Il rapporto difficile e complesso, tra uomo e macchina è al centro del nuovo appuntamento del festival «Filosofi lungo l’Oglio», promosso dall’omonima associazione con la direzione scientifica di Francesca Nodari, che ha per tema il corpo.
Un Tg della notte aspettava Maria Rita Parsi, l’altra sera a Orzivecchi, per un commento in diretta sull’ultima notizia di “nera”: un uomo spara a due ex fidanzate, poi si uccide. La Parsi – psicoterapeuta, autrice di bestseller e noto volto televisivo – era nella Bassa proprio per parlare di amore e violenza nei onfronti del «corpo delle donne», nel quarto appuntamento di «Filosofi lungo l’Oglio», la serie di conferenze (sul tema del corpo) a cui ha dato il patrocinio anche la Fondazione Movimento Bambino, creata dalla Parsi per tutelare i bambini abusati e maltrattati.
Questa sera Maria Rita Parsi nella Corte del municipio. Domenica, Adriano Fabris nella piazza di Orzinuovi
Domenica, 27 Giugno 2010 02:00
Condizione postmoderna - Io sono il mio corpo di Bernhard Casper
Bernhard Casper
Se ci chiediamo da che cosa sia generalmente caratterizzato l’essere uomini nell’epoca della postmodernità, dovremo dare due risposte molto diverse. Per un verso oggi, in quanto uomini, ci troviamo determinati da una formalizzazione onnicomprensiva. Sembra che ci sia lecito essere uomini soltanto in quanto accettiamo di essere funzioni di un sistema, in quanto cioè abbiamo un codice: un codice fiscale, un codice per l’assistenza sanitaria e altri codici digitali che ci rendono funzioni formali di sistemi.
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