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Sabato, 11 Luglio 2026 19:39

L'orecchio di Van Gogh, Lectio magistralis di Massimo Cacciari

Massimo Cacciari Massimo Cacciari

Martedì 30 giugno alle ore 21, sul piazzale antistante la Rocca San Giorgio a Orzinuovi, il Festival culturale itinerante Filosofi lungo l'Oglio, diretto dalla dottoressa Francesca Nodari, filosofa levinasiana e allieva del pensatore tedesco Bernhard Casper, e la sindaca Laura Magli, hanno presentato la Lectio magistralis L'orecchio di Van Gogh del filosofo e professore emerito di Estetica dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano Massimo Cacciari.

Nel suo celebre autoritratto, eseguito nel 1889, divenuto la copertina del libro di Cacciari edito da Morcelliana, il pittore si ritrae con una benda su parte del viso a ricoprire la ferita provocata dall'amputazione dell'orecchio, avvenuta a opera dello stesso Van Gogh la vigilia di Natale del 1888. L'orecchio mutilato, espressione del dolore di vivere, diviene simbolo dell'ascolto profondo, ricerca di un silenzio che si concretizza in uno sguardo capace di cogliere l'essenza dell'essere, che le parole faticano a raggiungere.

L'azione della mutilazione segue un periodo di disperazione in cui l'artista si sente solo e abbandonato e si ritiene responsabile di ciò, in quanto non riesce a donarsi all'altro come vorrebbe.

Cacciari ha evidenziato una liaison mistico-religiosa tra il genio maledetto e san Francesco d'Assisi, entrambi accomunati dal desiderio di spogliarsi da loro stessi e di donarsi all'altro, tesi "alla povertà per vivere gli altri. La sua pittura diventa, come una rivelazione, ricerca di senso e di consistenza reale delle cose e disperata necessità di comunicare con l'altro e di partecipare alla vita. La verità non si trova nell'immaginazione, ma nella forza degli elementi e nella loro materialità.

Van Gogh viene presentato anche come un viandante ed emblematica è l'opera che raffigura gli scarponi slacciati, chiodati per una maggiore aderenza al terreno, "usati, riusati e ancora usabili". Le calzature del viandante, del pellegrino che cammina per ager, per i campi, e si apre la strada da solo, passo dopo passo.

Anti-impressionista come Paul Cézanne, per Van Gogh il mondo non si compone mai armonicamente ed è costituito da dissonanze, contraddizioni.

Il dramma interiore, esacerbato da disturbi psichiatrici che l'hanno accompagnato nel corso della sua vita, la solitudine, i fallimenti si espliciteranno nel tragico epilogo del suicidio a soli 37 anni.

"L'arte di Van Gogh non è delirio, non è follia, è tensione vitale verso l'assoluto".

Le Video lezioni

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