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Marc Augé, etnologo e antropologo di fama mondiale, di casa al Festival dei Filosofi lungo l'Oglio, l’altra sera a Chiari dispone di una lezione che illumina su assenze e ritorni dei nostri sensi, sui pericoli di un abbandono del reale e la resa all'artificio, alla tecnologia senza volto e parola. Insiste, con una chiusura commovente, sulla necessità di un cambiamento come ripresa di sé, nella considerazione della diversità dell'altro; altrimenti il finale di ognuno di noi sarà serrato in una solitudine.
«Vietato non toccare: abitare timido»: questo il filo rosso dell’incontro che stasera a Rudiano, per il festival «Filosofi lungo l'Oglio», vedrà protagonista Marco Ermentini.
Sempre più nel vivo di questa dodicesima edizione (parola chiave: toccare) il viaggio culturale dei «Filosofi lungo l'Oglio» riparte stasera da Chiari nel segno di Marc Augé, protagonista alle 21.15 nel quadriportico della biblioteca Fausto Sabeo con una lectio magistralis intitolata «Saper toccare». Francese, classe 1935, antropologo ed etnologo di fama mondiale, Augé è considerato uno dei più acuti indagatori della surmodernità.
È noto per aver definito i «non luoghi» della contemporaneità, ma in questi anni la sua riflessione ha spaziato in ogni ambito.
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Le Video lezioni

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