyson discutendo una tesi sulla ricezione contemporanea del pensiero di Pascal, Sergio Givone è stato docente di Estetica all’Università di Perugia e Torino. Già Pro-rettore dell’Università di Firenze, è professore emerito di Estetica presso il medesimo Ateneo.

Ha tenuto conferenze e cicli di lezioni in varie università straniere, fra cui la Autonoma di Madrid, la Sorbona di Parigi, la Standford University e l’Università di Tokio. A partire da un’originale interpretazione della lezione ermeneutica e esistenzialista si è occupato della ridefinizione di alcune fondamentali categorie del pensiero filosofico del Novecento, tra cui il concetto di nichilismo e l’«idea» di tragico. Termine quest’ultimo con il quale Givone intende quel pensiero che non pretende di eliminare le antinomie e di togliere le contraddizioni, ma semmai le assume al suo interno e getta luce su di esse. Pensiero «doppio» ma non per questo insensato o irrazionale.

Studioso del romanticismo e dell’opera dostoevskijana, Givone ha pubblicato: La storia della filosofia secondo Kant, Mursia 1972; Hybris e melancholia. Studi sulle poetiche del novecento, Mursia 1974; William Blake. Arte e religione, Mursia 1978; Ermeneutica e romanticismo, Mursia 1983; Dostoevskij e la filosofia, Laterza 1984; Storia dell’estetica, Laterza 1988; Disincanto del mondo e pensiero tragico, Il Saggiatore 1988; La questione romantica, Laterza 1992; Storia del nulla, Laterza 1995; Eros/ethos, Einaudi 2000; Prima lezione di estetica, Laterza 2003; Il bibliotecario di Leibniz. Filosofia e romanzo, Einaudi 2005; Metafisica della peste. Colpa e destino, Einaudi 2012; Beati i miti perché avranno in eredità la terra (con R. Bodei), Lindau 2013; Morte (con S. Bahbout), Il Margine 2013; I sentieri della filosofia, Rosenberg &Sellier 2015; Luce d’addio: dialoghi dell’amore ferito, Olschki editore 201; Trattato teologico- poetico, Il Nuovo Melangolo 2017; Sull’infinito, Il Mulino 2018; Il boccagentile. Ricette della vita buona, Il Nuovo Melangolo 2018; Quant'è vero Dio. Perché non possiamo fare a meno della religione, Solferino 2018. Sergio Givone si è dedicato anche alla narrativa, pubblicando tre romanzi: Favola delle cose ultime, Einaudi 1998; Nel nome di un dio barbaro, Einaudi 2002; Non c’è più tempo, Einaudi 2008. Questo esito della sua attività intellettuale – che ne segna l’originalità – trova spiegazione nell’idea della filosofia come interpretazione e nell’attenzione costante e privilegiata alla poesia e alla letteratura. Nel libro-intervista Il bene di vivere, a cura di F. Nodari, Morcelliana 2011, Givone ripercorre le tappe salienti della sua formazione e del suo pensiero. Collabora con numerosi quotidiani e riviste.



Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Mercoledì 12 Giugno 2019 | 21:15
Luogo MONTICHIARI - Pieve S. Pancrazio

Festival Filosofi lungo l'Oglio

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Provincie di Brescia, Bergamo e Cremona, nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo.

Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento. La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: un arco di tempo che supera i 50 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman. Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato dell'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, nonché del prestigioso Effe Label, si avvale di un Comitato scientifico così costituito: Ilario Bertoletti, Bernhard Casper, Piero Coda, Adriano Fabris, Amos Luzzatto, Aldo Magris, David Meghnagi, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Armando Savignano e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival.

Nel corso della varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Haim Baharier, Paolo Becchi, Roberto Burioni, Enzo Bianchi, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Piero Coda, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Ilvo Diamanti, Massimo Donà, Marco Ermentini, Adriano Fabris, Umberto Galimberti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Franco La Cecla, Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Francesco Miano, Elisabetta Moro, Jean-Luc Nancy, Marino Niola, Vincenzo Paglia, Adriano Pessina, Elena Pulcini, Francesca Rigotti, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi – rispettivamente padrino e madrina di questo Simposio di Pensiero e di Parole – Chiara Saraceno, Armando Savignano, Detlev Schild, Emanuele Severino, Eberhard Schockenhoff, Stefano Semplici, Andrea Tagliapietra, Gabriella Turnaturi, Marco Vannini, Silvia Vegetti Finzi, Stefano Zamagni, Luigi Zoja

A partire dalla settima edizione, il Festival ha registrato due importanti novità: l'istituzione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l'Oglio. Un libro per il presente. Una benemerenza che è assegnata all'opera di uno studioso che abbia elaborato, attraverso il suo pensiero, idee capaci di fornire agili strumenti per abitare la nostra contemporaneità. Un'opera, dunque, che sia in grado di segnare, non soltanto la storia della filosofia, ma la realtà effettuale in cui ogni uomo si trova a vivere nel qui e ora dei nostri giorni. Come da Statuto, il Premio è attribuito su giudizio insindacabile della Commissione giudicatrice composta dai Professori: Ilario Bertoletti, Adriano Fabris (Presidente), Azzolino Chiappini, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari. Di qui l’affinarsi della mission della manifestazione che si articola su una doppia linea direttrice fondamentale: l’alta divulgazione attraverso le lezioni magistrali, che costituiscono il cuore della Kermesse; l’attivazione del Premio che rinviene la sua peculiarità nel legare il prestigioso riconoscimento ad un’opera particolarmente significativa per la nostra contemporaneità e il suo valore aggiunto nell’avvicinare sempre più la filosofia alla vita delle persone e insieme nel sollecitare la lettura di testi che, per il rilievo delle tesi sostenute e la tensione propositiva che le anima, sono da considerarsi dei classici del pensiero della nostra era.

Infine moltissime sono le attività collaterali originate dal Festival, dalle mostre d’arte ai concerti, dalle performance artistiche alle rappresentazioni teatrali, dalle esibizioni acrobatiche ai percorsi naturalistici; attività che hanno permesso al pubblico di Filosofi Lungo l’Oglio di godere non solo delle lezioni magistrali, ma anche di forme di intrattenimento di altissimo livello tecnico, culturale e ricco di socialità.

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  • Fondazione Filosofi lungo l'Oglio
  • via Vittorie 11 - 25030 Villachiara (BS) ITALIA
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