Domenica, 22 Luglio 2012 14:10
Stefano Semplici: «Una bioetica condivisa che parta dal rispetto della dignità umana»
Nicola Rocchi
Le questioni bioetiche «non possono essere privatizzate». Non è possibile affidarne la risoluzione al sentire individuale, perché sono problemi «alla base del contratto sociale». Bisogna dunque impegnarsi per una «bioetica condivisa»,un cammino difficile ma possibile.
Dev’essere vero il platonico «la filosofia rende amici gli estranei », enunciato dalla dott. Francesca Nodari, se all’azienda Vittorie, in un insuperabile rettangolo di cascina tra Orzinuovi e Villachiara, spiati da un tramonto di bontà tropicale, l’altra sera si contavano di nuovo sei-settecento persone, venute da ogni parte della provincia, per ascoltare la lezione del prof. Salvatore Natoli intorno a «Dignità e rispetto: l’obbligo di renderlo, il dovere di meritarlo».
La Nouvel Observateur l'ha inserita tra i cinquanta intellettuali più influenti in Francia. Michela Marzano è una giovane filosofa italiana che insegna all'Universitè Paris Descartes. Si occupa dello statuto del corpo, del potere biopolitico nelle organizzazioni aziendali, si batte per il pensiero critico, per la presa di parola da parte delle donne.
Il tema, «Dignità e vulnerabilità»; l’organizzazione dei Filosofi lungo l’Oglio; la relatrice, Michela Marzano; il posto, la corte Margherita di Corzano...
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