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PRESENTAZIONE DEL CALENDESERCITO 2026: LA FORZA DEL GIURAMENTO

PRESENTAZIONE DEL CALENDESERCITO 2026: LA FORZA DEL GIURAMENTO

Venerdì 16 Gennaio 2026 | 15:00
VILLACHIARA - Azienda le Vittorie

Nell’ottantesimo anniversario della promulgazione della legge n. 478 del 1946, che fissò la formula del giuramento per gli appartenenti alla Forze Armate, coincidente con l’ottantesimo anniversario della nascita della Repubblica Italiana, la Fondazione Filosofi lungo l’Oglio è lieta di annunciare la cerimonia di presentazione del prestigioso CalendEsercito 2026, che si terrà venerdì 16 gennaio, a partire dalle ore 15, nell’auditorium della Fondazione stessa, sita in via Vittorie 11 a Villachiara. Nel corso dell’incontro interverranno: il Comandante del Comando Militare Esercito Lombardia, il Generale B. Carmine Sepe, la Presidente della Fondazione, Francesca Nodari, nella sua veste di filosofa morale e il cadetto AI Istr. Diletta Grotto della Scuola Militare Teuille di Milano. Per esigenze organizzative si prega di dare conferma della propria partecipazione prenotando online o scrivendo una mail ai seguenti indirizzi mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Nella sua presentazione del calendario, il Generale di Corpo d’Armata, Carmine Masiello, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito sottolinea come in un mondo senza più iperconnesso e interessato da una “rivoluzione tecnologica e digitale” , si debba  saper far fronte con coraggio e fermezza all’innovazione, guardando, tuttavia, ai valori “che rappresentano un punto fermo, una bussola per affrontare ogni sfida” come al punto di riferimento costante che, non solo “unisce tutti i soldati nel comune senso del dovere verso il Paese”, ma, aggiungiamo  noi, che dovrebbero essere considerati gli elementi costitutivi che orientano le nostre scelte, motivano le nostre azioni, fanno di una vita, una vita buona. Ciò che dà a pensare è l’individuazione dei valori militari in cui si riconoscono e ai quali si rifanno continuamente gli appartenenti alle Forze armate: Bandiera, Costituzione, patria, Disciplina, Onore, Repubblica, Dovere, Lealtà, Inno, Milite Ignoto, Giuramento. Valori che ci inducono a riflettere sulle aporie della nostra contemporaneità dove, come scrive Le Breton, “il legame sociale è più un dato ambientale che un’esigenza morale”, dove le passioni tristi e sentimenti come l’odio, l’indifferenza, la rabbia imperversano: mentre la paura di non essere all’altezza delle sfide quotidiane – assaliti come siamo dall’ansia da prestazione – ci mette in fuga da noi stessi, facendoci sprofondare nel biancore. “La furia è generale – scriveva Nietzsche – perché ognuno fugge da sé stesso; generale anche il pavido nascondere questa furia, perché si vuole sembrare soddisfatti e si vorrebbe celare a spettatori acuti la propria miseria”. In questa situazione paradossale di solitudine e di perdita del simbolico è quanto mai urgente un ripensamento dell’umano che faccia tesoro, ad esempio, dell’etica aristotelica che si fonda sullo stretto nesso tra virtù e felicità così come dell’imperativo categorico kantiano, la cui essenza consiste nel fatto che l’uomo debba operare in modo che la massima della sua volontà possa valere come principio di una legislazione universale. E ancora, se solo si riflette sui quattro interrogativi del filosofo di Königsberg: ‘Cosa posso sapere? Cosa debbo fare? Cosa ho il diritto di sperare? Che cos’è l’uomo?’ “il secondo – come già aveva intuito Levinas – sembra superare il primo di tutta l’ampiezza dei due seguenti. L’interrogativo cosa posso conoscere? Porta alla finitezza, ma cosa debbo fare? E cosa ho il diritto di sperare? Si spingono oltre e in ogni caso non verso la finitezza. Tali interrogativi non si riducono alla comprensione dell’essere, ma riguardano il dovere e la salvezza dell’uomo”. Fare questo significa ribadire la centralità dell’Altro: il fatto che la nostra identità passa, necessariamente, attraverso il riconoscimento dell’altro, di quell’Alterità, che “mi convoca e mi invoca”, che contesta “il mio potere di potere,” che mi fa uscire dal mio splendido isolamento, che mi chiede “di non ucciderlo e di non lasciarlo solo”.

E ancora, fare questo significa riaffermare l’imprescindibilità di valori quali: responsabilità, dignità, rispetto, gratuità, solidarietà che non se ne va nel mero solidarismo delle anime belle.

Di più, questi valori andrebbero, non solo ribaditi con forza, ma risignificati per sottolinearne la portata nella nostra temperie culturale con buona pace di coloro che relegano l’etica alla mera sfera valutativa appellandosi alla legge di Hume che mostra l’impossibilità logica di dedurre prescrizioni da descrizioni. Eppure, ciò che qui è in gioco – e questo calendario ne è un exemplum – è l’umanità stessa dell’uomo che mai come oggi è messa a rischio dall’ ‘infocrazia’, da una messa in discussione del dialogico, dall’imperversare dell’ibridazione uomo-macchina e da un avanzare senza posa della tecnica che, sì, ci offre soluzioni e forme di progresso significative, ma che ci lascia soli dinnanzi agli esiti, spesso imprevedibili, cui certe innovazioni possono condurci. E proprio tra questi interstizi che si cala la filosofia, che, come insegna Norberto Bobbio, pone la ‘grande domanda’ “che si allarga e si e si pone a tutta la nostra storia individuale, a tutta la storia dell’uomo, a tutto l’universo” senza poter dare risposta: è la richiesta di senso ove l’interrogatio si volge in rogatio. Mai come oggi – nella consapevolezza della nostra finitezza e dei nostri limiti – avvertiamo il bisogno di un senso che orienti il nostro agire, che indichi una strada e che esige l’assunzione di una postura morale nel nostro stare al mondo. Una postura che implica la serietà di una coerenza comportamentale vissuta, come, ad esempio, fa chi pronuncia: “Lo giuro”. E così facendo ha dato corso ad un atto performativo ovvero ad un’asserzione che consente al parlante di tradurre, immediatamente, ciò che dice in un fatto reale. In questa affermazione, che si fa azione, si irradia quel senso profondo di gratitudine e di fiducia che ci fa sentire ancora umani.

Per esigenze organizzative si prega di dare conferma della propria partecipazione prenotando online o scrivendo una mail ai seguenti indirizzi mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento Venerdì 16 Gennaio 2026 | 15:00
Luogo VILLACHIARA - Azienda le Vittorie

Le Video lezioni

Sul nostro canale youtube puoi trovare tutte le video lezioni del nostro Festival di Filosofia.