Dopo gli incontri con Marco Vannini e Michela Marzano, che hanno aperto la settimana interrogando il rapporto tra silenzio, alterità e ascolto autentico, la ventunesima edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio prosegue il suo cammino lungo il territorio con nuovi appuntamenti che continuano a declinare, da prospettive differenti, la parola chiave scelta per questa edizione: «Ascoltare».
Nello specifico, la rassegna stasera approda per la prima volta a Verolanuova. Alle 21, nella monumentale Basilica di San Lorenzo Martire, protagonista sarà Sergio Della Sala, medico e professore di Neuroscienze Cognitive all'Università di Edimburgo, con la lectio «Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio».
In un tempo ossessionato dalla conservazione di dati, ricordi e informazioni, Della Sala ribalta la prospettiva e porta al centro una facoltà spesso considerata un difetto: la dimenticanza. L'oblio non come guasto della memoria, ma come sua componente essenziale. Attraverso un percorso che intreccia neuroscienze, psicologia cognitiva e divulgazione scientifica, il docente mostrerà come il cervello selezioni, rielabori e talvolta alteri i ricordi, affrontando temi quali le false memorie, i bias cognitivi e i meccanismi che rendono possibile l'apprendimento stesso.
Per chi desidera approfondire anche il contesto artistico che ospita l'incontro, la serata sarà preceduta alle 19.30 da una visita guidata alla Basilica, alla scoperta delle due monumentali tele di Giambattista Tiepolo custodite al suo interno.
Il Festival proseguirà venerdì sera a Coccaglio, in piazza Luca Marenzio, sempre alle 21, con Pietro Del Soldà e la lectio «Amore e libertà. Per una filosofia del desiderio»; mentre domenica alle 17.30 è in agenda la prima passeggiata filosofica di questa edizione: a Torre Pallavicina, all'interno del Parco Oglio, la giornalista e scrittrice Nicoletta Polla-Mattiot guiderà il percorso «L'ascolto del silenzio», un cammino tra natura, osservazione e scrittura riflessiva pensato per esplorare il silenzio non come assenza, ma come esperienza attiva di relazione con sé stessi e con il paesaggio.