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Sembra che la tecnologia abbia preso il sopravvento sull’umano e gli squilibri sono evidenti. Del resto chi non ha mai sentito parlare dell’Ai, della robotica, delle nanotecnologie? Chi non possiede uno smartphone, un’auto iperconnessa, che sia o non sia nativo-digitale? Questi e altri ancora gli interrogativi che attraversano il saggio di Giovanni Ancona che non mira a demonizzare le tecnologie ma che, partendo dalla constatazione di Papa Francesco allorché notava che «ciò che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamento, ma un cambiamento d’epoca», ne offre un’analisi a tutto tondo senza esimersi dal ribadire il fatto che le tecnologie siano portatrici di un enorme potenziale di sviluppo e di miglioramento delle condizioni di vita. Ma accanto al progresso v’è anche il profondo mutamento che viene testimoniato dall’ampio utilizzo dei social media e dal fatto che questi vengano impiegati per proporre, ad esempio, una continua ridefinizione della propria identità. Di qui il darsi di un complesso di «relazioni di superficie» come le chiamava Augé, il moltiplicarsi di agorà virtuali e di autostrade informatiche dove ci si illude di incontrarsi senza nemmeno sapere se dietro quel profilo esiste una persona reale. Del resto, tutto potrebbe finire con un like, ma è proprio questo il vantaggio dei social: «non impegnano».
L'individuo contemporaneo cammina con lo smartphone in mano. Sommerso da una valanga di sollecitazioni. Pieno di amici virtuali e illusori. Le riflessioni del grande antropologo francese
CHIARI (bhd) Cosa resta di noi quando l'ascolto scompare? È questa la provocazione profonda che muove l'atteso appuntamento che vedrà protagonista il celebre sociologo e antropologo David Le Breton, ospite d'eccezione il prossimo 13 luglio (inizio alle 21) nella splendida cornice di Villa Mazzotti.
MANERBIO (gnv) Lunedì I Filosofi lungo l'Oglio hanno fatto tappa a Manerbio. E' stato un ritorno a casa che ha avuto una grandissima partecipazione. In occasione del festival incentrato sul tema dell'Ascoltare il cortile del Palazzo comunale ha ospitato la lectio magistralis di Miguel Benasayag, psicanalista, filosofo, attivista, agitatore culturale, intellettuale nato in Argentina e naturalizzato francese. Il suo focus sull'«IA e vita artificiale, l'alterità impossibile». Benasayag è una figura di grande interesse non solo per la passione delle sue idee, ma anche per il coraggioso ruolo di testimone del «Male». Durante gli anni più bui della Dittatura argentina degli anni '70 si è opposto al regime pagando la sua scelta di resistenza con la reclusione.
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