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Filosofi lungo l'Oglio, entra anche Adrara San Martino
Per «Filosofi lungo l'Oglio» ospite Andrea Tagliapietra con la lectio magistralis «Due metafore dell’esistenza: il lettore e lo spettatore», a Dello.
“La verità non è venuta nuda in questo mondo, ma in simboli e immagini”, così recitava l’incipit di un antico vangelo gnostico. Il rapporto dell’uomo con la realtà non è mai diretto, ma sempre mediato da simboli e immagini. Allora gli esseri umani “esistono” e non semplicemente “sono” quando mettono a frutto la capacità che più li distingue dagli altri esseri viventi, ossia producono e si scambiano simboli, partecipando a quella vasta conversazione sociale, che non conosce confini d’epoca o di latitudine, né di forme o di linguaggi, che chiamiamo con il nome, singolare ma costitutivamente plurale, di “cultura”.
ANDREA TAGLIAPIERA: «NOI, SPETTATORI PASSIVI DEL MONDO IMPARIAMO A "LEGGERE" LA REALTÀ»
Il "lettore" e lo "spettatore": due metafore dell'esistenza, due atteggiamenti nel rapportarsi al vivere quotidiano. Ma che s'intersecano, s'intrecciano, talvolta si scontrano, a ricordarci che nulla è dato per scontato nel nostro "esistere" (parola chiave dell'attuale edizione del festival Filosofi lungo l'Oglio). Ne parlerà il filosofo Andrea Tagliapietra, questa sera alle 21, al Castello di Dello (in caso di maltempo al Teatro San Giorgio, via XI Febbraio 5), per la rassegna diretta da Francesca Nodari, nella sua lectio magistralis «Due metafore dell'esistenza: il lettore e lo spettatore», che richiama il titolo del suo ultimo saggio edito da Donzelli.
L'ECONOMISTA ZAMAGNI: LA VITA TRISTE DELLA COMPETIZIONE»
Come si spiega il successo mondiale di «Squid Game», in cui centinaia di personaggi competono tra loro in un cruento gioco di sopravvivenza, con un montepremi in denaro? Forse, la popolarità di questa e di altre serie tv incentrate su prove al limite della resistenza umana dipende dal fatto che nei loro plot si rispecchiano - in forme esasperate - dei meccanismi di selezione-esclusione presenti nella società reale?
Questa sera per Filosofi lungo l'Oglio «Esistere è coesistere»: a Seniga la lectio di monsignor Paglia
Monsignor Vincenzo Paglia sarà protagonista questa sera alle 21 a Palazzo Ferrante (villa Zani) di Seniga del nuovo appuntamento della XX edizione di «Filosofi lungo l'Oglio», dal titolo «Esistere», con la lectio magistralis «Esistere è sempre coesistere» (ingresso con contributo di 10 euro).
«Esistere è sempre coesistere»: la riflessione dei Filosofilungo l'Oglio
Appuntamento stasera a Seniga con la lectio di monsignor Paglia Domani e venerdì il festival si sposta a Leno
«Gesù insegna che si salva chi ha saputo spendersi nell'amore»
«L'uomo di oggi,obbligato dal mercato a funzionare più che ad esistere»
Domani alle 21 nel parco di Villa Morando a Lograto (in caso di maltempo nella parrocchia Ognissanti), Miguel Benasayag riceverà il «Premio internazionale di filosofia. Un libro per il presente» assegnato dalla Fondazione Filosofi lungo l'Oglio e giunto allaXIVedizione. Sarà così possibile incontrare un pensatore importante e originale. Filosofo e psicoanalista nato in Argentina, Benasayag è stato oppositore della dittatura e prigioniero politico negli anni Settanta. Da tempo cittadino francese, è autore di molti libri, il più noto dei quali è «L'epoca delle passioni tristi», scritto con Gérard Schmit e edito in Italia da Feltrinelli. Il festival diretto da Francesca Nodari lo premierà per il libro «Funzionare o esistere?», pubblicato nel 2019 da Vita e Pensiero. Ne abbiamo discusso con l'autore.
Passeggiate, lezioni, musica: una maratona del pensiero in 23 comuni
Uno spirito nomade e itinerante, una maratona del pensiero in movimento, un modo di intendere la filosofia come esperienza viva e condivisa. È il festival Filosofi lungo l'Oglio, arrivato alla XX edizione. Il tema di quest'anno, sotto la direzione scientifica della professoressa e filosofa levinasiana Francesca Nodari, è Esistere, inteso non solo come condizione ma come scelta consapevole e impegno attivo nel mondo. In un'era segnata dalla digitalizzazione, dalla precarietà e dalla ridefinizione dell'identità attraverso la tecnologia - spiegano gli organizzatori - esistere significa resistere alla frenesia dell'eterno presente, riscoprendo la profondità del pensiero critico e la ricchezza dell'incontro con l'altro.
La fine del desiderio
Chi ha ucciso il desiderio? Se dovesse indicare un solo colpevole, l'antropologo e sociologo francese David Le Breton, 71 anni, punterebbe il dito sul killer più desiderato al mondo: lo smartphone. Il telefonino, con tutti i suoi complici: i social network e, più in generale, internet. Un'overdose digitale e letale. A un antropologo specializzato nelle rappresentazioni e nell'uso del corpo umano, non poteva sfuggire infatti la postura ormai prevalente nell'Homo sapiens: curvo sul portatile, sempre, dappertutto, fin dalla più tenera età. E analizzarne le conseguenze, anche estreme. «Noi entriamo - scrive - in una società spettrale ove, perfino nelle strade, gli occhi sono abbassati sullo schermo in un gesto di adorazione perpetua, e non più spalancati sul mondo circostante». E aggiunge: «Non abbiamo mai comunicato così tanto, ma mai parlato così poco insieme».