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Mercoledì, 08 Luglio 2015 13:49

Capire le nuove paure. Marc Augé premiato a Iseo

Scritto da Giulio Brotti - Eco di Bergamo

«Non sarà che, oggi, la paura della vita abbia rimpiazzato la paura della morte? Se diamo un'occhiata alle notizie quotidiane, caratterizzate dall'incremento di violenze di ogni sorta, ricaviamo proprio questa impressione».

Ne «Le nuove paure. Che cosa temiamo oggi?» (Bollati Boringhieri) Marc Augé prende in esame le diverse forme di un sentimento che pare costituire il rumore di fondo della nostra epoca; con questo suo volume, l'antropologo francese ha vinto la quarta edizione del Premio internazionale che gli è stato consegnato sabato a Iseo, all'Iseolago Hotel. Nato a Poitiers nel 1935, Augé ha condotto ricerche etnografiche sulle culture tradizionali dell'Africa e dell'America latina, applicando poi i risultati di questi suoi studi alle società del terziario avanzato: tra i termini da lui coniati il più noto è probabilmente «non luoghi», a indicare quegli spazi urbani di passaggio (centri commerciali, strade tangenziali, stazioni ferroviarie) nei quali «non si lasciano decifrare relazioni sociali, né storie condivise, né segni di appartenenza collettiva». La riflessione sviluppata nelle pagine de «Le nuove paure», spaziando dal fondamentalismo religioso al terrorismo internazionale, dalla crisi del senso tradizionale del lavoro alle emergenze umanitarie legate ai flussi migratori, non sfocia in un pigro catastrofismo: «L'antropologo - afferma Marc Augé - è chiamato in causa dal punto di vista professionale, per così dire, dalle nuove forme di paure e solitudine di cui, come tutti, constata l'apparizione». La storia dell'umanità, in ogni caso, non si lascia ridurre a un groviglio patologico di soprusi, violenze e timori: «La malattia di cui soffre - leggiamo ancora - non è una malattia autoimmune; al contrario, la storia produce da sé i propri antidoti: la curiosità, i progressi della conoscenza, qualche slancio di fraternità, alcuni tentativi di riavvicinamento e, nel complesso, la consapevolezza ancora incerta di un divenire comune - tutti segni che sarebbe irragionevole e persino criminale decidere di trascurare o ignorare». L'edizione 2015 del di cui è direttore scientifico Francesca Nodari, si concluderà il 17 luglio; il programma completo delle conferenze è pubblicato sul sito www.filosofilungologlio.it .

Informazioni aggiuntive

  • autore: Giulio Brotti
  • giornale: Eco di Bergamo

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