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Visualizza articoli per tag: Paolo De Benedetti

Se ne è andato in punta di piedi, a pochi giorni dal suo ottantanovesimo compleanno Paolo De Benedetti, PDB per gli amici. Lascia l’amata sorella Maria, uno stuolo di allievi attoniti, i suoi adorati gatti e il dono di una bibliografia vastissima. Teologo e biblista, è stato uno dei massimi esperti contemporanei dell’ebraismo. Editore prima alla Bom­piani e poi alla Garzanti, fu il primo a far conoscere in Italia Resistenza e resa di Bonhoeffer. «Il suo nome – si legge nella presentazione del numero 1/2006 di “Hu­manitas” a lui interamente dedicato – lo si trova a vario titolo – direttore, curatore, consigliere, redattore, correttore di bozze – nei libri più diversi: dizionari, enciclo­pedie, edizioni di libri biblici, classici della teologia, filosofia e letteratura».

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Martedì, 08 Luglio 2014 15:00

PDB, un marrano in cerca del senso

C'è un che di paradossale nell'arte del ritratto. Per esser tale non potrebbe prescindere — secondo le regole del genere letterario — dalle lodi del personaggio in causa. Ma cosa di più contraddittorio del tessere le lodi di Paolo De Benedetti, uno degli autori più refrattari alla pubblicità delle sue gesta, e la cui contrazione del nome nell'acronimo PDB è spia della sua rigorosa osservanza del precetto dell'understatement?

Pubblicato in Rassegna stampa

Ciò che tarda avverrà» è il titolo di un libro mai datato del prof. Paolo De Benedetti, preso a fede di un merito complessivo del teologo dell'ebraismo, filosofo, poeta, editore, scrittore, a cui, ieri, a Iseolago, Francesca Nodari a nome dei Filosofi lungo l'Oglio ha consegnato il Premio internazionale per l'espressione di un pensiero vissuto e offerto a chi ascolta sul ponte dell'incontro, lungo i fili della rete di un'umanità dispersa, per l'instancabile fiducia in un'attesa ragionata.

Pubblicato in Rassegna stampa

«Un'esistenza tutta dedicata al pensiero, al dialogo, alla relazione con ogni creatura. Paolo De Benedetti, infatti, non è solo un grande studioso, ma è soprattutto un uomo che ha realizzato nella vita molti dei temi oggetto della sua riflessione, così come questa riflessione si è costantemente alimentata dalle sue esperienze di vita».

Pubblicato in Rassegna stampa

Paolo De Benedetti – teologo e biblista, tra i massimi esperti contemporanei dell’ebraismo – è il vincitore della terza edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l’Oglio. Un libro per il presente con il volume: Ciò che tarda avverrà, Edizioni Qiqajon, Magnano (Bi) 1992.

Pubblicato in Comunicati Stampa

Avanzano con il passo ottuagenario di chi viene da Asti e torna ad Asti nella notte. Paolo e Anna ricevono il braccio rispettivamente della dott. Francesca Nodari, direttrice dei Filosofi lungo l’Oglio in circuito nella suggestione freschina di San Fedele a Palazzolo, e di Eugenio Massetti, editore con il piglio, l’altra sera, di paggio-editore. San Fedele è vissuta da oltre cento persone, salutata per tutti e principalmente per gli ospiti, da una cortesia scelta dell’assessore Gianmarco Cossandi, «ci facciamo piccoli di fronte al teologo, biblista, scrittore e docente... ci sediamo all’ascolto ».

Francesca, il Capo di un’intuizione invernale sul «Fare Memoria. Perché la Shoah?», invita a segnarsi l’« imprevedibilità» del prof.De Benedetti, quello spirito di aggiudicarsi l’ultima riflessione in diretta, lì, in quell’istante,dopo notti insonni intorno alla questione da trattare, «Il futuro di Dio» nell’accezione passiva ed attiva, ieri e domani, cielo e terra, persona e Dio con l’intermediazione sanguinosa del dolore, dalla Crocifissione di Cristo alla Crocifissione della Shoah. Il professore è imprevedibile per l’unicità di un procedimento ispirato, per la conoscenza di ogni interpretazione rabbinica, per possedere in dote il vento della grazia nel luogoin cui gliaccade di pensare.E di intuire l’ultimo suggerimento proveniente dal sapere e dalla fede. Insieme,alleate peristanti di rara grazia.

«L’anno scorso mi avete assegnato - ricorda - il tema sulla "Memoria di Dio". Quest’anno avete voluto rendere insonni, io e mia sorella, per questo titolo, "Il futuro di Dio". Allora cercherò di accedere subito a un dato di antichità, di "tradizione muta" riguardo al futuro di Dio, allorché nei nostri catechismi si affermava: "Dio è l’essere perfettissimo, Creatore e Signore della Terra". Ecco, a fronte di una dichiarazione così,perdiamo il sentiero del futuro di Dio». Lo amiamo immobilmente, fermi e spaventati. Invece, pensa il prof. De Benedetti, ricordando il dono di una visione di sé allo specchio per il libro elaborato intorno alla sua operadaparte di Ilario Bertoletti, ringraziato lì, presente nel mezzo di San Fedele, il futuro di Dio è contemporaneamente il suo passato e viceversa. Il tempo non entra fisicamente nel conteggio di Dio, l’unicum di ieri e domani cammina e si identifica nell’istantaneità in cui viene evocato.

Come se tutti noi, in San Fedele, fossimo divisi e indivisi a rappresentare simultaneamente- simul stabunt etsimul cadent - il passato e il futuro. Al di là della morte, così che essa finisca per essere un confine non assoluto rispetto al futuro dolore di Dio e della persona. Dio piange sulla rovina del suo popolo e il suo popolo piange sulla rovina crocifissa del Figlio. Di ogni figlio. Forse, l’usufrutto del dolore diviene un pianto doppio, ricorda il prof. De Benedetti, il pianto umanissimo di Dioper l’uomo e il pianto deificato dell’uomo nei confronti del Signore Gesù Cristo. Dice il rabbino riguardo al pianto di Dio: «Se tu vuoi che io non pianga, io non piangerò, ma piangerò in luoghi segreti». In questa contrazione tra la pietà della persona e il richiamo alla preghiera del pianto da parte di Dio avvampa un bagliore di umanesimo senza datazione. Una sorta di umanesimo biblico. Come se uno strano Marita in risalisse, un giorno, tra passato e futuro - poiché esiste anche un futuro; che è ritorno a un passato onorato di spiritualità e di umanità. Dunque - riflette il prof. De Benedetti - Dio è eterno, ma vive nella temporalità. C’è un’incarnazione del divino nel temporale. Del resto Gesù viene in terra con un futuro da realizzare. Il futuro di Dio, in qualche modo, sostiene il biblista, è una grazia concessa a Dio.

«Dio crea - spinge al culmine Paolo De Benedetti - e nell’atto di creare, non prima, comprende quello che ha fatto e lo definisce. Il futuro di Dio è nascosto a Dio fino a quando non diventa realtà». Ecco, siamo alla stazione della magnifica «imprevedibilità debenedettiana », annunciata dall’altrettanto «magnifica mobilità intellettuale nodariana». Si è sospesi ad ammirare,di nuovo, il pensiero nel tempio. Infine, nel futuro di Dio c’è il bene e il male e l’uomo deve sapere scegliere il futuro giusto per Dio e per sé. La Shoah fu la scelta del male e costrinse Dio al pianto nascosto. Pianto senza fine se non si incenerisce l’ultima cellula maligna della Shoah.

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Giovedì, 31 Gennaio 2013 01:00

Filosofi lungo l'Oglio al San Fedele per la Memoria

Nell'ambito della rassegna «Filosofi lungo l'Oglio», iniziativa che gode dell'Alto Patronato della Repubblica ed il patrocinio di Regione, Provincia e Comune, giovedì 7 febbraio alle ore 20.45 l'auditorium San Fedele ospiterà Paolo De Benedetti. Un incontro che chiude le celebrazioni organizzate a Palazzolo dall'Amministrazione comunale e dalle associazioni Nuova Resistenza, Anpi, Centro di formazione musicale «Riccardo Mosca» e Circolo dopolavoro comunale, dedicate alla giornata della Memoria.
Il professor Paolo De Benedetti, teologo e biblista, nonchè uno dei massimi esperti contemporanei dell'ebraismo, relazionerà su «Il futuro di Dio» e sull'importanza di fare memoria oggi. Tema che riflette quello dell'edizione invernale dell'iniziativa «Filosofi lungo l'Oglio» dedicata alla Shoà, ossia quello del fare memoria per la coscienza collettiva, per le inevitabili sfide che pone l'ingresso nell'era post memoria, quella in cui i testimoni diretti degli avvenimenti se ne stanno andando, rimarcando l'imperativo del «Non dimenticate».
De Benedetti è stato a lungo docente di Giudaismo presso la facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano e di Antico Testamento presso gli Istituti di Scienze religiose delle università di Urbino e Trento. Protagonista del dialogo interreligioso attuale, il professore dirige, tra le altre, anche la prestigiosa collana «Pellicano Rosso» della Morcelliana ed è tra i curatori del Dizionario Bompiani delle Opere e dei Personaggi di tutti i tempi e di tutte le letterature. Ingresso libero.

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Martedì, 02 Ottobre 2012 01:16

Fare Memoria. Che cosa é stato? Tutti i video

L'Associazione culturale Filosofi lungo l'Oglio è lieta di informare i propri spettatori sensibili che sono disponibili sul nostro canale video le lezioni magistrali che si sono avvicendate nei mesi di gennaio e febbraio 2012 nell'ambito della Prima Edizione del Ciclo sulla Shoà: Fare Memoria. Che cosa é stato?

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Il salutare è un’esperienza quotidiana che accade nella vita di ognuno.Ma nell’essenza di questo atto pre-linguistico è contenuta buona parte del nostro essere uomini.

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Martedì, 01 Maggio 2012 02:00

Fare memoria di Dio secondo Paolo De Benedetti

Di Paolo De Benedetti a cura di Francesca Nodari esce "La memoria di Dio" per Massetti Rodella editori: la memoria di Dio, ove il genitivo è oggettivo e insieme soggettivo: è la memoria di Dio nei confronti dell' uomo e dell' uomo nei confronti di Dio. Un rapporto da leggersi in chiave bilaterale e che già è il preludio del dialogo tra il Creatore e la sua creatura.

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