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Sabato, 11 Luglio 2015 10:11

«L’educazione per una cittadinanza globale»

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia

GHEDI. Carlos Alberto Torres, tra i migliori professori dell’Educazione, scrivono le riviste americane e lo ricorda subito, giovedì sera,all’Auditorium BCC Agrobresciano di Ghedi, Francesca Nodari, leader dei «Filosofi lungo l’Oglio», si impone per carisma ed è fisicamente imponente come il suo nome argentino.

Vicino di casa, a BuenosAires, di Papa Bergoglio, scampato al regime che assassinò migliaia di argentini, diresti, nel vederlo avanzare con la brava traduttrice dall’inglese, Simona Ferrari,diunodi quei tipi senza paura, deciso edessenziale nel ridurre, al meglio, una lezione di venti pagine fornita al pubblico anche per slides perfette. Lui riflette sulla questione, «La Cittadinanza globale ed il ruolo delle Università» e si congiunge, idealmente, con la strategia di MarcAugé, appena andato via dal Festival quando, insieme avvertono: «O si sceglie la via dell’Educazione, globale e locale, oppure davanti a noi si staglia l’apocalisse».

Pane quotidiano. Sulla via della parola chiave del Festival, il cibo, «Pane quotidiano per tutta l’umanità», il prof. Torres rilancia la necessità di un cibo per capire, per liberare, per divenire uguali e forti, quasi rinverdendo le tesi appartate di don Milani e di una cultura pedagogica, laica e cristiana, che coglie, anche nella comunione di un pari sapere, la via per la conquista dei diritti fondamentali della persona. Carlos Alberto Torres li rammenta questi bisogni: «Il bisogno del lavoro, dell’istruzione, della sanità... La mia lezione si prefigge di analizzare il ruolo delle università nel contesto dei processi di globalizzazione ed il perseguimento di un’educazione tesa alla cittadinanza globale». Distingue tra «globalizzazione dall’alto», tipica di un neoliberalismo privatistico,«globalizzazione dal basso» o «antiglobalizzazione» e una terza forma denominata «globalizzazione dei diritti umani», non raramente in conflitto legale con le istituzioni. Segue la «globalizzazione dell’ibridismo», che si impone per unioni naturali e si iscrivea divenire la piùi nfluente sul piano della qualità e della quantità: chi può fermare l’unione sentimentale - dice Torres - tra mia figlia latino americana e mio genero afroamericano? A noi basterebbe censire le unioni, di ogni tipo, appese agli albi municipali, leggere le classi delle scuole elementari, e ci accorgeremmo che la globalizzazione ci accade sull’uscio di casa, da tempo e nonostante varie recriminazioni. I nostri figli, i figli dei figli sono iscritti «all’ibridismo» di Torres e noi siamo rimasti indietro di mille passi. Loro sono avanti e noi siamo indietro. Quindi si allarga sempre più la «globalizzazione dell’informazione della conoscenza», la «globalizzazione della società in rete». E «la globalizzazione della guerra internazionale contro il terrorismo». Torres sul tema del terrorismo ha idee chiare: «Contro Isis, Al Quaeda, Boco Haram, organizzazioni che sostengono che solo attraverso il caos sanguinario avviene il cambiamento, occorre un’offensiva internazionale. Ogni tanto per conservare la pace, patrimonio universale, serve la guerra. E questo è il caso».

Globalizzazione. La globalizzazione sta imponendo tre tipi di ideologie, sostiene Torres: gli Iperglobalizzatori, gli Scettici e i Trasformazionisti, che, a sinistra, collocano i socialdemocratici e a destra, i liberali del mercato. Infine il prof. Torres introduce la tipologia delle università globali e nazionali, il vantaggio delle prime per risorse, accesso alla ricerca e scambi e la bellezza delle seconde per specializzazione storica e locale. Sonole 23 e il dott. Emilio Zanetti, primo della classe da 10 anni al Festival, alza la mano e interviene. Magnifico Emilio che ora sta andando a braccetto di Bauman e di Torres.

Informazioni aggiuntive

  • autore: Tonino Zana
  • giornale: Giornale di Brescia

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