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Domenica, 12 Maggio 2019 17:11

Augé e l'ingratitudine dei sedentari verso i migranti

Scritto da Nono Dolfo - Corriere della Sera
Marc Augè - Al Salone del libro di Torino un'anteprima del festival «Filosofi lungo l'Oglio» Marc Augè - Al Salone del libro di Torino un'anteprima del festival «Filosofi lungo l'Oglio»

In un'era dominata dal disorientamento, sempre interconnessa ma abitata da solitudini che si moltiplicano, il grande antropologo ed etnologo, Marc Augé, noto per avere definito i concetti di non-luoghi e surmodernità, affronta nel suo ultimo saggio le questioni capitali dell'uomo contemporaneo messo di fronte a bivi cruciali della storia e alle prese con i temi di sempre: la felicità, la dignità, la fiducia, l'allarmante incremento delle disuguaglianze.

Il volume (Condividere la condizione umana, Mimesis editore, pp. 122, prefazione e cura di Francesca Nodari) viene presentato oggi alle ore 12 presso la Sala Superfestival del Salone del libro di Torino ed è considerato una sorta di prologo-trailer della prossima edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio (4 giugno 21 luglio), fondato e diretto dalla stessa Francesca Nodari.

Augé offre al lettore una bussola per orientarsi nel nostro tempo. «La felicità stanziale, la felicità sedentaria sostiene non è accogliente, spesso rifiuta i nuovi arrivati. Ma non è escluso che colui che infastidisce le gente ben installata a casa propria, nella figura dell'immigrato, sia colui che suscita in loro la natura della loro felicità e le virtù della sedentarietà... L'angoscia di coloro che proclamano senza tregua di essere a 'casa loro' è tale che questa pretesa diviene ogni giorno meno sensata a partire dal momento in cui l'attuale mondializzazione, a differenza di quelle che l'hanno preceduta, è coestensiva all'intero pianeta".

«Senza lasciare spazio al pessimismo - osserva Francesca Nodari nella sua introduzione - l'Autore non si limita a mettere sotto la sua acuta lente d'ingrandimento la complessità della società planetaria. C'è ancora speranza per l'avvenire e perché l'avvenire sia di tutti. Nelle sue analisi, un vero e proprio kit di sopravvivenza per l'uomo del XXI secolo, v'è una tensione continua che, nel constatare il promettente progresso della scienza, individua nell'utopia dell'educazione, quasi fosse l'incarnazione surmoderna del 'sapere aude' kantiano, il paradigma per un'umanità migliore».

Con Francesca Nodari interverranno all'incontro di oggi a Torino anche Francesca Rigotti, professoressa di Dottrine politiche all'università di Lugano e presidente della giuria del Premio internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l'Oglio, e Roberto Ravello, l'editore di Mimesis.