Un ciclo di 7 conferenze promosso dall'Associazione culturale «Filosofi lungo l'Oglio» per «mostrare punti di vista autorevoli capaci di orientare le coscienze su un evento che non può e non potrà mai passare sotto silenzio».
Un ciclo di sette appuntamenti snodati attorno al tema della Shoah, per «Fare memoria» - come esplicita il titolo stesso della rassegna - indagandone l'eredità contemporanea secondo una prospettiva contaminata di storia, filosofia, teologia e letteratura. Questo, in sintesi, il filo rosso che caratterizzerà l'estensione invernale del «Festival Filosofi lungo l'Oglio» (organizza l'omonima associazione culturale), pronta a prendere vita giovedì sera al Teatro dell'Oratorio di Castrezzato attraverso un percorso che - secondo la tradizionale formula brevettata durante le edizioni estive - toccherà svariati Comuni della provincia lanciando per l'occasione l'interrogativo «Che cosa è stato?».
I Filosofi lungo l'Oglio, la banda culturale di Francesca Nodari, sverna sul fiume sterminato e mai acquietato della Shoah, si accampa nei fortini della memoria, ora grandi ora improvvisamente rimpiccioliti, punta sette cannoni-eventi contro il negazionismo, rinnova il patto con i sindaci e ristabilisce il primo comandamento dell'associazione: a un luogo un pensiero, tanti luoghi tanti pensieri secondo il principio di una rete umana che si ingrandisce, si rammenda e non lascia fuori nessuno.
Sabato, 07 Gennaio 2012 01:00
Quando il lessico della politica si confronta con la natura
Francesca Nodari
Da un certo periodo si sostiene che il lessico della politica si sia esaurito e che sia necessario trovargli nuove formulazioni. Non si tratta di abbandonare le parole della filosofia politica occidentale, ma di coglierle da orizzonti, in certo senso, impensati. È quanto ha cercato di fare, in una ricerca instancabile, Roberto Esposito - vice-direttore del l'Istituto Italiano di Scienze Umane, nonché professore di Filosofia teoretica dello stesso istituto nella sede di Napoli.
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