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Giovedì, 16 Luglio 2026 17:00

I Simpson e la RIVINCITA della filosofia

Miguel Benasayag Miguel Benasayag

Altro che obsoleta, la scienza umana più antica del mondo non è mai stata così vitale. Tra festival dedicati, rom com che citano Kierkegaard, saggi che spiegano Hegel parlando di Homer e Marge (o viceversa) e romanzi che evocano lo spirito di Wittgenstein, l'arte del pensiero critico è sempre più mainstream. E potrebbe salvarci dal dominio dell'AI.

In una serata particolarmente afosa di inizio estate un'insolita folla attende eccitata sotto il portico del cortile del comune di Manerbio, piccola cittadina sprofondata nella bassa bresciana. Molti sono del circondario, ma altrettanti sono arrivati da ben più lontano, Milano, Bergamo, Venezia, pur di ascoltare Miguel Benasayag parlare di intelligenza artificiale e relazioni umane al Festival Filosofi lungo l'Oglio (fino al 28 luglio, in diverse sedi in provincia di Brescia; filosofilungologlio.it). Per il noto filosofo e psicanalista franco-argentino, incarcerato e torturato durante la dittatura, autore di numerosi saggi tra cui Oltre le passioni tristi (Feltrinelli) e La tirannia dell'algoritmo (Vita e pensiero), è il momento del firmacopie. La fila si allunga, qualcuno chiede un selfie, e il filosofo, un habitué della kermesse, si presta volentieri.

Il successo della serata non è un caso isolato, ma l'ennesima dimostrazione di quanto la filosofia, che l'era tecnologica sembrava aver archiviato nell'obsolescenza, sia invece più viva che mai. Di più: secondo Benasayag, è proprio l'antidoto di cui abbiamo bisogno per difenderci dal mondo artificiale e artificioso dell'AI che priva l'essere umano del confronto con l'altro (e la controprova è che nel settore i filosofi stanno diventando più richiesti degli informatici).

«La gente ne è affamata ed è un bene, perché vuol dire che non tutti vivono imprigionati in un sistema che chiede di funzionare funzionare funzionare senza mai pensare», osserva l'intellettuale. Che però avverte: «Spesso la filosofia non mantiene le sue promesse, perché l'appetito che alimenta non può essere soddisfatto con risposte da guru, come non di rado accade, va stimolato riflettendo insieme sui problemi».

Nato come una bizzarra manifestazione di nicchia, il festival, oggi alla sua 21esima edizione, ha saputo interpretare la crescente voglia di interrogarsi sul mondo contando su ospiti autorevoli come, oltre a Benasayag, David Le Breton, Massimo Cacciari, Massimo Recalcati, Umberto Galimberti, vere popstar della filosofia capaci di riempire i teatri tutto l'anno con le loro conferenze, ma anche rigorosi studiosi accademici, che saranno protagonisti dei prossimi appuntamenti, tra cui Francesco Miano, docente di Filosofia morale all'Università Federico II di Napoli (20/07) e Andrea Tagliapietra, ordinario di Storia della filosofia all'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano (22/07). E non mancano gli eventi peripatetici, ovvero le "passeggiate filosofiche", come quella con il neuroscienziato Andrea Bariselli e l'ornitologo Mario Caffi, con partenza da Orzinuovi (26/07).

«All'inizio nessuno ci credeva», racconta la filosofa levinasiana Francesca Nodari, che aveva poco più di vent'anni quando ha ideato la manifestazione, di cui è direttrice. Di fronte a tanto scetticismo, ha reagito con filosofia. «A chi mi dava della pazza ribattevo che aveva ragione fino a prova contraria, perché c'è solo un modo per sapere se una certa cosa funziona o no: agire nella praxis (pratica, ndr). Alla fine, ho convinto i sindaci spiegando loro che la nostra provincia, pur essendo ricca, era povera di cultura: io ce l'avrei portata. Il primo anno avevamo solo cinque incontri: il festival è cresciuto dal basso, spinto dal bisogno della gente». L'edizione 2026, che è dedicata all'Ascoltare, ha portato 32 eventi in 24 comuni.

Certo, non è l'unica kermesse dedicata, al netto dei vari festival della mente e del pensiero contemporaneo, e c'è per esempio anche il Festivalfilosofia (18-20 settembre, festivalfilosofia.it), circa 200 eventi tra Modena, Carpi e Sassuolo, ma senz'altro quello dei Filosofi lungo l'Oglio è il più visionario. Sfuggita ai circoli elitari e ai simposi accademici, la filosofia, dunque, invade gli spazi pubblici e si avvicina alla vita vera, per rispuntare come prezzemolo intellettuale nei contesti più mainstream, con effetti sorprendenti.

Come altrimenti definire la scelta degli sceneggiatori di Off Campus, la serie cult dell'estate, di inserire Kierkegaard e le sue inaspettate connessioni con il ghosting, nei dialoghi tra i due protagonisti, la sgobbona Hannah e l'atletico Garrett? Eppure, il tormentato pensatore danese riesce a far scattare tra i due quella tensione erotica che farà da miccia a tutta la storia. Perché il bello della filosofia, che si parli appunto di Kierkegaard, Socrate o Kant, è che la puoi applicare praticamente a qualsiasi cosa.

Su Instagram, Filosofia Coatta, un progetto di Giulio Armeni, la utilizza per realizzare nientemeno che meme satirici, ma è in libreria che si misura il successo pop della scienza umana più antica del mondo, quale naturale lisergico che consente di esplorare la realtà da inediti punti di vista. Mentre gli scaffali dedicati aumentano, crescono i titoli che abbinano speculazioni e "giochi linguistici" a fenomeni pop.

Tra le ultime uscite, Filosofia degli 883 del divulgatore filosofico Fausto Lammoglia (Ponte alle Grazie), ma è soprattutto la casa editrice Blackie a sfornare saggi sul tema, da Harry Potter e la filosofia a Futurama e la filosofia, per non parlare di I Simpson e la filosofia, che si presenta come "un'introduzione divertente e al tempo stesso rigorosissima, all'opera di pensatori come Aristotele, Kant, Heidegger, Sartre e molti altri", e tutto grazie a Homer, Marge e al Signor Burns. Del resto, Matt Groening, autore dei Simpson e di Futurama, si è laureato proprio in filosofia, oltre che in giornalismo.

Ma le connessioni non finiscono certo qui. Un grande maestro del pensiero contemporaneo, per esempio, aiuta ad affrontare il bullismo in Wittgenstein urlava a scuola, il nuovo romanzo di Lucrezia Lerro (La nave di Teseo); Eugenio Radin, meglio conosciuto sui social come Whitewhalecafe, in La caffettiera di Kant (Ponte alle Grazie) spiega il pensiero del logico tedesco partendo dai problemi pratici che aiuta a sciogliere, mentre Matteo Nucci, finalista al Premio Strega con Platone Una storia d'amore (Feltrinelli), ci rivela l'uomo che si nasconde dietro al filosofo.

E tra presentazioni, reading e Ted, le occasioni per parlarne si moltiplicano. A Parigi da tempo sono popolari i "café-philo", un'eredità dell'illuminismo. «Io stesso sono stato invitato più volte a condurne, la gente si ritrova per confrontarsi di solito su temi prestabiliti, e c'è anche chi offre consultazioni filosofiche, una prassi assimilabile a ciò che facevano i sofisti», osserva Benasayag. Anche in Italia si sta diffondendo la passione per gli incontri filosofici, uniche regole: mai interrompere, esprimere opinioni ragionevoli e non violente, come direbbe Locke, e saper ascoltare.

Per chi vuole, infine, uscire dai confini teoretici per accedere a quelli empirici, ecco che Roger-Pol Droit, filosofo e giornalista francese, nonché consigliere di filosofia dell'Unesco – ebbene sì, fin dal 1947 l'agenzia dispone di un'unità strategica che promuove il pensiero critico nell'ambito dei dibattiti sui diritti umani – in 101 esperienze di filosofia quotidiana (Blackie) insegna una serie di esercizi ideali da fare nell'ozio estivo, che possono cambiare la percezione del mondo, indicando per ognuno scrupolosamente la durata, il materiale necessario e l'effetto. Si va dal "chiamarsi da soli a voce alta in una stanza vuota" (effetto sdoppiante) al più temerario "salire su un mezzo pubblico a caso senza sapere la destinazione" (presenziante), e non mancano le simulazioni estreme come "immaginare che il mondo finisca in venti secondi" (spaventoso o rassicurante) o "guardare le stelle da sdraiati facendo ruotare la prospettiva come se il cielo fosse sotto di sé" (cosmico).

Sembrano azioni assurde, eppure funzionano, assicura Droit: «Il futile induce a pensare, l'irrisorio porta al serio, la profondità parte dal superficiale». Ed è così che scatta il clic del pensiero filosofico...

Le Video lezioni

Sul nostro canale youtube puoi trovare tutte le video lezioni del nostro Festival di Filosofia.