Nata contro
Nata contro, il nuovo libro di Francesca Nodari, sarà in libreria dal 20 febbraio, edito da Mimesis Edizioni. È la storia di un dolore, ma anche dell’elaborazione di questo dolore attraverso la parola che si fa cura e permette di rinascere, attraverso la filosofia che dà senso al mondo, attraverso il trauma che si trasforma in testimonianza.
DALLA MAIEUTICA DELLE COSE ALLA MAIEUTICA DELLA MEMORIA
Venerdì 10 e sabato 11 aprile si terrà l’atteso corso condotto da Duccio Demetrio dal titolo: Il desiderio autobiografico. Riflessioni e esercizi narrativi attraverso la maieutica della memoria.
Un corso di scrittura autobiografica per scavare nella propria memoria, auscultare il proprio vissuto, calarsi tra le pieghe delle proprie emozioni ascoltandole per ascoltarsi– attraverso la guida esperta e gentile di Duccio Demetrio – ospite fisso e apprezzato nelle varie edizioni del Festival Filosofi lungo l’Oglio, già ordinario di Filosofia dell’Educazione e fondatore della Libera Università di Anghiari. È questo il fil rouge che attraversa una due giorni intensa– in programma il dieci e l’undici aprile nella sede della Fondazione Filosofi lungo l’Oglio.
ADDIO ALLA PROFESSORESSA MARIA RITA PARSI
La Fondazione Filosofi lungo l’Oglio, il suo CDA, il Comitato scientifico composto da: Francesca Rigotti, Danielle Cohen-Levinas, Andrea Tagliapietra, Francesco Miano, e dal direttore scientifico Francesca Nodari piangono, affranti e increduli, l’improvvisa scomparsa dell’indimenticabile Prof.ssa Maria Rita Parsi, madrina del Festival Filosofi lungo l’Oglio, vice-presidente della Giuria del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi l’ungo l’Oglio. Un libro per il presente e ospite fissa, fin dagli albori, della manifestazione.
ADDIO A MARIA RITA PARSI TRA MEMORIA E GRATITUDINE
È una settimana che Maria Parsi se ne è andata. In punta dui piedi. All’alba, lasciando un vuoto incolmabile e un silenzio assordante. Sabato 7 febbraio, nella splendida Chiesa di S. Salvatore in Lauro a Roma, le abbiamo portato il nostro ultimo saluto. Scrivo – abbiamo – perché tra i banchi c’era la gente che l’ha amata e che ancora incredula, come incredula è la scrivente, osservava quella bara ornata di rose bianche e preceduta dal suo ritratto magnetico come magnetici erano i suoi grandi occhi verdi.
27 gennaio 2026 - Giornata della Memoria
In occasione dellla Giornata della memoria,
desideriamo condividere l'ultima lezione dal titolo: Memoria di Dio tenuta dall'indimenticabile Prof. Paolo De Benedetti, teologo e biblista, uno dei massimi esperti contemporanei dell'ebraismo. In questa lectio, il Rabbi di Asti parla della memoria di Dio, dove il genitivo è sia oggettivo che soggettivo: un rapporto che è preludio di un dialogo reciproco tra Dio e l’uomo. Insiste sulla necessità dello zachor (ricordare), la cui radice z.k. r. compare 169 volte nell’Antico Testamento. Rammenta che, di contro al concetto greco-latino di historia – che ha a che fare con l’indagare – la storia in ebraico si esprime come una sequenza di generazioni: toledot, rinviando alla fecondità intrinseca che è contenuta nel ricordare il nome. E poi aggiunge: «Dimenticare il nome è peggio che la morte. Ecco perché, nella nostra tradizione, ricordare il nome dei defunti è fondamentale, poiché nel nome sta l’anima». Una sorta di testamento spirituale che in quella sera di nebbia fitta che sapeva d’addio ci volle consegnare insieme a quel racconto che amava ripetere allorché pensava al giorno del distacco: «In paradiso ci saranno ad attendermi Gesù e Abramo ed io starò in mezzo a loro». Noi vogliamo pensarlo così, in buona compagnia (raggiunto in cielo lo scorso dalla sua amata sorella Maria), già impegnato a rovistare tra i sacchi colmi di domande rimaste in sospeso quaggiù da porre a Dio.