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I nuovi Giusti per non scordare chi lotta per la pace
Dopo due anni di interruzione causa pandemia, ritorna la Giornata Europea dei Giusti. L'anniversario si propone la costituzione di luoghi della memoria per ricordare e onorare tutti coloro, uomini e donne, che in ogni tempo hanno fatto del bene salvando vite umane, si sono battuti in favore dei diritti umani durante i genocidi e hanno difeso la dignità della persona. La Giornata dei Giusti si svolgerà in tre giorni con un leggero slittamento rispetto alla data canonica (6 marzo) con l'adesione dei Comuni coinvolti (Brescia Lograto, Barbariga), della Prefettura di Brescia e la stretta collaborazione di Gariwo.
GIUSTI ED EROI DA RICORDARE
«Chi salva una vita, salva il mondo intero», dice il Talmud. E lo salva pure «chi dà il proprio contributo contrapponendosi a ogni forma di totalitarismo, di genocidio e di violenza, anche a costo di perdere la propria, di vita», aggiunge Francesca Nodari, presidente della Fondazione Filosofi lungo l'Oglio che, dopo due anni di obbligato stop, torna a onorare la memoria e l'esempio dei Giusti. Un'iniziativa densa di appuntamenti per consacrare la X Giornata europea, nel Bresciano posticipata a lunedì e presentata ieri in Loggia.
I grandi chef seducono il palato dei pensatori
Orzinuovi concede il patrocinio comunale alla prima edizione di «Filosofi a tavola», in calendario a cavallo tra giugno e luglio. L'evento è inserito a corollario della XVllesima edizione del «Festival Filosofi lungo l'Oglio» e come tappa di avvicinamento per Brescia-Bergamo capitali della Cultura 2023.
Olocausto e donne: incontro con il Comune di Pedavena
Coltivare la memoria dell'Olocausto guardando da una prospettiva femminile alla tragedia della Shoah. È l'obiettivo dell'incontro online organizzato dal Comune di Pedavena nell'ambito del giorno della Memoria.
ANCHE L'ESISTENZA CONTROCORRENTE HA UN'ANIMA ANTICA
Sfogliando le foto, accarezzando le anticaglie ingombranti o venerate come reliquie del piccolo domestico patrimonio storico, affiora una certa fierezza antica, una sorta di appartenenza a un mondo che non c'è più, ma che possiamo continuare a custodire. Come? Nel ricordo di chi ci ha raccontato di essere sopravvissuto alla guerra, alla fame come lo sguardo che Pavese bambino ricorda appartenere «ai contadini un poco stanchi».
Eva Cantarella: «Parliamo d'amore, andando a lezione da greci»
La studiosa del mondo antico ha vinto il premio Filosofi lungo l'Oglio. Oggi le verrà assegnato il riconoscimento a Romano di Lombardia.
Eva Cantarella, un'intellettuale da premio
«Colta, saggia, umile, un'intellettuale internazionale a tutto tondo, la cui visione sul, del e per il mondo, sempre acuta, intelligente, ribelle, ci ha restituito, e prosegue col restituirci, lati dell'esistenza umana che non sono così distinti tra loro, come invece molti purtroppo si ostinano a ritenere ancora».
Filosofi lungo l'Oglio: premio a Eva Cantarella
A Eva Cantarella va il Premio internazionale di Filosofia "Filosofi Lungo L'Oglio Un Libro per il Presente», per il volume «L'amore è un dio» (Feltrinelli). Il 25 novembre la cerimonia di premiazione a Romano di Lombardia (Bg), alla presenza di Francesca Nodari, Francesca Rigotti e Maria Rita Parsi, in occasione della Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne.
A Eva Cantarella il Premio Internazionale di Filosofia Filosofi Lungo L'oglio Un Libro per il Presente con il volume L'amore è un dio
A Eva Cantarella il Premio Internazionale di Filosofia Filosofi Lungo L'oglio Un Libro per il Presente con il volume "L'amore è un dio". Il 25 novembre la cerimonia di premiazione a Romano di Lombardia alla presenza di Francesca Nodari, Francesca Rigotti e Maria Rita Parsi in occasione della Giornata per l'eliminazione della violenza contro le donne.
Tra corti e castelli la culla dei "Filosofi"
Tra i tanti tesori che Villachiara, con i suoi borghi costellati di castelli legati alla nobile famiglia dei Martinengo, va annoverato anche il Festival "Filosofi lungo l'Oglio", nato nel 2006 come parte di "Odissea", una proposta culturale con cui, grazie al teatro, alla musica e appunto alla filosofia, si tentava di gettare un ponte.