Venerdì, 11 Marzo 2022 21:51

Il sindaco di Barbariga Giacomo Uccelli ha sottolineato come si possa dare anche un messaggio di speranza «Gesti nella storia come eroici nella loro bontà»

Scritto da Claudio Canini - Manerbio Week
Il sindaco di Barbariga Giacomo Uccelli Il sindaco di Barbariga Giacomo Uccelli

Il segnale, Barbariga, lo ha dato ancora tre anni fa, quando ha scelto di stare dalla parte dei Giusti, inaugurando in via Garibaldi proprio il Giardino dei Giusti. Un segnale forte e inequivocabile, che è stato ribadito mercoledì mattina quando sono state onorate altre due figure, dopo quelle di don Pino Puglisi e don Giuseppe Potieri. Stavolta è toccato a Settimia Spizzichino e Vito Fiorino, quest'ultimo presente alla cerimonia voluta dall'Amministrazione comunale di Barbariga e organizzata dalla Fondazione Filosofi lungo l'Oglio.

«Un caro saluto alla mia amica Francesca Nodari ideatrice di queste favolose iniziative, così come un caro saluto ai bambini della scuola primaria che sono convinto che tra molti anni ricorderanno questa giornata - ha spiegato il sindaco Giacomo Uccelli- Un saluto al nostro reverendo parroco Don Alberto Tomasini e alla dottoressa Anna Foa. Ultimo saluto, non per importanza, va a chi mi ha spinto ad aumentare il mio impegno civico per questa nazione. Un caro saluto va a Vito Fiorino che abbiamo l'onore di avere presente oggi a Barbariga. Oggi siamo qui a render giustizia alla storia, oggi siamo qui a commemorare vite o gesti spese per il bene comune. Oggi diamo un titolo di merito ai giusti della storia».

Settimia Spizzichino
«La prima stele che scopriremo è dedicata a Settimia Spizzichino - ha continuato Uccelli - Un'ebrea romana che nell'ottobre 1943 venne deportata ad Aushwitz e successivamente a Belsen Berger per essere evacuata, termine edulcorato coniato dai nazisti per definire la soluzione finale. Miracolosamente si salvò dalla brutalità nazista e come altri sopravvissuti ai campi di sterminio decise di dedicare l'altra metà della sua esistenza a narrare l'orrore che aveva visto, a raccontare il dolore che aveva provato affinché questa tragedia possa essere da monito a quella che Guccini definisce la bestia umana. I rigurgiti di intolleranza e razzismo, la propensione guerrafondaia di alcuni individui ci fanno capire che la memoria di queste tragedie non solo va tramandata, la memoria di queste persone va ascoltata, capita, studiata, affinché certe tragedie non siano a ripetersi. Oggi però vogliamo dare anche un messaggio di speranza, perché se è vero che l'uomo può macchiarsi delle più terribili azioni, è altresì vero che siamo di gesti che passeranno alla storia come eroici nella loro bontà. E introduco subito l'altra stele che scopriremo oggi e parlo per un minuto di Vito Fiorino.

Vito Fiorino «In realtà per descrivere e raccontare quello che penso di Vito, non mi basterebbe una mattinata, ma provo a riassumere il concetto con poche sentite parole - ha ripreso Uccelli - Quando all'inizio ho detto che Vito Fiorino ha cambiato la mia vita, mi riferisco alla decisione di aumentare il mio impegno istituzionale. Tra settembre e ottobre del 2013 dovevamo decidere il candidato sindaco qui a Barbariga. Io ho avanzato la mia disponibilità al gruppo consiliare al quale appartenevo un minuto dopo che ho visto al telegiornale cos'è avvenuto nelle acque al largo di Lampedusa. Anche qui si parla di ottobre e lo scenario appunto è il mar Mediterraneo. Un pescatore, il qui presente Vito Fiorino, nella notte del 3 ottobre 2013. Vito quella notte era in rada in attesa di uscire a pescare con un suo amico quando ad un certo punto si è trovato circondato da naufraghi che urlavano chiedendo aiuto. Dopo aver lanciato l'allarme alla capitaneria di porto riportò 47 persone vive sulla terra ferma, 46 uomini e una donna che ancora oggi alla data del 3 ottobre si ritrovano a festeggiare la loro rinascita, si ritrovano a festeggiare il loro papà Vito. Attenti bimbi che di solito quando si racconta una storia straordinaria, glie eroi restano solo su carta nell'immaginazione, in questo caso l'eroe è qui presente in carne e ossa. Guardate gli occhi di quest'uomo, carpitene l'essenza ma soprattutto guardate le mani, i palmi della mani, queste mani hanno salvato 47 uomini, questa mani hanno ridonato la vita a chi era perso, queste mani comandate da un cervello e da un cuore "giusto" e buono hanno fatto un gesto d'amore e oggi sono onorato di inserire Vito Fiorino tra i giusti nel nostro giardino dedicato. Grazie Vito davvero grazie».



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