MANERBIO (gnv) I Filosofi lungo l'Oglio tornano a Manerbio. In occasione del festival incentrato sul tema dell'«Ascoltare lunedì prossimo, 22 giugno alle 21 il cortile del Palazzo comunale ospiterà la lectio magistralis di Miguel Benasayag, psicanalista, filosofo, attivista, agitatore culturale, intellettuale nato in Argentina e naturalizzato francese. Il suo focus tratterà di «IA e vita artificiale, l'alterità impossibile». L'intelligenza artificiale è una nuova forma di alterità o la sua progressiva cancellazione? Un'indagine critica sull'impatto dell'IA nella trasformazione delle relazioni umane, tra colonizzazione algoritmica, delega cognitiva e perdita del senso dell'altro, per interrogare quale spazio possa ancora esistere per l'interiorità e la differenza nell'epoca delle reti intelligenti, guidati da uno dei più radicali e influenti pensatori della contemporaneità.
Benasayag è una figura di grande interesse non solo per la passione delle sue idee, ma anche per il coraggioso ruolo di testimone del Male». Durante gli anni più bui della Dittatura argentina degli anni '70 si è opposto al regime pagando la sua scelta di resistenza con la reclusione. L'ingresso alla serata avrà un contributo di 15 euro. In caso di maltempo l'incontro, che ha avuto il contributo della fondazione Battagliola Giovanni e Orsolina, si terrà al Teatro Politeama.
«È con grande piacere che riportiamo a Manerbio il Festival Filosofi lungo l'Oglio, una manifestazione che negli anni ha saputo offrire occasioni preziose di confronto, crescita culturale e riflessione condivisa. Il tema scelto per questa XXI edizione, Ascoltare, è particolarmente attuale e ci invita a riscoprire il valore dell'attenzione verso l'altro, del dialogo autentico e della comprensione reciproca – ha commentato l'assessore alla Cultura Sara Barbi – Siamo inoltre onorati di accogliere a Manerbio Miguel Benasayag, filosofo e psicanalista di fama internazionale, il cui contributo rappresenta un'importante opportunità per approfondire una riflessione quanto mai necessaria nel nostro tempo. In una società spesso orientata alla performance, alla velocità e all'efficienza, il suo intervento ci richiama al significato profondo dell'ascolto come apertura autentica all'altro, come pratica di relazione e come gesto capace di generare consapevolezza e cambiamento. La presenza di un relatore di tale prestigio conferma il valore culturale del Festival e rappresenta per la nostra comunità un motivo di orgoglio e un'occasione di arricchimento che auspichiamo possa coinvolgere un pubblico numeroso».