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Venerdì, 08 Giugno 2012 19:30

La «dignità» antidoto alla crisi oltre ogni prezzo

Scritto da Tonino Zana

L'altra sera la chiesa parrocchiale di Brandico era colma. Don Giulio Moneta, il parroco, ha aperto le porte ai Filosofi lungo l'Oglio per la prima serata di quindici fino a fine luglio.

Un popolo di normalità ha riconfermato questa settima volta per la passione filosofica - aristotelicamente peripatetica - in notturna. La parola chiave di questo festival della filosofia, «Dignità». Al centro, la riflessione del prof. Andrea Tagliapietra, docente di Storia della filosofia. A fianco, la brillante regia della direttrice dell'evento, Francesca Nodari, ormai leader di una tribù spontanea, curiosa del farsi della qualità del pensiero rispetto alla pancia dei desideri materiali.

La dignità, a Brandico, si è presentata subito nella Ultima Cena del Romanino, posta in alto all'altare quasi a sottolineare la migliore delle vocazioni alla lingua immediata - il dialetto imperativo e imperatore del Romanino - nella terra della semplicità. Una tela di luce vigorosa e netta, tirata a lucido sulle parole dei relatori e la tensione degli ascoltatori. La dignità è stato il saluto del sindaco Simonetta Plodari con in tasca la memoria fresca di «uomo leale, Bruno Verzelletti», andato via così presto. La dignità nelle oltre 500 persone - pazzesco, in tempo di solitudini diurne, questo ritrovarsi notturno - i molti sindaci bresciani, le compostezze. Dignità, ancora, la perseverante illuminazione della dott. Nodari. Dignità, infine, la «tambureggiante», senza respiro, analisi del prof. Tagliapietra, partito da Pico della Mirandola, dalla sua orazione «De dignitate hominis», 1486, fino al Novecento del postmaterialismo, in cui, dice il relatore, la dignità si è svalutata, banalizzata per l'assunzione di un valore economico.

Il titolo, «La natura della dignità. La dignità della natura». Uno spostamento di parole per significare, tra l'ontologia e la matematica semantica, l'indissolubilità della dignità nella sua accezione di valore non acquistabile. Per dirla con Kant, la dignità non ha prezzo, siccome tutte le cose hanno un prezzo. La dignità è completamente sopra e dentro, è la totalità della congiunzione e quindi l'unità del famoso adagio kantiano, «Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me». La dignità, perciò, insiste il prof. Tagliapietra, volge le spalle alla materialità, alla tentazione di prezzolarla, di un'esposizione con listino in una quotidianità in crisi e anarchicamente critica. La dignità è in crisi ed è nella crisi se si legge come segno economico. Altrimenti la dignità è il simbolo dell'anticrisi, l'indicazione di un mondo accessibile oltre i riscontri dello spread, il ritorno alla normalità dell'armonia tra uomo, a immagine e somiglianza divina, e la natura. In questo senso natura e dignità si confondono in un ideale e reale permanente dato creativo.

La dignità, insomma, ci sarebbe stata nel prato immenso della creazione e avrebbe occupato un posto in prima fila. Anzi, si sarebbe sostanziata con la stessa creazione. Ripete in più forme, il prof. Tagliapietra, affinché non ci siano scorciatoie per gli specialisti del sinonimo, per chi, trovando qualcosa di simile alla dignità la spaccia come tale. La dignità, dice il filosofo, è unica e trova valore in se stessa. Sul sagrato delle chiesa di Brandico, gira la notte e gira il giorno. I libri di Massetti e le agende gli incontri del Festival aprono le pagine ad un'aria già nuova.

Qualcuno discute sull'unicità o meno della dignità. Qualcuno sostiene che la dignità è qualcosa di straordinariamente e gelosamente bello, ma non ha le caratteristiche di unicità e di divinità, per ricordare Pico della Mirandola. Amici siamo nelle nostre Basse di formentoni e gente che si alza alle 4 per le stalle e i viaggi su Milano e Brescia. La filosofia della Nodari comanda il banco. C'è da sorridere. C'è da investire. Kant, l'altra notte, essendo tedesco della Merkel, veniva dato al 4% netto. Spread o non spread.

Informazioni aggiuntive

  • autore: Tonino Zana
  • giornale: Giornale di Brescia

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