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Giovedì, 10 Giugno 2021 07:21

«Filosofi lungo l'Oglio», Curi apre la maratona del pensiero - Oggi al cinema Anteo di Treviglio il primo dei 26 incontri

Scritto da Eco di Bergamo
Umberto Curi Umberto Curi

Si alza il sipario sulla XVI edizione del Festival Filosofi lungo l'Oglio. Da oggi prenderà il via, nella consueta veste estiva e itinerante, l'attesa kermesse diretta da Francesca Nodari, che sarà in programma fino al 23 luglio. Con i primi due interventi, dei 26 in calendario, inizia la grande maratona del pensiero che quest'anno declinerà il binomio costituito dalle nozioni di Eros e Thànatos con alcuni tra i maggiori studiosi e pensatori contemporanei in un appassionante ciclo di incontri.

Oggi a inaugurare il Festival, al cinema Anteo di Treviglio, ci sarà Umberto Curi con l'incontro dal titolo «Tra lo spaventoso e il familiare: attualità del concetto freudiano di perturbante». Nella primavera del 1919, all'indomani della conclusione della prima guerra mondiale, Sigmund Freud è impegnato nella stesura di un testo destinato a rivoluzionare le basi stesse della teoria psicoanalitica, introducendo la pulsione di morte come principio complementare alla libido. La stesura del testo è già a buon punto quando improvvisamente, e senza motivi apparenti, il medico viennese interrompe il lavoro e si dedica al completamento di un manoscritto, risalente a qualche anno prima, lasciato incompiuto. Si tratta di un breve saggio che rappresenta il contributo filosofico più importante dovuto al fondatore della psicoanalisi.

«Il Perturbante», pubblicato nel 1919, è un testo breve che inciderà profondamente nella cultura della prima metà del Novecento e molto è stato detto su questo famoso e visionario saggio di Freud che Curi porrà all'attenzione del pubblico del Festival. Umberto Curi, professore emerito all'Università di Padova, è stato docente presso l'università Vita-salute San Raffaele di Milano e visiting professor presso l'università della California e di Boston.

Tiene conferenze nelle maggiori università europee, nordamericane e sudamericane ed è presidente della giuria del Film festival di Silo e. Ha diretto per oltre vent'anni la Fondazione culturale «Istituto Gramsci Veneto» ed è stato membro del Consiglio direttivo della Biennale di Venezia. Si è occupato nei suoi studi della storia dei mutamenti scientifici per ricostruirne l'intima dinamica epistemologica e filosofica. Più di recente si è volto ad uno studio della tradizione filosofica imperniato sulla relazione tra dolore e conoscenza e sui concetti di logos, amore, guerra e visione. Ha vinto con l'opera Straniero (Raffaello Cortina Editore, 2010) la VII edizione del Premio Internazionale di Filosofia/Filosofi lungo l'Oglio. Un libro per il presente.

L'ultimo sua fatica è «La morte del tempo», il Mulino, 2021. Domani a Castegnato (Bs) a Villa Rota Marco Vannini parlerà di «Libertà e amore nella tradizione della mors mystica». Tutti gli altri eventi saranno ad ingresso libero e vi si potrà accedere fino a esaurimento posti, nel rispetto delle normative anti-Covid.



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