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Mercoledì, 01 Luglio 2015 14:58

«L’ecologia è tema morale, da affrontare con speranza attiva»

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia

COLOGNE. Il cardinale entra nel flusso dei Filosofi lungo l’Oglio, il festival diretto da Francesca Nodari, quando scelgono di trattare il tema del «Pane quotidiano per tutta l’umanità».

Lunedi sera, nel grande cortile del palazzo municipale di Cologne, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Consiglio Pontificio per i Testi Legislativi - nel saluto lo traduce con simpatica precisione l’assessore alla cultura, Giuseppe Bonardi: «il nostro cardinale sarebbe in Vaticano quello che è a palazzo Chigi il ministro della Giustizia » - propone un’ampia riflessione sulla questione «Ecologia e Morale » e spiega la lunga testimonianza della Chiesa cattolica conla stesura di Encicliche dei Papi del dopoguerra. Custodi responsabili. «La Chiesa - dice il cardinaleCoccopalmerio - ci chiede di essere custodi responsabili del creato. La questione ecologica è la questione morale. Noi cattolici non dobbiamo essere apocalittici e puntare su una speranza attiva, rivolgendo il nostro cuore all’altro, rivisitando l’alleanza tra Natura e Spirito. Dobbiamo vedere il nostro ambiente come lo vede fisicamente Dio». Un cristiano, continua il cardinale, non deve ignorare l’inquinamento di ogni tipo e di ognispecie, altrimenti sarebbe in contraddizione con la recita del Credo.

Il grido dei tempi. Le encicliche, si diceva, dicono la lunga presenza della Chiesa cattolica sulla questione ecologica, dalla «Sollecitudo Rei Socialis» e dalla «Centesimus Annus» di Giovanni Paolo II alla «Caritas in Veritate» di Benedetto XVI finoa «Laudatosi’» di papa Francesco. La linea di un’ecologia che diventa questione morale è una linea diritta, gli scritti dei Pontefici sono coerenti e seguono il grido dei tempi quando non lo anticipano. Il creato è la responsabilità operosa e coerente della persona, di un’umanità perfino precristiana (Bergoglio), il dovere morale di ogni persona è quello di difendere il creatoe di agire in modo tale che l’uomo non finisca per distruggere se stesso. Se si vuole creare la pace si mantenga e si ristabilisca l’armonia del creato. Senza equità sociale, continua il cardinale Francesco Coccopalmerio, si semina violenza tra i popoli. L’impegno per un’autentica ecologia di vita è ditutti, nessuno si può chiamare fuori, guardare da un’altra parte.

Il modello di sviluppo. Il «ministro della Giustizia» in Vaticano legge sempre in modo chiaro il passaggio centrale della lezione: «Si deve operare una correzione all’attuale modello di sviluppo, scrive e lo dichiara costantemente papa Francesco». Nessuno può allontanare il rimorso di collocare i deboli nella periferia del nostro cuore. In «Laudato si’», papa Francesco convoca le coscienze di ogni cristiano:dove tessere custodi della creazione, custodi dell’altro, custodi dell’ambiente e indica i quattro punti su cui fondare una coscienza ecologica di speranza: la preoccupazione per la natura, la giustiziaper i poveri, l’impegno nella società e la pace interiore. Il cardinale riflette sull’invito del Papa a non considerare il possesso di una seconda casa spirtuale e morale. Esiste soltanto una prima casa e dè quella del creato. La sola casa comune è quella descritta nella Bibbia, istruita nella Genesi, un creato definito perfino concretamente, di donna, uomo, animali e piante.

La rottura del «patto». Non esistono scorciatoie e l’enciclica di papa Francesco, come si direbbe in un consesso laico, è senza se e senzama. Chi inquina, chi partecipa omertosamente alla distruzione dell’armonia della vita rompe il patto con le leggi di Dio, infrange le tavole del Sinai, straccia i Vangeli.

Informazioni aggiuntive

  • autore: Tonino Zana
  • giornale: Giornale di Brescia

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