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Mercoledì, 20 Giugno 2018 03:32

«C'era una volta un Paese che curava l'arte del vivere bene»

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia
Marco Ermentini Marco Ermentini

Successo per la serata con Marco Ermentini a Sabbio Chiese per «Filosofi lungo l'Oglio»

SABBIO CHIESE. Francesca Nodari porta in cima alla Rocca di Sabbio i maratoneti del Festival dei Filosofi lungo l'Oglio. Porta in cima, l'architetto Marco Ermentini, relatore sul tema «Condividere il sogno dell'abitare». Lui è lo stratega su come ribaltare il concetto non compreso della timidezza, da acquiescenza a coraggio-responsabilità, cultore con Renzo Piano di un'architettura dal basso con autocritica costante per quel "metro cubismo" che ha imperversato per anni e ha fabbricato l'invenduto, la bruttezza, l'alienazione.

La prof. Nodari porta sulla Rocca il direttore del Giornale di Brescia e Teletutto, Nunzia Vallini. Si aggiudica tre scatoloni di "Timidina", farmaco contro l'arroganza e per l'esaltazione dell'umiltà della timidezza, produzione Ermentini-Piano. Non si trova in farmacia. In una conversazione agile e rilassata, intorno al rapporto tra luoghi, persona, al tema del «Condividere», la parola chiave del festival Filosofi lungo l'Oglio, il duo Ermentini-Vallini, domanda e riposta, con immagini delle periferie da rimettere a qualità dignitosa, fanno passare via due ore e sembra di tornare a casa presto. Invece è mezzanotte quando incroci le prime gallerie verso Brescia e pensi alle periferie brutte delle metropoli e dei paesi.

Anche se andrà distinto il termine periferia dal termine provincia. Ermentini e Vallini concordano, serve partire dal basso, manutenere, tessere, rammendare, non rompere e non separare, congiungere, appunto, condividere. «C'era una volta un Paese che curava l'arte del vivere bene ragiona Ermentini -, si sentiva il ritmo condiviso tra persona e ambiente, poi è saltata l'urbanità, fatta di bellezza, sicurezza e ospitalità. Vanno rilanciate sette parole: Ascoltare, Periferia, Cura, Rammendo, Bellezza, Luogo, Timidina...».

Dice ancora, la timidezza è una virtù, la scoperta del limite è una necessità. La conclusione si avvolge intorno a una riflessione del nostro direttore, «c'è il bisogno di un pensiero parlato e di una parola pensata». Ultimatum. Ermentini non esclude l'ultimatum, la stessa timidezza in verità medita sui pericoli, profetizza il tempo in cui, nel giro di tre anni salterà per il 50% il sistema commerciale, entreranno in campo le auto elettriche, molto muterà e dovremo essere pronti a governare insieme il nuovo tempo.

Scendiamo dalla Rocca, Nautilus spirituale, Astronave millenaria guidata dalla Madonna per un culto popolare verso i suoi miracoli. Ogni dieci anni, i sabbiesi, alle loro magnifiche Decennali, fanno il tagliando al motore del Divino, anche qui un'architettura religiosa dal Basso, con rosari, canti, dipinti. Con la forza alzata contro il terremoto del 2004. Il Chiese, sotto, scende con più lena del solito, vuole mostrarsi a posto per confluire, a suo tempo, nell'Oglio filosofico di Francesca Nodari; la serata compie 22 gradi, un lusso, ma sopra, all'ultimo piano alla Madonna della Rocca, si è respirata un'afa inattesa. Eppure, i sabbiesi hanno fatto le cose talmente per bene, che lassù l'afa ha preso un sacco di sventagliate.

Il ventaglio della bellezza ci ha salvato, il ventaglio messo insieme dal calendario degli incontri dei Filosofi, dalle quattro pagine sulla storia della Rocca, dal depliant di una mostra a muro, di notevole qualità, imprestata dalla Collezione Paolo VI. Si è goduta l'attesa osservando Guttuso, Laffranchi, Bodini, Chagall, Guitton e appena i microfoni e il video si sono rinfrescati, è partito l'assessore Ferremi, un diesel di efficienza e chiarezza: «Pensare insieme fa bene, ci siamo e ci candidiamo per il futuro ad ascoltare la filosofia: grazie alla prof. Valotti. Al prof. Bonomi che sta lì, coccolato dalla prof. Michela Valotti. Gli carezza la sua impegnativa patriarcalità. Tutto bello. Con Timidina».



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