ANDREA TAGLIAPIETRA – La pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare se stessi
22 Luglio: Vi aspettiamo al Festival alle 21:00 a Castegnato (BS) per la lectio magistralis di Andrea Tagliapietra - La pazienza e il pudore: ascoltare gli altri, ascoltare se stessi
Come accade per la musica, che è l’arte dell’ascolto per antonomasia, anche le virtù possono avere una tonalità maggiore e una minore. La tradizione culturale che si è sviluppata in Europa e che si rispecchia in ciò che oggi chiamiamo “Occidente” ha rivolto la sua attenzione, sin dai versi bronzei dell’Iliade, al tono maggiore delle virtù, nel cui etimo latino echeggiano la “forza”, il “valore” e il “coraggio”. Si tratta delle virtù dell’eroe - ahimè del maschio guerriero - su cui si è modellato, a prescindere dal mestiere delle armi, l’ideale del sé e del suo successo, la volontà di potenza che abita l’intimo dei pensieri e delle azioni degli abitatori dell’Occidente. Ben inteso, maschi e femmine che siano, come mostra la tragica cronaca dei nostri giorni, in cui il genere dei potenti non fa e non ha mai fatto la differenza, anche se smisurata è stata la sproporzione per quanto concerne il genere di coloro che, nel corso del tempo, ne sono state vittime inermi. Le virtù maggiori, siano esse la sapienza faustiana degli scienziati, che inesausti lavorano all’arma più letale, il coraggio temerario degli speculatori di borsa che mandano in rovina individui e nazioni, l’ostinata perseveranza dell’avidità che muove l’illimitato dell’economia capitalistica o la giustizia cieca e senza misericordia di chi condanna a morte qualcuno, si affermano, certo, ma non ascoltano. Anzi, si affermano e trionfano proprio perché non ascoltano. Invece, le virtù dell’ascolto si eseguono in tono minore, non si esibiscono al centro dello spettacolo del mondo. In una delle sue poesie più belle, Borges elenca alcuni gesti, alcune azioni minime e discrete - coltivare il proprio giardino, giocare a scacchi, lavorare la ceramica, stampare un libro, leggere in silenzio, accarezzare un animale addormentato, perdonare, preferire che abbiano ragione gli altri, ecc. -, in cui scorgiamo all’opera le nostre due virtù dell’ascolto: la pazienza e il pudore. Borges li chiama “giusti”, ma non “giustizieri”, proprio perché si tratta di una giustizia in tono minore, del vivere quotidiano, senza tribunali, processi, pene o vendette. È con la pazienza che ascoltiamo gli altri e li aspettiamo se si attardano lungo il cammino. Perché una giusta misura c’è, ma è per ciascuno diversa e non pretende la sciocca uniformità dell’algoritmo delle macchine, con cui siamo soliti registrare le loro prestazioni. Tutti esaltano il coraggio della libertà, ma a cosa servirebbe la libertà di parola, se poi nessuno mi stesse a sentire? A che scopo la libertà di pensiero se, in fondo, a nessuno importasse che cosa pensano gli altri? Del resto, già gli antichi univano la giustizia al pudore, ossia a quell’intimo ascoltarsi, a quel profondo rispetto per noi stessi che ci fa conoscere il nostro limite e, quindi, ci arresta sulla soglia di quello degli altri. Del resto, pazienza e pudore ci richiamano all’umiltà del nostro corpo, alla sua singolarità, che trasforma anche i nostri difetti, le nostre mancanze e imperfezioni, in ragioni per essere amati.
ANDREA TAGLIAPIETRA
Allievo di Emanuele Severino, Andrea Tagliapietra è professore ordinario presso il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università degli Studi di Venezia Ca' Foscari. È altresì vicepresidente della Società Italiana di Storia della filosofia. Il filosofo veneziano ha curato importanti edizioni per Feltrinelli e Bruno Mondadori, passando attraverso opere di numi tutelari del pensiero universale come Kant, Platone e Benjamin Constant. Nel 2004 con il saggio: La virtù crudele. Filosofia e storia della sincerità, Einaudi 2003 si è aggiudicato il «Premio Viareggio-Répaci» per la saggistica. Nel 2013 con Gioacchino da Fiore e la filosofia (il Prato) ha vinto il «Premio Viaggio a Siracusa» per la saggistica filosofica. I suoi principali interessi di ricerca riguardano l’impiego delle metafore e delle narrazioni all’interno dei testi filosofici e l’importanza delle strutture polifonico-drammaturgiche nell’elaborazione del pensiero concettuale; lo stile e il canone in filosofia; l’analisi dello sviluppo di alcune figure-limite del mondo della vita nell’ambito della storia delle idee; le immagini come risorsa per il pensiero.
Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: Sincerità, Raffaello Cortina 2012; Non ci resta che ridere, il Mulino 2013; Alfabeto delle proprietà. Filosofia in metafore e storie, Moretti&Vitali 2016; Zerologia. Sullo zero, il vuoto e il nulla (con C. Bartocci, P. Martin), il Mulino 2016; Esperienza. Filosofia e storia di un’idea, Raffaello Cortina 2017; Cartografia intellettuale dell’Europa. La migrazione dello spirito, Mimesis 2018; Filosofia dei cartoni animati. Una mitologia contemporanea, Bollati Boringhieri 2019; La musica del caso. Ricerche sull'azzardo e il senso del gioco, Mimesis 2022; La metafora dello specchio. Lineamenti per una storia simbolica dell'immagine, Donzelli 2008, nuova ed. 2023, Il lettore e lo spettatore. Filosofia di due metafore dell'esistenza, Donzelli 2024. La sua ultima fatica è: Il gesto più antico. Filosofia e icone del pudore, Donzelli 2025.
Caratteristiche dell'evento
| Inizio evento | 22 Luglio 2026 | 21:00 |
| Costo per persona | €10.00 |
| In caso di maltempo | Chiesa San Giovanni Battista, via San Martino 3, Castegnato (Bs) |
| Info | Ingresso libero |
| Luogo | CASTEGNATO - Piazza Dante Alighieri |