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Domenica, 02 Gennaio 2022 23:48

Paolo De Benedetti ponte di luce tra le culture

Scritto da Carlo Francesco Conti - La Stampa _ Asti
Il biblista e teologoastigiano Paolo De Benedetti, scomparso nel 2016 Il biblista e teologoastigiano Paolo De Benedetti, scomparso nel 2016

Un prisma del sapere. Attraverso Paolo De Benedetti la conoscenza giungeva come luce raggiante che poteva assumere colori differenti a seconda delle situazioni e degli ascoltatori. Non pochi, peraltro, in unavita che è stata intensa e rivolta alla diffusione del sapere (e della saggezza) in ogni occasione. Praticamente non è possibile incontrare due persone che abbiano la stessa esperienza dell'incontro con «PDB», la sigla con cui lo evocano gli amici. Ma tutti concordano sull'intensità di quella luce, diffusa con generosità, autorevolezza e amorevole pazienza.

Lo testimonia in pieno la varietà di interventi raccolti nell'opuscolo «PDB. Memoria, Riconoscimento, Gratitudine», numero speciale di «Identità», rivista del Cepros, quel «Centro per la promozione delle opportunità di socializzazione» fondato sul finire degli anni '70 da De Benedetti con la sorella Maria per ricordare i genitori, Teresa Alieri ed Ettore De Benedetti. «Identità», diretta da Alessia Conti, è una rivista on line, ma ha scelto per la prima volta di uscire a stampa. Una scelta eccezionale come il progetto. Lo evidenzia Alessia Conti: «La cosa più affascinante di un progetto è quando questo in qualche modo inizia a vivere di vita propria e ciò che si era previsto in modo anche metodico non accade più. O meglio, cambia percorso».

E il senso della raccolta di testimonianze lo evidenzia Maria De Benedetti: «La preziosa lettura che qui viene offerta dice dunque come sia possibile conquistare il diritto (e il dovere) di essere coautori di Chi, Paolo, ci ha proposto il suo pensiero: senza l'alterigia dell'esclusività; aperto a nuove interpretazioni; umilmente Maestro del "forse"».

Maestro di gattitudine

Fra le evocazioni più significative c'è quella di Fabio Ballabio e Gioachino Pistone, che citano un aneddoto per introdurre l'immagine del «ponte» fra cultura ebraica e cristiana. «Di fatto PDB scrivono è stato ed è un "gesher", un ponte, che ha permesso a molti cristiani e cristiane di affacciarsi su un mondo che non conoscevano e di gettarvi qualche sguardo per cominciare ad apprezzarne la bellezza e la ricchezza». Una visione condivisa dal sacerdote e sociologo Luigi Berzano: «Credo che PDB il quasi evangelista e il quasi talmudista appartenesse a più mondi tra ebraismo e cristianesimo, tra cultura laica e cultura religiosa, tra credenza e non credenza, tra il mondo visibile e quello invisibile, tra il mondo umano e quello animale». Un aspetto quest'ultimo sottolineato dai disegni a matita e pennarello di Stefano Levi Della Torre, ispirati alla «teologia degli animali» e alla lirica della «gattitudine».

Non tutti gli interventi si soffermano su aspetti filosofici, quanto piuttosto biografici, ed evidenziano le qualità del Maestro («diverso» sottolinea Massimo Giuliani e «indimenticabile» indica Francesca Nodari), dal rapporto con la casa editrice Morcelliana di Ilario Bertoletti, agli episodi narrati da Emanuele Bruzzone, Elio Carmi, Francesco Capretti, Agnese Cini, Maria Frattin, Donatella Gnetti, Fabio Maggi, Luciano Manicardi, Giovanni e Lucia Menestrina, Gianfranco Monaca (che firma anche il disegno in copertina), Ezio Claudio Pia, Gianandrea Piccioli, Giusi Quarenghi, Luigi Rigazzi, Marco Roncalli, Elsa S aibene, Renata Sorba, Piero Stefani, e Tullia Jona che ricorda i pranzi del sabato a casa delle zie Elda ed Enrica. C'è anche un toccante ricordo del collega teologo Gianfranco Ravasi. La raccolta si chiude con l'intervista di Brunetto Salvarani pubblicata su Avvenire nel 2010 in cui emergono alcuni tratti tra i più profondi e originali del pensiero di Paolo De Benedetti.

L'opuscolo (44 pagine) può essere chiesto a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.



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FARE MEMORIA - 16-02-2012

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