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Umberto Curi

Tra lo spaventoso e il familiare: attualità del concetto freudiano di perturbante


Umberto Curi, professore emerito di Storia della filosofia, analizza il dirompente saggi freudiano: "Il perturbante"
«Nella nostra vita psichica, Eros è il signore che determina le nostre azioni e pulsioni».

Nella primavera del 1919, all'indomani della conclusione della prima guerra mondiale, Sigmund Freud è impegnato nella stesura di un testo destinato a rivoluzionare le basi stesse della teoria psicoanalitica, introducendo la pulsione di morte come principio complementare alla libido. La stesura del testo è già a buon punto quando improvvisamente, e senza motivi apparenti, il medico viennese interrompe il lavoro e si dedica al completamento di un manoscritto, risalente a qualche anno prima, lasciato incompiuto. Si tratta di un breve saggio che rappresenta il contributo filosofico più importante dovuto al fondatore della psicoanalisi. Un testo breve che inciderà profondamente nella cultura della prima metà del Novecento.

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