Nata nel 1947, la professoressa Parsi era psicopedagogista, docente universitaria, saggista e scrittrice, opinionista e presenza costante nei media italiani. Ex componente dell'Osservatorio nazionale per l'infanzia e l'adolescenza, già membro del Comitato Onu sui diritti del fanciullo, ha pubblicato oltre cento libri a carattere scientifico, letterario e divulgativo, da «Il mondo creato dai bambini» a «L'amore violato», da «Maladolescenza» a «Noi siamo bellissimi». Presidente inoltre della Fondazione Movimento Bambino onlus, nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell'Ordine al merito della Repubblica italiana; nel 2007, ha ricevuto la medaglia d'oro della Camera dei Deputati a nome del Comitato Scientifico Internazionale del Centro Pio Manzù, presieduto da Mikhail Gorbaciov e, nel 2009, il Premio nazionale Paolo Borsellino.
Parsi era molto legata alla terra bresciana. Oltre a essere intervenuta numerose volte a rassegne culturali o altri eventi nella nostra città, ha «tenuto a battesimo» la prima edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio, di cui era madrina, nonché vicepresidente del Premio nazionale di Filosofia. Ed è proprio Francesca Nodari, ideatrice e direttrice artistica del Festival, per la quale la notizia è stata un vero fulmine a ciel sereno, a portare con la voce rotta dai singhiozzi una sua testimonianza: «Ha avuto un malore all'alba - racconta -. So che doveva partecipare a Domenica In, ma non se lo sentiva, per complicazioni dovute a un edema polmonare. Sto ricevendo telefonate e messaggi da tutta Italia e sto cercando di scrivere per non pensare. So che, se fosse qui, mi direbbe di andare avanti... Dovevamo - prosegue incontrarci tra pochi giorni per la presentazione del mio nuovo libro "Nata contro", per il quale aveva scritto la prefazione. E avevamo già programmato la data del suo intervento al festival, il 28 luglio, che, come di consueto, avrebbe chiuso la rassegna e, insieme, avremmo annunciato la nuova parola chiave».
«Maria Rita Parsi - commenta a fil di voce la filosofa bresciana - era donna di intelligenza rarissima, di grande lungimiranza, di umanità profonda, di idee chiare e distinte. Ha formato decine di generazioni di uomini e di donne, è stata formatrice dei formatori, dotata di una rara capacità di ascolto, di analisi e sempre in grado di indicare la via. Si è sempre spesa tantissimo per gli altri senza riserve. A me ha dato una spinta enorme, un grande incoraggiamento e sostegno; era come una seconda mamma». A volte vi sono connessioni «stellari» che rivelano il loro significato solo al momento giusto. Così, quella che oggi sembra una singolare coincidenza, la decisione di adottare per i12026 quale fil rouge del Festival il verbo «ascoltare». Ed è proprio alla «sacerdotessa dell'ascolto», che - annuncia Francesca Nodari - «dedicheremo la 21esima edizione, la prima senza di lei, che, ne sono certa, dal cielo continuerà a "gettare", come diceva, i "sassolini", ovvero quei punti salienti e irrinunciabili che, instancabilmente, ha gettato sul percorso di molti aiutandoli a superare gli ostacoli, esortandoli a perseverare, a non demordere, a battersi per i valori che, davvero, contano».