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DUCCIO DEMETRIO “In età adulta: politropie, fragilità, silenzi”

DUCCIO DEMETRIO “In età adulta: politropie, fragilità, silenzi”

Non soltanto nell’ infanzia la conquista della prima persona singolare rappresentò una parola e un approdo di grande importanza evolutiva: psicologica, relazionale, morale. E’ in ogni successiva età, soprattutto negli anni della cosiddetta maturescenza - che la presa di coscienza di essere un io, di doverlo manifestare tanto più se conformato da quel cartesiano cogito ergo sum, ci consente di comprendere quanta strada sia stata necessaria per riconoscerci come individui legittimamente in grado di “ esplicitarne ” le funzioni non solo consuete. Per le esperienze umanamente vissute, le più diverse; per le affermazioni di sé gratificanti o deludenti in ogni campo e dinanzi ai momenti apicali di carattere affettivo, professionale, sociale. Inoltre per le responsabilità individuali e civili non eluse, nella consapevolezza di essere diventati umanamente persone “ mature”. Ma - anche - scopriamo che, nel mezzo del cammin di nostra vita, quell’ io pronunciato d’ istinto e pensato nei primi anni ha visto modificarsi i suoi usi e significati non una ma più volte nel corso dell’ esistenza. Il nostro nome ( simbolo topico di un io che aveva il compito di firmare la nostra soggettività pubblica e privata ), una volta entrato nel mondo della vita, ha visto mutare la sua natura scoprendosi di volta in volta non più sempre identico a se stesso bensì plurale, polimorfo, politropo. All’ insegna di quell’ aforisma celebre unus et multi in me coniato dal filosofo e imperatore Marco Aurelio; il quale ben prima di Michel de Montaigne tale soleva definirsi, quando si dedicava a riflettere sulla sua natura multiforme e su quel “ chi sono ?”, “ da dove vengo e dove sono arrivato? “ , “che cosa mi aspetto ancora ?” E, di conseguenza, quanti altri io potrò in futuro ancora attribuirmi? Domande non oziose, queste, che ci aiutano a ritrovare il nostro io ( anzi gli ii come li definiva Hermann Hesse ) nella memoria e nei momenti di smarrimento, in cui ci scopriamo fragili dinanzi alle avversità, ai distacchi, alle svolte esistenziali. Quando ci sembra di regredire a quei primi io insicuri degli anni infantili. Quando, talvolta – come gli antichi filosofi – cerchiamo il silenzio per donarci uno spazio meditativo nient’ affatto agorafobico, per aggiungere un altro nome all’ album degli io in successione o paralleli ( così li definiva il filosofo Ion Elster ) delle nostre autobiografie. Quando dovremo ammettere che, qualora li amputassimo del legame con i tu, i noi, i voi entrati a far parte della nostra storia, il dire io si rivelerebbe null’ altro che il “sogno ambizioso ed effimero di una cosa”.

DUCCIO DEMETRIO

Già ordinario di Filosofia dell’educazione e della narrazione all’Università degli studi di Milano-Bicocca, Duccio Demetrio dirige il centro Nazionale di Ricerche e Studi autobiografici della Libera Università dell’Autobiografia di Anghiari (Arezzo), della quale è stato fondatore con Saverio Tutino nel 1998. Inoltre, con Nicoletta Polla-Mattiot, ha dato vita all’Accademia del silenzio e alla omonima collana «I Taccuini del silenzio», pubblicata dalle edizioni Mimesis. Si occupa di pedagogia sociale, educazione permanente, educazione interculturale ed epistemologia della conoscenza in età adulta. Dirige la rivista «Adultità» (Guerini Edizioni).

È autore di oltre 50 titoli di saggistica autobiografica ed anche dedicati alla condizione adulta e alla analitica esistenziale. Tra i più noti: Educare è narrare. Le teorie, le pratiche, la cura, Mimesis 2012; Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (con P. Sequeri), Lindau 2012; I sensi del silenzio. Quando la scrittura si fa dimora, Mimesis 2012; Senza figli. Una condizione umana (con F. Rigotti), Raffaello Cortina Editore 2012; La religiosità della terra. Una fede civile per la cura del mondo, Raffaello Cortina Editore 2013; Silenzio, EMP 2014; Green autobiography. La natura è un racconto interiore, Booksalad 2015; Ingratitudine. La memoria breve della riconoscenza, Raffaello Cortina Editore 2016; Scrivi, frate Francesco. Una guida per narrare di sé, Ed. Messaggero 2017; La vita si cerca dentro di sé. Lessico autobiografico, Mimesis 2017; Terra, Dialogos 2018; Foliage. Vagabondare in autunno, Raffaello Cortina Editore 2018; Terra. Parole per capire, ascoltare, capirsi, In Dialogo 2018; All’antica. Una maniera di esistere, Raffaello Cortina Editore 2021; Autobiografie dell'inconscio. Psicoanalisi, scrittura e trasformazione (con N. Terminio), Mimesis 2022; Album di famiglia. Scrivere i ricordi di casa, Meltemi 2022; Nel silenzio degli addii, Mimesis 2023; La natura è un racconto interiore. Scrivere il filo verde della propria vita, Mimesis 2024; La sua ultima fatica è: Spiritualità metropolitana: guida per i non credenti, Mimesis 2025.

Caratteristiche dell'evento

Inizio evento 05 Luglio 2022 | 21:00
In caso di maltempo Sala Civica Lorenzo Lotto, Via Armando Diaz 1 G Credaro (Bg)
Luogo CREDARO - Palazzo Cortesi, Borgo di Trebecco

Le Video lezioni

Sul nostro canale youtube puoi trovare tutte le video lezioni del nostro Festival di Filosofia.