Il prossimo, ahimè, non è scomparso, si diceva l’altra sera, tra un folto numero di amici, assistendo al disturbo persistente, di antica eco umanoide, di un tizio in prima fila.
L' altra sera, la corte di Palazzo Martinengo, a Orzivecchi, viene passata da un cielo perfino di riflessi verdi, scontati i rosa e i blu di tempeste lontane, mentre il prof. Paolo Becchi, docente di Filosofia del Diritto, si allena a una lezione notturna davanti alle solite centinaia di amici dei Filosofi lungo l’Oglio salutati dalla consueta passione del suo leader Francesca Nodari e dal sindaco ospitante, Liliana Ferrari.
Come sarebbe un festival di bambini filosofi? Pieno di domande importanti, dice Maria Rita Parsi. Perché «i bambini s’interrogano continuamente; e se non gli dedichiamo uno spazio attento, in loro nasce il disincanto ».
Prestigiatore di greco e latino, eloquio fluente, abbronzatura di patria («sono pesarese») poiché il colore, spiega il prof. Giovanni Ghiselli, contribuisce a sistemare l’ aspetto, a rendere dignità alla persona.
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