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Visualizza articoli per tag: interviste

Il filosofo alla presentazione del libro-intervista di Francesca Nodari in cui si racconta. È l’autobiografia «di uno che non ha nessuna biografia» quella che Sergio Givone dichiara di aver consegnato a Francesca Nodari con il libro-intervista «Il bene di vivere», edito da Morcelliana, che è stato presentato ieri alla Libreria dell’Università Cattolica, in città, su iniziativa della Cooperativa cattolico-democratica di cultura. Givone è uno dei maggiori filosofi italiani, docente di estetica all’Università di Firenze. Nella storia di un pensatore, ha spiegato, le vicende quotidiane «non sono niente rispetto all’incontro con un libro. Volevo mostrare come abbia valore di verità e senso per ciascuno di noi il rapporto con la realtà sfuggente dèlla cultura».

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Da quando si è appreso che in rete circolava un trailer intitolato Parler dans Nice Lago che vedeva come protagonista nientemeno che il celebre filosofo del tatto, Jean-Luc Nancy, si è scatenata la curiosità dei più su questa nuova e insieme singolare impresa del pensatore francese, peraltro già ospite nel giugno scorso a Padernello, nell’ambito della V edizione del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente.

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Sabato, 02 Ottobre 2010 04:33

Intervista a Maria Rita Parsi - Da donna a donna

Cosa significa essere donna oggi? Attorno a questo interrogativo che ne contiene molti altri, abbiamo incontrato Maria Rita Parsi psicoterapeuta, scrittrice e saggista, ma soprattutto, crediamo, una Donna infati cabile nella difesa dei più piccoli e dei loro diritti, Donna di una capacità d’analisi finissima e insieme grande interprete del femminile tra i chiaroscuri della complessità con- temporanea.

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La fortuna declinata in quarantatre lezioni magistrali in una polifonia di analisi, riflessioni che non esitano a richiamare l’attenzione di un pubblico disposto a muoversi da una città all’altra, nel triangolo che si disegna tra Carpi Modena e Sassuolo, pur di non perdersi il moltiplicarsi degli interventi tra un frugale cestino di razion sufficiente e gli occhi puntati sulle cartine, che aiutano ad orientarsi in questa densa tre giorni di pensiero e all’orologio, per non giungere in ritardo all’atteso appuntamento. Tra questi non poteva certo mancare quello con Michela Marzano, docente di Filosofia presso il Centre de Recherche Sens, Ethique, Société dell’Université Paris V (René Descartes).

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"L’ idolatria è dovuta al fatto che pur avendo sete del bene assoluto, non si possiede l’attenzione soprannaturale: e non si ha la pazienza di lasciarla nascere."
S. Weil

Si è tenuto lo scorso 28 gennaio l’atteso incontro intitolato: «Quale dialogo tra le religioni?», promosso dalla CCDC in collaborazione con l’Ufficio Pastorale per l’Ecumenismo e i Padri della Pace. Relatore d’eccezione è stato Bernhard Casper, professore emerito all’Università di Friburgo, considerato uno dei massimi filosofi della religione viventi. Nato a Trier nel 1931 e abilitatosi nel 1967, Casper è stato allievo di Bernhard Welte, del quale sta curando la Gesammelte Schriften per l’editore Herder. Conosciuto dal pubblico italiano per numerosi saggi frutto, in particolare, dei tradizionali incontri ai Colloqui Castelli e delle molteplici lezioni magistrali tenute in diversi atenei italiani, Casper si è imposto nel dibattito filosofico contemporaneo proprio per la sua impostazione teoretica innovativa, la quale pur proseguendo lungo la linea della tradizione ermeneutica, la oltrepassa confrontandosi in maniera originale con il pensiero ebraico del ‘900. Per l’occasione lo abbiamo incontrato.

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Il corpo è l’estensione dell’anima fino all’estremità del mondo e fino al confine di sé, l’uno nell’altra, intricati e indistintamente distinti, estesi, tesi fino a spezzarsi». Jean–Luc Nancy, Indizi sul corpo «Prima di essere uno spazio geometrico, prima di essere l’ambiente concreto del mondo heideggeriano, il luogo è una base. Perciò il corpo è l’avvento stesso della coscienza. Non è affatto una cosa. E non solo perché è abitato da un’anima, ma perché il suo essere appartiene all’ordine dell’evento e non del sostantivo. Esso non si pone, è la posizione. Non si situa in uno spazio già dato – ma è l’irruzione nell’essere anonimo del fatto stesso della localizzazione. - Emmanuel Lévinas, Dall’esistenza all’esistente

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«Cambia l’idea stessa e la forma del filosofare. Si passa dal modello dello spettacolo a una più ampia esperienza di relazione. L’indagine filosofica, nel suo procedere e nei suoi risultati, diviene infatti espressione ed esposizione del filosofare stesso. Certo: di ciò va data anche la teoria, una teoria animata da motivazioni etiche. Ma non solo: va attuata e sollecitata la messa in opera, la possibile realizzazione. Affinché – attraverso la ricerca e la forma del libro in cui essa, in questa contingenza, viene ad esprimersi – possano compiersi nuovi ulteriori coinvolgimenti». Adriano Fabris, TeorEtica
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