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Venerdì, 08 Marzo 2019 17:36

Vittorio Foa e i Gloriotti sono tra i Giusti

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia
Un momento intenso. La cerimonia nel parco Alcide De Gasperi Orzinuovi. Un momento intenso. La cerimonia nel parco Alcide De Gasperi Orzinuovi.

Al parco De Gasperi la cerimonia nel ricordo dell'impegno antifascista.

È la capitale del Giardino dei Giusti. Qui, al parco Alcide De Gasperi di Orzinuovi, la prof. Francesca Nodari iniziò a coltivare l'albero dei Giusti nel 2015, l'albero di coloro che aiutarono a salvarsi e vivere donne, bambini, uomini ebrei in cambio di una soddisfazione morale per onorare la propria coscienza, per sentirsi a posto.

Ieri mattina Nodari, presidente della Fondazione Filosofi lungo l'Oglio, ha piantato due nuovi alberi dei Giusti, per Vittorio Foa e per la famiglia Gloriotti. Accanto a lei il capitano della compagnia carabinieri di Verolanuova Tedros Christian Comitti Beré, il maresciallo dei carabinieri di Orzinuovi Andrea Febbo, il sindaco Andrea Ratti, l'assessore Michele Scalvenzi, il sindaco di Villachiara Angelo Riccardi, il presidente dei Combattenti e Reduci Luciano Rizzi, Anna e Bettina le figlie di Vittorio Foa, uno dei nuovi Giusti con i familiari dei coniugi Gloriotti salvatori con un drappello di altri salvatori tra Borgo San Giacomo e Orzi della famiglia Silbermann, delle quattro figlie, costrette a un soggiorno obbligato nelle nostre terre dai nazifascisti e riuscite a salvarsi proprio grazie a questo esercito di anime buone e belle. La memoria di questa storia possiamo goderla grazie alla disinteressata e appassionata ricerca di Andrea Andrico, al quale, presto, si dovrebbe dedicare un albero dei Giusti proprio per la chiara e lucente archeologia dell'umano che altrimenti, senza la sua ricerca finirebbe nella dimenticanza.

Siamo in un tempo difficile, hanno riflettuto in modo diverso i relatori ed è fondamentale ripercorrere il senso di ciò che è giusto e di ciò che è ingiusto, di non perdere la memoria dell'orrore accaduto, poiché, ha ripreso il sindaco Ratti, «la banalità del male può replicarsi sconvolgendo le nostre esistenze». Così l'assessore Scalvenzi e il sindaco Riccardi, i quali hanno ripercorso la vicenda di una terra bresciana gloriosa e antifascista, invitando tutti a una mobilitazione culturale, a non aver paura, ad aprire la mente all'incontro nel rispetto delle regole costituzionali e a non alimentare sentimenti di rabbia sociale.

Anna e Bettina Foa hanno ripassato i sentieri del padre Vittorio, già arricchiti in passato dallo studio di Nodari, hanno sottolineato la lealtà democratica e coraggiosa della sua esperienza in tempo di guerra e in tempo di pace. «Non ci perderemo di vista - ha concluso Francesca Nodari - non possiamo lasciare che queste storie di civiltà possano essere lasciate negli angoli ambigui del chiaroscuro di una mediocre interpretazioni storica e politica. Ognuno di noi faccia la sua parte per rinnovare l'onore di appartenere a un tempo di dedizione verso i valori indistinti della costituzionalità e degli inalienabili, universali diritti umani».



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