Sia in Grecia sia a Roma circolavano teorie secondo le quali poeti e musicisti, per creare le loro arti, si fossero ispirati al canto degli uccelli: un topos letterario, una credenza mitica o qualcosa che affonda le radici in un'esperienza reale del mondo antico? E che cosa ne pensano musicisti e musicologi del mondo moderno? Partendo da queste domande e suggestioni, Bettini – classicista e scrittore, professore ordinario di Filologia Classica all'Università di Siena, dove ha fondato, con altri studiosi, il Centro interdipartimentale di studi «Antropologia del mondo antico», di cui è direttore – metterà in dialogo mito, letteratura e antropologia, interrogandosi anche sul modo in cui la modernità ha progressivamente trasformato, e impoverito, la nostra percezione del paesaggio sonoro. «La nostra fonosfera, il paesaggio sonoro che ci circonda, oggi è ingombra di ogni genere di rumori, dal rombo delle auto allo squillo dei cellulari. Nel mondo antico, però, non era così. Canti di uccelli e voci di animali la riempivano di sonorità affascinanti e misteriose, che noi purtroppo non possiamo più udire...».
Nel Bresciano
Domani sera la rassegna tornerà in terra bresciana, per far tappa a Gardone Val Trompia, nel cortile di Villa Mutti Bernardelli, dove atteso protagonista sarà Enzo Bianchi con la lectio «Ascolto, dunque sono». Fondatore della Comunità Monastica di Bose e autorevole voce del pensiero spirituale contemporaneo, Bianchi rifletterà sull'ascolto come condizione costitutiva dell'identità e della relazione, dentro una lunga traiettoria di pensiero che unisce spiritualità, comunità e parola.
La settimana si chiuderà venerdì a Orzinuovi, nella chiesa di Santa Maria Assunta, con Marco Bartoli e la lectio «Francesco d'Assisi: l'arte dell'incontro», dedicata all'ottavo centenario del Transito del santo.
Tutti gli appuntamenti iniziano alle 21 e sono a ingresso libero.