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Mercoledì, 06 Luglio 2022 18:13

Marzano e il nome «senza memoria»

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«Il mio nome è senza memoria»: questo il titolo della lectio che stasera al Parco della Resistenza «Mario Boldini» di Ospitaletto, nell'ambito della diciassettesima edizione del festival «Filosofi lungo l'Oglio», vedrà protagonista Michela Marzano, altro ospite immancabile della rassegna diretta da Francesca Nodari. Romana, classe 1970, dopo aver studiato alla Normale di Pisa e aver conseguito il dottorato di ricerca in Filosofia, Marzano è diventata ordinario all'Université Paris V (René Descartes).
“Nel panorama italiano una sorta di unicum, poiché è un festival itinerante, dura circa 50 giorni e in ogni data si sposta di luogo in luogo, cambiando location e relatori. Cercare di dare concretezza al nomadismo del pensiero, che si sposta per incontrare le varie comunità, attraversando la provincia di Brescia, ma anche quella di Bergamo e la città di Cremona”
Neli' Odissea il protagonista del poema è definito «pobítropos», aggettivo che talvolta è reso con «astuto»: «Questa traduzione - obietta Duccio Demetrio - è abbastanza infelice, perché etimologicamente la politropia indica non l'attitudine avivere di furbizia ed espedienti, ma la capacità di volgersi viavia indifferenti direzioni, di conciliare nella propria esperienza personale una pluralità di forme e attività».
La pensatrice premiata per il suo saggio dal festival «Filosofi lungo l'Oglio» Nella sua lezione in piazza Roma il confronto fra individuo e società
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