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ENRICA LISCIANI PETRINI

Filosofa e docente, è tra le massime interpreti di Jankélévitch. La sua ricerca esplora il legame tra filosofia, scienze umane ed esperienze artistiche, con focus sulla "filosofia dalla musica". Fondatrice del centro sull'Italian Thought, indaga i temi del corpo, della vita e del quotidiano.


Enrica Lisciani-Petrini è Professore Onorario di Filosofia Teoretica presso l’Università degli Studi di Salerno.

Co-dirige la rivista “Il Pensiero”. È membro dei Comitati scientifici di diverse riviste e collane editoriali. Ha creato nel 2017 un centro di ricerca internazionale sull’“Italian Thought”.

I suoi lavori – in dialogo con autori come Heidegger, Bergson, Jankélévitch, Merleau-Ponty e Deleuze – ruotano attorno a due vettori tematici fondamentali: per un verso, l’intreccio e la tensione problematica della filosofia con le scienze dell’uomo (politica, antropologia, psicoanalisi, etica); per un altro, l’incidenza e il ruolo delle esperienze artistiche nell’orizzonte culturale e filosofico novecentesco. Con una specifica attenzione a compositori quali Debussy, Stravinskij, Ravel, Schönberg, Berg e Webern. Proprio lungo questo secondo vettore, ha elaborato una posizione, relativamente all’arte musicale, definita “filosofia ‘dalla’ musica”.

In particolare, gli snodi teorici, su cui è concentrato il suo lavoro teoretico, sono le categorie di “corpo”, “identità”, “soggetto”, “persona”, “impersonale”, “vita/morte”. Questa raggiera tematica di recente è stata articolata attraverso una costellazione di autori, quali Freud, Simmel, Lukács, Lefebvre, Blanchot, Foucault ecc., – posti in risonanza con artisti quali Baudelaire, Proust, Rilke, Brecht, Klee, Bergmann, Kubrick ecc.  – per tratteggiare una “filosofia della vita quotidiana”.

Negli ultimi anni ha dedicato una particolare attenzione anche alla filosofia italiana contemporanea, vista nel suo rapporto con la tradizione e con l’“ontologia dell’attualità”.

È considerata una delle maggiori interpreti del pensiero di Vladimir Jankélévitch, al quale ha dedicato diversi saggi, tra cui la monografia Charis. Saggio su Jankélévitch (Mimesis, 2012; tr. fr. Charis.Essai sur Jankélévitch (Vrin-Mimesis, 2013), curandone al contempo diverse traduzioni (fra le quali: La musica e l’ineffabile, Bompiani 19982; La morte, Einaudi 2009; Debussy e il mistero, SE 20122; Da qualche parte nell’incompiuto, Einaudi 2011).

Altre pubblicazioni recenti, oltre a numerosi saggi: Il suono incrinato. Musica e filosofia nel primo Novecento (Einaudi, 2001; nuova edizione Mimesis, 2026); La passione del mondo. Saggio su Merleau-Ponty (ESI, 2002); Risonanze. Ascolto Corpo Mondo (Mimesis, 2007); Vita quotidiana. Dall’esperienza artistica al pensiero in atto (Bollati Boringhieri, 2015); (con G. Strummiello) Effetto Italian Thought (Quodibet, 2017); (con L. Wuidar) Musica e trascendenza. Percorsi fra storia, estetica musicale e filosofia (Accademia University Press, 2025).


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