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Visualizza articoli per tag: david bidussa

Giovedì, 21 Febbraio 2013 01:00

David Bidussa e le ragioni dei viaggi della memoria

Non basta l’imperativo «non dimenticare», bisogna anche educare alla memoria, ormai consapevoli del fatto di trovarci già, in un certo senso, nell’era della post-memoria. Questo è il tema dell’ultimo incontro della rassegna di Filosofi lungo l’Oglio. Stasera, alle 20.45, nel teatro comunale di Leno (via Dante, 7) toccherà a David Bidussa tirare le fila del percorso di riflessione sul dopo Shoah, iniziato lo scorso 17 gennaio. Lo studioso interverrà con una lectio magistralis dal titolo «Educare alla memoria. I viaggi di memoria tra oggetto e progetto» nella prospettiva che l’educazione è fatta anche di atti concreti.

L’istituzione del Giardino dei Giusti nella nostra città, la cui cerimonia di inaugurazione è fissata per mercoledì 6 marzo, alle ore 11, in un’area del Parco Tarello, vuole essere infatti la messa in pratica di questo intento.Giornalista, autore di saggi sull’ebraismo, David Bidussa è uno dei più autorevoli storici sociali delle idee. Lecturer presso la Hebrew University di Gerusalemme tra il 1982 e il 1984, lavora presso la Biblioteca della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli di Milano.

Pubblicato in Rassegna stampa
Mercoledì, 20 Febbraio 2013 01:00

LA SFIDA DEL FARE MEMORIA NELL’ERA DELLA POST-MEMORIA

Volge alla conclusione il ciclo di conferenze di Fare memoria: perché? Dopo la partecipata lectio magistralis di Gabriele Nissim, giovedì 21 febbraio, nella cornice del Teatro comunale, sito in via Dante 7 a Leno (Bs), a partire dalle ore 20.45, toccherà a David Bidussa – autorevole storico sociale delle idee – tirare le fila del percorso iniziato lo scorso 17 gennaio. Lo studioso interverrà con una lectio magistralis dal titolo: Educare alla memoria. I viaggi di memoria tra oggetto e progetto. «Potremmo dire – ha dichiarato il direttore scientifico, Francesca Nodari – che il filo rosso che ha attraversato tutti gli incontri di questa seconda edizione di Fare memoria sia racchiuso nella tensione di dover rispondere non soltanto all’imperativo del “non dimenticare”, ma anche a quello immediatamente successivo dell’ “educare alla memoria”, consapevoli come ormai siamo del fatto di trovarci, già, in un certo senso, nell’era della post-memoria. Una sfida questa che non ammette procrastinazioni e dinnanzi alla quale non possiamo trovarci impreparati. Di qui l’esigenza dell’approfondimento, della trattazione del tema in oggetto in maniera trasversale e plurivoca nonché – e non a caso si tratta della tappa finale di questa seconda edizione – il tentativo di esaudire il monito dell’educare alla memoria anche attraverso gesti concreti: l’istituzione del Giardino dei Giusti nella nostra città, la cui cerimonia di inaugurazione è fissata per mercoledì 6 marzo, alle ore 11, in un’area del Parco Tarello a Brescia vuole essere, se così si può dire, la messa in pratica di questo intento».

Pubblicato in Comunicati Stampa

Al teatro comunale di Leno, l’altra sera, sedevano donne, uomini, una classe dell’Itc. Rappresentavano una corriera immaginaria verso i campi dic oncentramento a studiare e ristudiare la Shoah, per scoprire un’originalità all’interno del maleedunque un’originalità maggiorata nella bisaccia del bene. Fare Memoria, la Shoah, ciclo pensato, organizzato e vissuto dai Filosofi lungo l’Oglio, diretto da una stimata lettrice della filosofia e della filosofia rivissuta della Shoah,Francesca Nodari, è entrato l’altra sera, per la prima volta a Leno, nell’ultima serata della lunga rassegna invernale diquesto ammirabile compendio di studi e di intellettualità bresciana e lombarda al servizio della storia e della storia della memoria.

Relatore, sempre, di lusso, David Bidussa, storico sociale delle idee, salutato da Francesca Nodari, dal vice sindaco Rossella De Pietro, dall’assessore Arturo Piubeni, da una bella classe dell’Itc. Tema: «I viaggi di memoria», a scoprire le diversità dell’avvicinamento ai campi di concentramento, alle interpretazioni itineranti di varia natura e di diversa ispirazione. Bidussa ricorda che il viaggio è pianificazione diunlavoro, fare i conti con l’immaginario degli adulti e dei ragazzi, dei protagonisti e dei successori. Sempre con la raccomandazione profonda che il viaggio non si trasformi in una gita, in un tempo di distrazione impalcato su una curiosità breve e leggera. David Bidussa segnala la punteggiatura del vecchio calendario scolastico, di feste sante e laiche pronte ogni settimana e di un’assenza di quel 27 gennaio, Giornata della Memoria, ormai centrale nella vita pedagogica e storica della scuola italiana e europea odierna. Per quanto concerne i Viaggi della Memoria, essi iniziarono nel 1950 e riguardarono, all’inizio, i familiari delle vittime.
Avanzavano nel vuoto del campo e portavano la testa in terra e al cielo, cercando di scoprire l’ombra dei torturatori e le ultime tracce dei loro martiri. Il secondo viaggio della memoria fu degli ex deportati e infine vennero avanti i nostri ragazzi di oggi e di appena ieri. Da non dimenticare, riflette Bidussa, le molte deportazioni, gli altri genocidi. Che la conflittualità della memoria non diventi maggiore della memoria. Se si intende esercitare la funzione e la responsabilità dell’essere storici, non bisogna nascondere il fastidio, per esempio, di scoprire un mondo partigiano nobile e nicchie partigiane assassine.

È fondamentale istruire le generazioni sul rapporto tra i campi e gli avvicinamenti, le diverse tipologie dei campi, il modo altro di rappresentarsi ad essi. Ci sono i campi di lavoro, di sterminio, di transito. L’errore è di considerare soltanto Auschwitz, soltanto il finale, mentre la lunghezza dei patimenti e della tragedia fu molto più ampia e riguardò subito la questione deicampi di lavoro. Bidussa legge la tipologia dei Viaggi. I primi erano dei pellegrinaggi politici,ogni tirannia portava i propri seguaci alla visita turistico-politica della capitale di fondazione, i comunisti a Mosca, i fascisti a Roma, i nazisti a Berlino.

Concluse le ideologie - ma sono veramente concluse le ideologie? - si chiuse il viaggio di una memoria pericolosa. Nei Viaggi della Memoria, cresce l’emozione di un abbraccio con i martiri e cede l’orizzonte dell’ideologia. La pietà maggiore si trova di fronte a un campo senza ideologia e dunque con un modo di speranza diverso, quasi diminuito. Poichè l’ideologia, comunque, è un fronte di speranza. Un mese fa, ricorda Bidussa, i dati delle viste annuali a Auschwitz spiegarono che un milione e 400mila persone avevano oltrepassato quel cancello.Risultavano assenti i lituani, gli ungheresi, i lettoni. I conti con la storia e con la crisi, simultaneamente, hanno complicato la resa dei conti con la memoria. Assenti, i Paesi Arabi e i Cinesi. I Paesi cosiddetti Emergenti sembrano esenti dalla necessità di costruire memoria, non hanno bisogno di tornare indietro, per loro è importante soltanto l’idea di futuro.

Bidussa istruisce le nuove generazioni a oltrepassare la soglia del cancello, immaginando che lì ci fu la morte e che fino al punto in cui raggiunse il corpo dei deportati, le persone si parlarono, si amarono, sperarono. Va ricercata l’impresa sovrumana e eroicamente normale di una vita prima della fine.

Pubblicato in Rassegna stampa
Martedì, 02 Ottobre 2012 01:16

Fare Memoria. Che cosa é stato? Tutti i video

L'Associazione culturale Filosofi lungo l'Oglio è lieta di informare i propri spettatori sensibili che sono disponibili sul nostro canale video le lezioni magistrali che si sono avvicendate nei mesi di gennaio e febbraio 2012 nell'ambito della Prima Edizione del Ciclo sulla Shoà: Fare Memoria. Che cosa é stato?

Pubblicato in Comunicati Stampa
Giovedì, 23 Febbraio 2012 02:43

David Bidussa - L' era della postmemoria

Non è casuale che il primo numero di questa collana ospiti l’intervento di uno dei maggiori storici sociali delle idee, David Bidussa, che ci offre già nel titolo: L’era della postmemoria un’indicazione e un avvertimento: Dopo l’ultimo testimone , come recita uno dei suoi saggi, occorre imparare a fare fino in fondo i conti con la storia. Il vero problema, come Bidussa sottolinea in maniera cristallina, non risiede tanto e solo nel venir meno e nell’inevitabile spegnarsi di quelle voci e di quei volti che l’orrore l’hanno visto da vicino, ma nella presa d’atto che l’era della postmemoria implica. In altre parole cominciare «a riflettere su ciò che ereditiamo, sulle forme del sapere e della coscienza pubblica che abbiamo acquisito e, infine, su quale sia il rapporto che intratteniamo col passato. Su tutto il passato del Novecento, per riflettere nel presente».

Pubblicato in collana - FARE MEMORIA
Mercoledì, 25 Gennaio 2012 01:00

'Filosofi lungo l'Oglio' Idee e memoria di Bidussa

VILLACHIARA - La memoria del sentire nelle parole dello studioso David Bidussa che, lunedì sera, nell'ambito del tour invernale dei Filosofi lungo l'Oglio, nella chiesa di Santa Chiara di Villachiara, ha tenuto una importante ed articolata riflessione sul tema 'Fare memoria. Che cosa è stato?'.

Pubblicato in Rassegna stampa

David Bidussa, giornalista e scrittore, parla nella chiesa di Santa Chiara a Villachiara. È l'altra sera, di nebbia e di gelo, il tempio è più mezzo pieno che mezzo vuoto ed è un miracolo culturale di partecipazione. Francesca Nodari e la sua associazione, «I filosofi lungo l'Oglio», hanno battuto il brutto tempo, hanno vinto sul fronte della memoria intorno alla Shoah e già si preparano al prossimo appuntamento di domani, giovedì, al teatro comunale di Travagliato con Rav Giuseppe Laras.

Pubblicato in Rassegna stampa
Domenica, 22 Gennaio 2012 01:00

David Bidussa e il Giorno della memoria

Prosegue domani la rassegna sulla Shoah «Fare memoria. Che cosa è stato?» promossa dall'Associazione culturale Filosofi lungo l'Oglio. Alle 20.45, nella Chiesa di Santa Chiara, nell' omonima piazza di Villachiara, è atteso l' intervento dello storico sociale delle idee, David Bidussa su «L' Era della Post Memoria».

Pubblicato in Rassegna stampa
Domenica, 22 Gennaio 2012 22:16

Come si usa la memoria

La pura commemorazione della Shoah è una pratica sterile se non se ne raccoglie l'eredità mettendo in relazione il passato con il presente. Non è l'oblio il problema. La memoria non è il ricordo.

Pubblicato in Rassegna stampa

«Noi non crediamo alla più ovvia e facile deduzione: che l’uomo sia fondamentalmente brutale, egoista e stolto come si comporta quando ogni sovrastruttura civile sia tolta […] Ci pare invece degno di attenzione questo fatto: viene in luce che esistono fra gli uomini due categorie particolarmente ben distinte: i salvati e i sommersi. Altre coppie (i buoni e i cattivi, i savi e gli stolti, i vili e i coraggiosi, i disgraziati e i fortunati) sono assai meno nette, sembrano meno congenite, e soprattutto ammettono gradazioni intermedie più numerose e complesse».
P. Levi, Se questo è un uomo

Pubblicato in Comunicati Stampa
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