Con la fonosfera del mondo greco e romano si confronta la relazione, uccelli, versi di poeti. 'Ascoltare la fonosfera antica'. Una lezione sui generis, nella quale l'aspetto filosofico lascia il passo all'antropologia, alla storia e alla suggestione di un mondo senza macchine e senza rumori invasivi, a cominciare dalle suonerie dei cellulari.
Bettini come nel suo stile, ben noto anche nei libri pubblicati da Einaudi e Il Mulino non fatica a sparigliare le carte, offrendo un'analisi lucida e documentata della cultura classica che dialoga con la contemporaneità, utilizzata come pretesto di avvicinamento e non come banale parallelismo con un presente imparagonabile. Ed è proprio ciò che fa raccontando come strade, vie e piazze fossero caratterizzate da suoni oggi per noi impensabili: il martello, strumento principe di tutte le attività artigianali; le mole per macinare il grano; e, naturalmente, i versi degli animali, dal cane all'asino, dalla vacca fino al sibilo dei serpenti, animali muti ma che per i Romani potevano essere animali da compagnia, dei veri e propri pet.
Con grande capacità di sintesi, Bettini arriva a leggere il canto degli uccelli come un atto poetico da scovare, da rintracciare, come afferma in un frammento Alcmane. La poesia è arte, è parola che si trova; da qui anche l'origine etimologica del termine trovatori, quasi che l'atto poetico consista nel cogliere, da ciò che esiste, il bello, il suono, la musica, strettamente connessi con lo scrivere - o, meglio, con il recitare versi.
Bettini spazia dal rapporto fra musica e poesia all'usanza romana di scrutare il volo degli uccelli e di interpretarne il canto per trarne auspici. Una competenza affidata ad adepti che, sulla base dei segni colti, potevano interrompere decisioni e influenzare la politica. Insomma, saper leggere il canto e il volo degli uccelli era anche un modo per esercitare il potere, lascia intendere il professore davanti a un'affollata platea di oltre cento persone. Una presenza che conferma come Filosofi lungo I'Oglio - giunto alla sua ventunesima edizione - rappresenti, anche nella sua unica tappa cremonese, una manifestazione capace di rendere il pubblico nomade nel segno del pensiero.