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In una piazza Garibaldi gremitissima, sotto un sole ancora caldo e una voglia di filosofia che si fa contagiosa, Michela Marzano - ordinario di Filosofia morale all’Università Paris V-René Descartes - ha preso la parola a Carpi, venerdì scorso, alla XII edizione del Festivalfilosofia.
Lezioni sulle cose: è questo il tema dell’edizione 2012 di Festivalfilosofia, rassegna in programma da oggi a domenica a Modena, Carpi e Sassuolo. Protagonisti saranno alcuni dei principali esponenti del pensiero filosofico contemporaneo, da Zygmunt Bauman ad Andrei Linde.
La filosofia non è una dottrina riservata ad un pubblico di nicchia. Almeno non più. Le oltre 10.500 presenze della settima edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio lo confermano una volta per tutte. Quindici lezioni magistrali, 15 località ospitanti, 18 giorni di attività, 10 giovani partecipanti al Seminario di Alta Formazione, 47 giorni di durata del festival, 1487 visitatori che di media hanno visitato il sito dedicato alla kermesse filosofica, 3000 il picco di contatti raggiunto in un solo giorno, oltre 67mila il totale delle visite nel corso del festival e 10.500 le presenze fisiche registrate nel corso della manifestazione: sono questi i numeri del successo di un' edizione che ha segnato il passaggio del Festival alla piena maturità. Merito anche delle tante novità introdotte in calendario dalla presidente Francesca Nodari. Una su tutte l' incremento di 5 nuove locations in altrettanti comuni della provincia, a cominciare da Barbariga per proseguire con Corzano, Corte Franca, Erbusco e Travagliato. Il Festival, incentrato quest' anno sul tema della dignità, si è aperto il 6 giugno a Brandico con la lectio inaugurale del filosofo Andrea Tagliapietra su "Natura della dignità e dignità della natura" in una chiesa parrocchiale brulicante di gente, per concludersi lo scorso 23 luglio nella chiesa Santa Maria delle Grazie a Soncino con l' intervento di Pietro Coda su "Dignità umana e libertà religiosa - La lezione del Concilio Vaticano II", salutato da più di mille persone con una vera e propria standing ovation. Vera novità di questa edizione è stata l' istituzione del "Premio Internazionale di Filosofia - Filosofi lungo l'Oglio, Un libro per il presente" vinto dal grande Bernhard Casper con il suo "Il pensiero dialogico. Franz Rosenzweig, Ferdinand Ebner e Martin Buber". Dalle riflessioni del festival sono usciti inoltre quattro nuovi titoli della collana "Granelli": "Degno, Indegno" di Augè, "Il duplice volto della dignità umana" di Becchi, "Nobiltà" di Vannini e "Dignità e responsabilità - una riflessione fenomenologica" di Casper. E se l' edizione numero sette si è appena conclusa con successo l' ottava è gia in fase di preparazione.
Capire l’importanza «filosofica » delle...Piccole cose. È questo il titolo della lectio magistralis che Francesca Rigotti, docente di Dottrine Politiche presso l’Università di Lugano, terrà sabato 15 settembre, alle 10, a piazzale Re Astolfo a Carpi, nell’ambito della XII edizione del Festivalfilosofia. Prof.ssa Francesca Rigotti, nel suo libro Filosofia delle piccole cose (Novara, Interlinea, 2004), mette in discussione il pregiudizio secondo il quale la filosofia dovrebbe occuparsi solo di cose, per così dire importanti, epocali. Su che cosa si fonda un tale luogo comune? E ancora: cosa si deve intendere per cosa? Partiamo dal secondo punto: il nome cosa, derivato dal latino causa, che ha sostituito il termine classico res, indica tutto quanto esiste, nella realtà e nell’immaginazione, di concreto e di astratto. Lo dice anche il nome comprensivo che usiamo per indicare tutto ciò che c’è: la «realtà», dal latino medievale realitas, ovvero l’insieme delle res. Le cose sono oggetti, masserizie, quanto ci serve per i bisogni della vita come la ResPublica,cosa di tutti. Agli albori della cultura, vennero introdotti confini che ne elevarono alcune verso l’alto, schiacciandone altre verso il basso. In alto, vennero poste le attività pubbliche, esercitate dagli uomini (maschi) liberi: guerra e politica, giurisprudenza ed economia. In basso, le cose di casa: le cose da donna, le piccole cose. In polemica con tale visione, abbiamo provato a scombinare le gerarchie e a mettere le cose piccole in posizione centrale. In alcuni miei saggi scrissi in chiave filosofica di brocche e di scope, di porte e cestini della carta. Al Festivalfilosofia eserciterò un’operazione ancor più azzardata: presenterò un’ontologia dello scolapasta, dal momento che il logo scelto dalla direzione del Festival, per le cose, è l’immagine di uno di questi attrezzi da cucina( di quelli vecchi, di alluminio, coi manici di bachelite e tante rose di sette buchetti ognuna) illuminato dall’interno. In che senso lo sguardo fenomenologico è un’educazione all’umiltà e alla sobrietà? E in che modo si perviene alla valorizzazione delle piccole cose? Si tratta di uno sguardo che procede all’osservazione delle cose piccole secondo un metodo preciso e seguendo l’esempio di Socrate, che aveva l’abitudine di girovagare per la città discorrendo col calzolaio della scarpa, col vasaio della pentola, con il falegname del letto. Si prende dunque, dice la mia ricetta, un oggetto umile e si cercadi considerarlo «fuori d’ogni abitudine percettiva, di descriverlo fuori d’ogni meccanismo verbale logorato dall’uso », come scrive Italo Calvino del modo di fare poesia delle cose di Ponge. In questo modo si può parlare del pane, delle forbici, della scopa. Il segreto è fissare d’ogni cosa l’aspetto decisivo e costruire attorno ad esso il discorso. Così l’ontologia dell’ombrelloci dice che esso è quella cosa che si dimentica, come scrive Nietzsche ripreso da Derrida, e che la scopa è la cosa che sta nell’angolo, a detta di Wittgenstein. E lo scolapasta? Lo scolapasta è ciò che fa uscire qualcosa dai buchi. Ma non necessariamente e non solo l’acqua di cottura; fa uscire anche luce, ricordi, pensieri. L’ontologia dello scolapasta ci…
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Le Video lezioni

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