CELADA BALLANTI “Dire io, dire tu, dire noi nell’esperienza religiosa”

CELADA BALLANTI “Dire io, dire tu, dire noi nell’esperienza religiosa”

Il mio intervento verterà sul dialogo interreligioso, il cui plesso problematico sarà affrontato da una prospettiva squisitamente filosofica. Nel quadro geopolitico si manifesta come ineludibile l’urgenza di un dialogo tra le religioni, tanto più in un tempo, quale è il nostro, che assiste a una generale crisi della convivenza, in senso culturale, religioso, politico. Il Mediterraneo, in particolare, da area di coesistenza, da regione di scambio, da spazio di ibridazioni e incontri, si è trasformato in muro che separa popoli, religioni e culture. Pensare una filosofia del dialogo interreligioso, in simile contesto, appare quanto mai essenziale. La crisi del nostro tempo, che è crisi del dialogo e della convivenza, è al fondo crisi di un Logos capace di connettere, colligere nel rispetto delle distinzioni. Il compito di una filosofia del dialogo interreligioso è innanzitutto quello di elaborare un universale non totalizzante, non proiettivo, che sempre diventa – basti considerare la storia dell’Occidente – dispositivo di esclusione, colonialismo camuffato, volontà di potenza. Tale, del resto, è il volto della globalizzazione. Occorre cercare un universale capace di ospitare le differenze e una figura del dialogo che sappia mettere in gioco tutte le potenzialità del prefisso di derivazione greca dia-. Il dia-logo, in quanto interruzione del mono-logo grazie all’irruzione-intrusione dell’altro, è sempre logos spezzato, implica differenza e anche attraversamento. Abita la terra di mezzo tra relativismo e fanatismo. È la terra di mezzo dove soggiorna la possibile discorde armonia tra le fedi, e che a tutte ricorda la comune distanza dal volto di Dio.

ROBERTO CELADA BALLANTI

È professore ordinario di Filosofia della religione e di Filosofia del dialogo interreligioso presso il Dipartimento di Antichità, filosofia e storia dell’Università di Genova. I suoi interessi di ricerca vertono attorno alla filosofia della religione moderna dall'Umanesimo all'Illuminismo, al problema religioso nell'età contemporanea e nel dominio del nichilismo ed alla filosofia del dialogo interreligioso nella sua storia e nei suoi sviluppi novecenteschi. Svolge una proficua attività editoriale come Direttore di collana «Etica ed ermeneutica» presso le Edizioni dell'Orso di

Alessandria; come Componente del Comitato scientifico della rivista «Studi Jaspersiani»; Componente del Comitato scientifico della Collana «Classici del pensiero religioso liberale» presso Morcelliana (Brescia) e Componente del Comitato scientifico dell'Editrice Morcelliana.

Tra i suoi lavori: Erudizione e teodicea. Saggio sulla concezione della storia di G.W. Leibniz, Liguori 2004; Pensiero religioso liberale. Lineamenti, figure, prospettive, Morcelliana 2009; Filosofia e religione. Studi su Karl Jaspers, Le Lettere, 2012; Religione, storia, libertà. Studi di filosofia della religione, Liguori 2014; La parabola dei tre anelli. Migrazioni e metamorfosi di un racconto tra Oriente e Occidente, Storia e Letteratura 2017; Il muro del paradiso (con M. Vannini), Lorenzo de Medici Press 2017; Filosofia del dialogo interreligioso, Morcelliana, Brescia 2020; Il dilemma di Eutifrone. L'uomo, Dio, la morale, Morcelliana, Brescia 2022.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Lunedì 25 Luglio 2022 | 21:00
In caso di maltempo verrà segnalata la nuova location sui nostri canali social e media
Luogo TRENZANO - Cascina Tokyo

Festival Filosofi lungo l'Oglio

Il Festival Filosofi lungo l'Oglio è una manifestazione promossa dalla Fondazione Filosofi lungo l’Oglio che si svolge, dal 2006, in numerosi Comuni compresi tra le Province di Brescia, Cremona, Bergamo nei mesi di giugno e luglio. Ogni anno viene scelto un tema attorno al quale chiamare a discutere le figure più eminenti del pensiero contemporaneo. Di edizione in edizione si è assistito ad un incremento delle lezioni magistrali offerte ad un pubblico sensibile e in costante aumento.

La specificità che caratterizza questo Festival risiede nella peculiarità del suo format: non una tre giorni in cui concentrare gli appuntamenti, ma un arco di tempo che supera i 40 giorni, e che sembra fare proprio il tempo lento della provincia. Tempo prezioso in cui ascoltare le lezioni magistrali dei pensatori – tutte ad ingresso libero – , confrontarsi nei dibattiti che seguono gli incontri e, se così si può dire, far fruttare il tempo che separa un intervento dall'altro, per lasciare spazio all'antica ruminatio. Al ritmo temporale segue l'articolarsi «spaziale» del Festival: tra piazze, castelli, dimore signorili, cascine, sinagoghe, chiese, auditorium, teatri è il pensiero stesso a farsi nomade seguendo, idealmente, il percorso del Fiume Oglio, quasi si trattasse di un Vegliardo depositario di vetuste tradizioni che, nel ricordarci l'appartenenza alle nostre origini – una evocazione che si fa materia nella terra che esso stesso attraversa, separa, unisce, feconda, alimenta nelle opere e nei giorni di chi la coltiva – , ci chiedesse di fare memoria di quella fatica di cui è testimone, tramutandola nella fatica del pensiero. Fatica non meno ardua, ma che nella complessità del mondo in cui abitiamo sembra quasi un imperativo, una sfida da raccogliere. Da condividere. Da sostenere. E così ogni anno, dinnanzi al «Vegliardo», si recano illustri studiosi attorno ai quali fanno cerchio uomini e donne di buona volontà, capaci di «decidersi» nel-dare-senso-al-loro-tempo, sempre più ridotto da impegni professionali e familiari, ma non per questo insufficiente per prestare ascolto e ricorrere alla propria capacità critica nella partecipazione attiva alle lezioni. Si ha «fame» di contenuti, si avverte la necessità di incamminarsi sulla strada del Maestro. Si esprime un «bisogno» che connota la nostra stessa umanità e che non si accontenta di essere anestetizzato da proposte e format per lo più seriali, asettici, liquidi come la nostra società, direbbe Zygmunt Bauman.

Il Festival, che negli ultimi anni si è sempre pregiato dell’adesione del Presidente della Repubblica o attraverso il Suo Alto Patronato o tramite l’assegnazione di premi, si avvale di un Comitato scientifico così costituito: Bernhard Casper, Massimo Donà, Enzo Bianchi, Anna Foa, Francesca Rigotti, Maria Rita Parsi e Francesca Nodari, che è il direttore scientifico del Festival. Nel corso delle varie edizioni sono stati ospitati studiosi del calibro di Marc Augé, Remo Bodei, Edoardo Boncinelli, Bernhard Casper, Paolo De Benedetti, Roberta De Monticelli, Duccio Demetrio, Massimo Donà, Adriano Fabris, Franco La Cecla, Chiara Saraceno, Francesca Rigotti, Giovanni Ghiselli, Massimo Giuliani, Sergio Givone, Giuseppe Laras, Amos Luzzatto, Aldo Magris, Vito Mancuso, Michela Marzano, Armando Massarenti, Jean-Luc Nancy, Salvatore Natoli, Maria Rita Parsi, Elena Pulcini, Stefano Semplici, Eberhard Schockenhoff, Andrea Tagliapietra, Marco Vannini, Luigi Zoja, Giuseppe Girgenti, Vanni Codeluppi, Massimo Cacciari, Umberto Curi, Francesco Miano, Roberto Mordacci, Domenico De Masi, Carlos Alberto Torres; il Cardinale Francesco Coccopalmerio, Carlos Diaz, Alessandro Meluzzi, Luce Irigaray, Maria Tilde Bettetini, Luigi Croce, Marino Niola,

Marco Ermentini (che è anche vicepresidente della Fondazione), Giuseppe Greco, Nando Dalla Chiesa, Silvia Vegetti Finzi, Donatella Di Cesare, Giuseppina De Simone, Gabriella Turnaturi, Ilvo Diamanti, Giancarlo Caselli, S. E. Mons. Vincenzo Paglia, Stefano Zamagni, Leopoldo Sandonà Roberto Burioni, S. E. Mons. Michelle Pennisi, Elisabetta Moro, Haim Baharier, Emanuele Severino, Schild Detlev e tanti altri ancora.

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INFO & CONTATTI

  • Fondazione Filosofi lungo l'Oglio
  • via Vittorie 11 - 25030
    Villachiara (BS) ITALIA
  • Tel: 3287059145
  • email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
  • P.IVA: 03699330985
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