Skip to main content
Mercoledì, 02 Settembre 2026 16:09

Enzo Bianchi, il predicatore del dialogo

Enzo Bianchi Enzo Bianchi

Il fondatore della comunità monastica di Bose si è spento a 83 anni. Il teologo piemontese era legato a Brescia: aveva partecipato a incontri culturali, festival e conferenze.

Si è spento a 83 anni Enzo Bianchi, monaco laico, saggista e predicatore, fondatore della comunità monastica di Bose. Dopo esserne stato allontanato aveva creato la fraternità della Madia, vicino a Ivrea. Una vita, la sua, spesa per il dialogo e l'incontro tra credenti e non credenti.

Figura controversa nello stesso mondo cattolico all'interno del quale si inserisce il suo lungo e complesso itinerario esistenziale e spirituale, Bianchi nella nostra provincia era di casa. Il teologo piemontese era legato a Brescia dalla partecipazione nel tempo a diversi incontri culturali, festival e conferenze. Negli ultimi 30 anni, oltre alle meditazioni quaresimali e alle iniziative diocesane e parrocchiali che ha animato, Enzo Bianchi ha arricchito con la sua presenza rassegne come quelle della Cooperativa cattolico-democratica di cultura, «Librixia» e «Filosofi lungo l'Oglio». Il 10 giugno scorso aveva tenuto una affollatissima lectio magistralis intitolata «Ascolto, dunque, sono» a Gardone Val Trompia, esplorando mirabilmente il significato profondo di questa facoltà come esperienza capace di generare relazione, consapevolezza e umanità.

Le tracce

La sua presenza bresciana è significativa anche sul piano editoriale per i tanti libri pubblicati con Morcelliana, a partire da «Preghiera per la comunità. Breviario ecumenico per l'anno liturgico» del 1971, fino ai più recenti «Non vi sarà più notte. Notte della Fede, notte della Chiesa» scritto nel '96 con Luciano Manicardi e Carlo Maria Martini, «I paradoxi della Croce» del 1999 e poi in questo secolo «La vita altrimenti», «Quale fede, Gesù di Nazareth» e «Immagini del Dio vivente», usciti nella collana «Uomini e profeti» a cura di Gabriella Caramore.

Soprattutto, la nostra terra ha ospitado la sua amicizia profonda con Alessandro Spina, forse il più importante scrittore di letteratura del colonialismo italiano, apertosi poi nei suoi romanzi a vertiginosi squarci metafisico-esistenziali: Bianchi considerava il suo «Conversazioni in piazza Sant'Anselmo», dedicato alla poetessa mistica Cristina Campo e uscito sempre per Morcelliana, un breviario di spiritualità laica.

Il teologo era assiduo ai momenti conviviali organizzati da Spina nella sua splendida villa di Padergnone, alla presenza di diversi intellettuali. In quelle conversazioni aveva ben saputo riattualizzare la spiritualità monastica, non solo occidentale ma anche orientale. Un maestro della spiritualità che, dalla solitudine dello sguardo che il monaco ha su se stesso, scopre che il baricentro della vita non è in sé ma nell'altro, quell'altro che è il Cristo inchiodato e appeso alla Croce.

Al di là dei bastioni che oggi tutti cerchiamo di mettere tra noi e gli altri, Bianchi ha cercato di dimostrare che si vive bene con sé soltanto se si è in positiva relazione con gli altri.

Note biografiche e sintesi

Saggista ed esperto di biblismo, Enzo Bianchi era nato il 3 marzo 1943 a Castel Boglione (Asti).

Maestro della spiritualità, credeva nell'importanza di porsi in una relazione positiva con gli altri.

Numerosi i libri pubblicati, le rassegne e i momenti di confronto che ne hanno caratterizzato il percorso.

Le Video lezioni

Sul nostro canale youtube puoi trovare tutte le video lezioni del nostro Festival di Filosofia.