L'edizione 2026, con al centro il tema "ascoltare" ed interamente dedicata a Maria Rita Parsi, si è conclusa «con un enorme successo» commenta Nodari. Una lunga cavalcata di quasi due mesi, dal 4 giugno al 28 luglio; un parterre di 44 ospiti italiani e internazionali, 32 appuntamenti tra lezioni magistrali, conferenze, dibattiti e passeggiate filosofiche, in 24 municipalità distribuite lungo il fiume Oglio, tra le province di Brescia, Bergamo e Cremona. E con un forte appeal anche sul fronte digitale: il sito ufficiale ha registrato una media tra le 3.000 e le 4.000 visite giornaliere; le pagine social hanno pressoché raddoppiato le rispettive community.
Commenta Nodari: «Il fil rouge di quest'anno, l'ascolto, è da considerarsi contro-tempo e insieme così attuale, un paradosso che dà molto a pensare. Appare sempre più urgente l'accorata richiesta di senso da parte degli astanti e lo testimonia il fatto che il Festival, fedele al suo spirito itinerante, sia in grado di ricreare comunità nelle comunità. Esso costituisce una sacca di resistenza per tutti coloro che non si rassegnano all'omologazione, alla serialità, alla superficialità».
Tra gli appuntamenti più significativi che sono stati proposti, va ricordato l'incontro inaugurale con Gustavo Zagrebelsky, già presidente della Corte Costituzionale, in occasione dell'ottantesimo anniversario della Repubblica Italiana. Altro momento speciale è stata la cerimonia del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l'Oglio. Un libro per il presente, assegnato alla filosofa francese Danielle Cohen-Levinas per la sua curatela del quarto tomo degli scritti inediti del suocero Emmanuel Levinas. Un'edizione, quella su cui è appena calato il sipario, dal significato ancora più intenso per l'omaggio alla figura di Maria Rita Parsi, la nota psicologa e psicoterapeuta recentemente scomparsa. Storica madrina del Festival e autorevole componente del Comitato scientifico, avrebbe dovuto come consuetudine chiudere questa stagione con una lectio magistralis dal titolo «L'ascolto nella costruzione delle relazioni empatiche». La serata conclusiva, a Villa Morando di Lograto, ha rappresentato perciò un tributo speciale alla sua memoria, con un intervento di Marina Calloni.
Il 2027 sarà contrassegnato, come detto, dal lemma "creare". «Se vogliamo comprenderne il senso — spiega ancora Nodari accostandolo all'esperienza umana —, creare consiste nel dar luogo a un prodotto partendo dalla materia, semplice o elaborata: per esempio modellare la creta come fa il vasaio. L'esempio non è casuale, dal momento che molti miti antichi interpretarono la creazione divina come un'attività manuale e accanto al dio tessitore o ricamatore posero il dio plasmatore di terra, quale il dio ebraico che manipola l'argilla dandole figura di uomo. Il mitico dio artigiano, il Demiurgo del Timeo di Platone, si comporta come il figulus romano, il fabbricante di vasi di terracotta, che foggia, forma, effigia, oggetti e soggetti, forse concetti. La creatività, per parlare ora in termini profani, è dote, virtù, talento, inclinazione che tutti vorrebbero avere, ma per ottenere o riprodurre la quale nessuno ha ancora trovato la formula o la ricetta».
Intanto il Festival proseguirà con due appuntamenti dedicati alle sempre più apprezzate passeggiate filosofiche, il 26 settembre e il 3 ottobre. È inoltre previsto uno spin-off nell'ambito della 78ª edizione della Fiera regionale della Pianura di Orzinuovi, il 28 agosto, nella chiesa di S. Maria Assunta a Orzinuovi con padre Enzo Bianchi, fondatore della comunità di Bose e di Camaldoli.