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Filosofi lungo l'Oglio: la storia infinita di un Festival dedicato all'arte dell'ascolto
Rallentare il ritmo per interrogare uno dei gesti più semplici e, insieme, più difficili del nostro tempo: l'ascolto.
Dopo l'ascolto, per il Filosofi lungo l'Oglio è ora di «Creare»
Creare sarà la parola chiave dell'edizione 2027, la 22ª, del festival Filosofi lungo l'Oglio diretto da Francesca Nodari. Un verbo che richiama la capacità di generare, dare forma e far crescere. Più che il semplice fare, un atto generativo che trasforma la materia, il pensiero e le relazioni in qualcosa che prima non esisteva.
Filosofi lungo l'Oglio: tre tappe per chiudere un lungo viaggio
Dopo quasi due mesi di incontri, riflessioni e piazze gremite, il Festival «Filosofi lungo l'Oglio» si avvia al suo ultimo tratto di strada. La ventunesima edizione, dedicata alla parola chiave «Ascoltare», si prepara infatti a chiudere un percorso che dal 4 giugno ha attraversato 24 Comuni tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona, dando vita a un'agorà itinerante capace di richiamare migliaia di persone attorno ai grandi temi del pensiero contemporaneo.
Tappa dei Filosofi lungo l'Oglio su «Obbedienza: la disponibilità all'ascolto e l'accoglienza della parola»
CORZANO Un'altra tappa dei Filosofi lungo l'Oglio. Protagonista dell'incontro sul tema dell'ascolto Salvatore Natoli che, attento alla ricostruzione delle linee fondamentali del progetto moderno, ha rivolto la sua attenzione al senso del divino nell'epoca della tecnica e alla possibilità di un'etica che sappia confrontarsi con il rapporto tra felicità e virtù e con gli aspetti della corporeità e del sacro, sottovalutati dal razionalismo classico.
«Pazienza e pudore, virtù "da perdenti" nel mondo che vuole tutti al meglio»
Virtù "minori", spesso dimenticate, considerate "démodé" o, nel migliore dei casi, del tutto superflue: sono la pazienza e il pudore. Quest'ultimo, poi, che fine ha fatto nell'epoca dei social, dei corpi esibiti, dell'intimità messa in piazza?
Filosofi lungo l'Oglio: «Ascolto negato» a Leno
La direttrice scientifica della rassegna stasera, Tagliapietra domani a Castegnato, Bariselli domenica a Orzinuovi
Incontro «Ascolto negato» martedì 21 in Villa Badia
LENO Per il terzo anno consecutivo, il Comune di Leno, in collaborazione con la Pro loco, ospita una tappa del Festival Filosofi lungo l'Oglio, giunto alla sua 21 esima edizione e dedicato quest'anno al tema «Ascoltare». Un itinerario tra filosofia, antropologia, spiritualità, etica e attualità, con incontri capaci di interrogare il nostro tempo e il valore dell'ascolto come gesto di responsabilità, relazione e umanità.
Monsignor Paglia: «Per il credente tutti gli altri sono fratelli, anche il nemico»
Al santuario della Madonna del Monte Oliveto, in località Zei, poco fuori dell’abitato di Adrara San Martino, martedì sera monsignor Vincenzo Paglia ha provato a dare concretezza a un concetto molto ampio e già indagato a fondo da grandi esponenti del pensiero teologico e filosofico occidentale: quello dell’ascolto.
Ospite di una delle tappe del festival «Filosofi lungo l’Oglio» e della sua direttrice scientifica Francesca Nodari, l’arcivescovo, che si è definito soprattutto un «prete di Trastevere», non ha parlato però dell’ascolto in generale. Si è invece concentrato su un tipo specifico di ascolto, il più necessario e urgente, i cui destinatari sono prima di tutto i poveri, gli emarginati, le persone che soffrono. Siamo, qui, «al centro della vita e della fede cristiana: non può esistere un cristiano che non ascolti».
Un’immagine, tra le molte possibili, lo mostra con chiarezza. Monsignor Paglia l’ha ripresa dal «Testamento» di San Francesco di Assisi. In uno dei passi più potenti, Francesco racconta l’esperienza che fece con i lebbrosi. Il ricordo dell’incontro con quegli uomini, isolati e scacciati, costretti a una vita di miseria, gli fece scrivere che, dopo aver praticato la misericordia nei loro confronti, «ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo». Queste poche parole riassumono tutti gli aspetti decisivi della questione: l’ascolto autentico, che è anche un atto di carità, implica l’apertura verso l’altro, il riconoscimento dell’altro come un altro me stesso, il prendere sul serio quel che è e quel che ha da dire.
«È di questo che parla il Vangelo», ha sottolineato monsignor Paglia. Lo scandalo cristiano consiste proprio nella mitezza dell’ascolto in un mondo in cui sembrano prevalere le logiche della sopraffazione e della violenza. «Per il credente tutti gli altri sono fratelli, anche il nemico – ha spiegato monsignor Paglia –. Ecco perché l’ascolto è una dimensione cruciale per il cristiano». Le figure della povertà e dell’emarginazione oggi tuttavia sono molte. Monsignor Paglia ha parlato degli anziani, dei migranti che perdono la vita nel Mar Mediterraneo, dei poveri, del disagio dei giovani schiacciati da un mondo sempre più virtuale e impersonale. Quel che le accomuna è trovarsi fuori posto, decentrati rispetto all’ordine in vigore, e dunque da non considerare o addirittura da rimuovere. Ma il povero e l’emarginato acquistano lo stigma dello scarto solo se li si giudica sulla base di un pregiudizio egoistico. «Il dramma di oggi è l’assenza dell’ascolto – ha detto monsignor Paglia –: si ascolta solo sé stessi e non gli altri. È come se fosse nata una nuova religione, l’egolatria, in cui tutti sono rigorosamente monoteisti: esiste solo l’io e degli altri chissenefrega».
Così, parallelamente all’egoismo cresce anche l’indifferenza, alimentata dall’impressione di non poter incidere sul corso delle cose. Anche se non lo sono, i drammi del mondo contemporaneo, Gaza o la guerra in Ucraina o nel Sudan, sembrano insieme lontani e inevitabili. «Il silenzio della maggioranza vuol dire di fatto corresponsabilità – ha spiegato l’arcivescovo –. Perché se tutti noi ci scandalizzassimo forse per i potenti non sarebbe così facile prendere certe decisioni».
Lo dimostra il fatto, ad esempio, che dal 1945 nessun governante si è mai più azzardato a gettare una bomba atomica su una città: lo sdegno l’avrebbe travolto. Un ascolto appassionato, e non freddo e distante, è quindi la condizione fondamentale per un cambio di paradigma e una svolta. Negli ultimi decenni grandi personalità come Papa Francesco, con il suo desiderio di una Chiesa povera e per i poveri, l’arcivescovo salvadoregno Óscar Romero, che pagò con la vita l’opposizione ai soprusi contro il popolo, hanno provato a imprimerla. L’invito, perciò, è seguirli e mettersi in ascolto degli ultimi, recependo così il messaggio del Vangelo.
I Simpson e la RIVINCITA della filosofia
Altro che obsoleta, la scienza umana più antica del mondo non è mai stata così vitale. Tra festival dedicati, rom com che citano Kierkegaard, saggi che spiegano Hegel parlando di Homer e Marge (o viceversa) e romanzi che evocano lo spirito di Wittgenstein, l'arte del pensiero critico è sempre più mainstream. E potrebbe salvarci dal dominio dell'AI.
Filosofi lungo l'Oglio David Le Breton e l'arte dell'ascolto
Il grande antropologo francese ospite a Villa Mazzotti di Chiari indaga il valore dei rapporti reciproci