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Visualizza articoli per tag: Vincenzo Paglia

Al santuario della Madonna del Monte Oliveto, in località Zei, poco fuori dell’abitato di Adrara San Martino, martedì sera monsignor Vincenzo Paglia ha provato a dare concretezza a un concetto molto ampio e già indagato a fondo da grandi esponenti del pensiero teologico e filosofico occidentale: quello dell’ascolto.

Ospite di una delle tappe del festival «Filosofi lungo l’Oglio» e della sua direttrice scientifica Francesca Nodari, l’arcivescovo, che si è definito soprattutto un «prete di Trastevere», non ha parlato però dell’ascolto in generale. Si è invece concentrato su un tipo specifico di ascolto, il più necessario e urgente, i cui destinatari sono prima di tutto i poveri, gli emarginati, le persone che soffrono. Siamo, qui, «al centro della vita e della fede cristiana: non può esistere un cristiano che non ascolti».

Un’immagine, tra le molte possibili, lo mostra con chiarezza. Monsignor Paglia l’ha ripresa dal «Testamento» di San Francesco di Assisi. In uno dei passi più potenti, Francesco racconta l’esperienza che fece con i lebbrosi. Il ricordo dell’incontro con quegli uomini, isolati e scacciati, costretti a una vita di miseria, gli fece scrivere che, dopo aver praticato la misericordia nei loro confronti, «ciò che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di animo e di corpo». Queste poche parole riassumono tutti gli aspetti decisivi della questione: l’ascolto autentico, che è anche un atto di carità, implica l’apertura verso l’altro, il riconoscimento dell’altro come un altro me stesso, il prendere sul serio quel che è e quel che ha da dire.

«È di questo che parla il Vangelo», ha sottolineato monsignor Paglia. Lo scandalo cristiano consiste proprio nella mitezza dell’ascolto in un mondo in cui sembrano prevalere le logiche della sopraffazione e della violenza. «Per il credente tutti gli altri sono fratelli, anche il nemico – ha spiegato monsignor Paglia –. Ecco perché l’ascolto è una dimensione cruciale per il cristiano». Le figure della povertà e dell’emarginazione oggi tuttavia sono molte. Monsignor Paglia ha parlato degli anziani, dei migranti che perdono la vita nel Mar Mediterraneo, dei poveri, del disagio dei giovani schiacciati da un mondo sempre più virtuale e impersonale. Quel che le accomuna è trovarsi fuori posto, decentrati rispetto all’ordine in vigore, e dunque da non considerare o addirittura da rimuovere. Ma il povero e l’emarginato acquistano lo stigma dello scarto solo se li si giudica sulla base di un pregiudizio egoistico. «Il dramma di oggi è l’assenza dell’ascolto – ha detto monsignor Paglia –: si ascolta solo sé stessi e non gli altri. È come se fosse nata una nuova religione, l’egolatria, in cui tutti sono rigorosamente monoteisti: esiste solo l’io e degli altri chissenefrega».

Così, parallelamente all’egoismo cresce anche l’indifferenza, alimentata dall’impressione di non poter incidere sul corso delle cose. Anche se non lo sono, i drammi del mondo contemporaneo, Gaza o la guerra in Ucraina o nel Sudan, sembrano insieme lontani e inevitabili. «Il silenzio della maggioranza vuol dire di fatto corresponsabilità – ha spiegato l’arcivescovo –. Perché se tutti noi ci scandalizzassimo forse per i potenti non sarebbe così facile prendere certe decisioni».

Lo dimostra il fatto, ad esempio, che dal 1945 nessun governante si è mai più azzardato a gettare una bomba atomica su una città: lo sdegno l’avrebbe travolto. Un ascolto appassionato, e non freddo e distante, è quindi la condizione fondamentale per un cambio di paradigma e una svolta. Negli ultimi decenni grandi personalità come Papa Francesco, con il suo desiderio di una Chiesa povera e per i poveri, l’arcivescovo salvadoregno Óscar Romero, che pagò con la vita l’opposizione ai soprusi contro il popolo, hanno provato a imprimerla. L’invito, perciò, è seguirli e mettersi in ascolto degli ultimi, recependo così il messaggio del Vangelo.

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Sarà monsignor Vincenzo Paglia il protagonista della serata in programma martedì alle 21 al Santuario di Maria Santissima Assunta in Monte Oliveto, in località Zei ad Adrara San Martino, nell'ambito della XXI edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, quest'anno dedicata al tema «Ascoltare».

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Il prossimo weekend il green volley, il 14 luglio al santuario la tappa di «Filosofi lungo l'Oglio»

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Palazzo Ferrante è stata la location ideale per accogliere la lectio magistralis di monsignor Vincenzo Paglia sul tema «esistere è sempre coesistere»

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Monsignor Vincenzo Paglia sarà protagonista questa sera alle 21 a Palazzo Ferrante (villa Zani) di Seniga del nuovo appuntamento della XX edizione di «Filosofi lungo l'Oglio», dal titolo «Esistere», con la lectio magistralis «Esistere è sempre coesistere» (ingresso con contributo di 10 euro).

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Appuntamento stasera a Seniga con la lectio di monsignor Paglia Domani e venerdì il festival si sposta a Leno

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Venerdì, 20 Giugno 2025 16:16

E' in arrivo Filosofi lungo l'Oglio

Mercoledì 25, alle 21, Palazzo Ferrante (Villa Zani) ospiterà per la prima volta in paese la kermesse culturale Filosofi lungo l'Oglio.

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Martedì, 19 Novembre 2024 02:38

L'URGENZA DI UMANIZZARE LA TECNICA

Quale etica sviluppare per avere un impatto reale sulle tecnologie? Come evitare che l'uomo venga tecnologizzato piuttosto che la tecnica umanizzata? Come comportarsi nei confronti di chi detiene il potere enorme dei data? Sono questi, soltanto, alcuni degli interrogativi che attraversano l'ultima fatica di monsignor Vincenzo Paglia - Presidente della Pontificia Accademia della Vita - nel suo ultimo saggio. Il testo prende avvio dal riconoscimento dei progressi della scienza e della tecnica e insieme dall'ammonimento del papa sul fatto che tali scienze «possano rappresentare un rischio per la sopravvivenza e un pericolo per la casa comune». Di qui l'urgenza di una direzione etica che presieda il processo creativo dell'Ai nel campo dell'educazione.

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Venerdì, 05 Luglio 2024 17:12

Filosofi lungo l'Oglio anima Villa Montini

«In un mondo di conflitti, sofferenza e indifferenza, è necessario investire in iniziative che risveglino le menti», non ha dubbi Francesca Nodari, direttrice scientifica e presidente della Fondazione Filosofi lungo l'Oglio.

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Invoca una «rivoluzione» monsignor Vincenzo Paglia, perché gli anziani siano messi in grado di «vivere pienamente la propria vita spirituale e sociale»: in casa, vicino ai loro cari, e non rinchiusi negli istituti. L'arcivescovo, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, ha parlato di «Osare nella vecchiaia», ospite di Filosofi lungo l'Oglio a Collebeato, per la prima volta incluso nel circuito virtuoso dei pensatori itineranti. Il sindaco Angelo Mazzolini ha visto con soddisfazione la parrocchiale riempirsi di ascoltatori (a proposito, una doverosa precisazione: nell'incontro di pochi giorni fa a Orzinuovi con Massimo Recalcati si sono contati ben 1.600 spettatori, non 500 come avevamo ipotizzato nella cronaca della serata). E monsignor Paglia ha parlato loro di questioni gravi in modo amichevole e con tono colloquiale.

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Le Video lezioni

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