Festival Filosofi Lungo l’Oglio:
Grande successo della 17esima edizione del
Festival Filosofi lungo l’Oglio

“È stata un’edizione che ha guardato al futuro,
oltre la pandemia”

È stato un percorso lungo e punteggiato, appassionato e articolato con segnali di futuro accompagnato da migliaia di persone dal vivo che ha interessato un intero territorio, lungo il fiume Oglio nelle province di Brescia, Bergamo e Cremona, in 22 municipalità per 28 appuntamenti dal 10 giugno al 31 luglio, con emeriti pensatori e filosofi del nostro tempo. Sono alcuni dei numeri del grande successo della XVII edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio, la maratona del pensiero organizzata dall’omonima Fondazione, presieduta dalla filosofa Francesca Nodari che ha spiegato come «il Festival si conclude con una viva soddisfazione per l’intensità delle lectiones, la grande capacità comunicativa dei relatori, il crescente flusso di pubblico nonostante le temperature roventi e la ripartenza dei contagi. Il Festival non si è mai fermato, neppure nell’annus horribilis della pandemia, e si conferma come una manifestazione che è sempre più attesa e apprezzata nella sua vocazione nomade. Elemento questo che ne segna l’unicità».

OSARE È LA PAROLA CHIAVE
DELLA XVIII EDIZIONE

Mentre si è appena calato il sipario dell’edizione 2022, già si ragiona e ci si mette al lavoro per la XVIII edizione della Kermesse, che segna il passaggio, per così dire, all’età adulta di una manifestazione amata e in costante crescita. Un giro di boa che coincide con Brescia e Bergamo Capitali italiana della Cultura, appuntamento di grande rilievo e con un cartellone che si preannuncia ricchissimo. Di valore sarà il contributo che la maratona del pensiero saprà offrire a questo evento di grande portata.

«Ora – ha spiegato Nodari anticipando la parola chiave del 2023 - sulla scorta delle originali e feconde piste d’indagine e di approfondimento proposte nel corso del Festival emerge, come una sorta di fil rouge, quasi fosse una “voce di silenzio sottile” il rinvio, per così dire, ad una sorta di imperativo che farà da architrave all’edizione 2023 del Festival: osare. Osare divenire adulti sulla scorta di quell’attualissimo monito kantiano: “Sàpere aude Osa, abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!” (Risposta alla domanda che cos’è l’illuminismo?1784), osare pensare con la propria testa, osare servirsi di un linguaggio parresiaco e che pratichi un’ecologia della parola, osare assumersi i rischi per un obiettivo che ci si è prefissi, osare dire sì-dire no dotandosi di un proprio bagaglio critico, osare opporsi alla pratica molto usata del brainwashing quotidiano, osare adoperarsi per combattere disuguaglianze e il perpetuarsi di pratiche di vessazione e di oltraggio dei più deboli, osare battersi per la libertà e per onorare la parola data. E ancora, in quanto esseri cogitanti e parlanti, osare credere, avere fiducia, sperare. Osare esserci, anche quando costa, anche quando la convenienza imporrebbe il contrario, anche quando tutto sembrerebbe perduto, osare mettersi in gioco: perseverare, direbbero i Greci. Osare accettare la nostra fragilità costitutiva in una società palliativa dedita all’algofobia e all’happycrazia in una sorta, per riprendere una bella espressione di Han, di “coazione alla felicità”. Osare amare contrastando l’egoismo, il torna conto personale, la pratica di ciò che Sequeri chiama il monoteismo del sé. Osare amare rifiutando il buonismo di certe anime belle uscendo dalla letargia di una paura che tutto ammanta ed immobilizza, dalla solitudine e dall’isolamento che generano il calo dell’empatia e della solidarietà. Osare, nello slancio di lunghi pensieri, guardare più in là per tornare a sperare, sul serio, nell’avvenire. Sarà proprio a partire dagli innumerevoli spunti cui si è solo accennato, che saranno chiamati a riflettere i maggiori pensatori contemporanei, nella convinzione che osare costituisca una delle imperdibili chance del nostro tempo».

Comunicati Stampa

Rassegna Stampa

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