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Venerdì, 23 Gennaio 2015 12:51

Tra vecchio e nuovo antisemitismo

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia

Il «Fare Memoria» intorno alla Shoah, la quarta edizione di questo festival della coscienza è nel cuore del Broletto.

Ieri mattina, il «Fare Memoria» si è costituito subito del valore ospitale del Prefetto Narcisa Brassesco Pace, che ha superato il rito istituzionale, dichiarando di «voler contribuire a marcare di un’impronta cultura gli spazi complicati che governiamo insieme, per dare merito all’eccellenza dell’evento e dei relatori, rimarcando la attualità di una questione che ci rincorre da decenni». La questione culturale si incarna alla vigilia del Giorno della Memoria, in quel «Fare Memoria» tutto nostro bresciano, innalzato dai Filosofi lungo l’Oglio della dottoressa Francesca Nodari.

L’accampamento umano di questa associazione - «l’ultima volta associazione, dalla prossima è Fondazione», ha annunciato la dott. Nodari - sverna sul grande tema della Shoah, quattro appuntamenti, a Rovato, Orzinuovi, Palazzolo e Brescia, dal 29 gennaio al 12 febbraio. Appena più in là, dal 6 giugno per un mese e mezzo, questa compagnia di donne e uomini, centinaia e centinaia, si sposteranno in una ventina di comunità tra contrade, piazze, chiese e pa- lazzi per incontrare filosofi illustri e scambiare la pedagogia della terra con la teoria del pensiero. La quarta volta del «Fare Memoria» intorno alla Shoah cade ai piedi del sangue consumato in Francia e dunque si carica di un’intensità che non intende crescere, invece vuole rompere il cerchio della paura proprio con la ragione crescente del ripasso dei sacri principi di tolleranza.

Il prof. Meghnagi, relatore a Rovato davanti a centinaia di studenti il 29 gennaio, ha chiamato la dott. Francesca Nodari, alludendo a una preoccupazione. Stia tranquillo, professore, questa nostra terra è ricca di serbatoi sotterranei e in superficie di comunità serie e rigorose, per usare i termini del Prefetto e della dott. Nodari intorno alla giustezza dell’impegno culturale. Seri e rigorosi sono i festival dei filosofi perché crescono su un terreno di serietà e di rigore, sviluppano e chiamano il sentimento popolare a vigilare con studi e sentimenti storicizzati intorno alla questione cristiana ed ebraica. Il titolo di questo quarto festival del Fare Memoria proviene dall’intuizione del commissario prefettizio che amministra Rovato, la dott. Fabrizia Triolo. Lì comincerà la prima conversazione intitol ta proprio «Vecchio e nuovo antisemitismo».

Per riaffermare di essere preparati, ad ogni ora della vita, a soffocare sul nascere quelle misteriose escrescenze che provengono dal mistero inquietante dell’umanità quando getta nell’abisso l’ultimo lembo di cuore e di anima, di ragione e di sentimento, vittima di un una violenza nichilista. Ieri per battere una pericolosa indifferenza, accanto al Prefetto e alla dott. Nodari, il sindaco di Orzinuovi, Ratti, il membro del direttivo dei Filosofi lungo l’Oglio, Buizza, l’assessore alla Cultura di Palazzolo, Cossandi, la rappresentante provinciale Pari Opportunità, Anna Maria Gandolfi. Nei prossimi giorni, lungo il sentiero dei convegni sulla Shoah e sulla strada dei filosofi lungo l’Oglio troveremo centinaia di testimoni, come accade ormai da 10 anni. Quest’anno si festeggia il primo decennio. Accade nelle nostre terre spesso definite grette, proprio da alcune pretese comete di intellettualità. Che, in verità, sono ormai stelle soffocate da una recita senza fiato di luoghi comuni.

Informazioni aggiuntive

  • autore: Tonino Zana
  • giornale: Giornale di Brescia

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