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Giovedì, 15 Ottobre 2020 10:43

«Siamo sulla stessa barca: la fraternità è la vera risposta alla pandemia»

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia
card, Matteo Maria Zuppi card, Matteo Maria Zuppi

BRESCIA. Il card. Matteo Maria Zuppi, l'altra sera, ospite illustre sul sentiero dei Filosofi ltmgo Foglio, al San Barnaba si trova davanti una comunità disseminata perfettamente nel grande salone, così che le sue riflessioni verranno avanti senza ostacoli e con la spinta di un ordine estetico aggiunto all'ordine della sapienza. Tratta una questione bruciante, «Odierai il prossimo tuo», il suo libro ultimo si fa titolo della conferenza, rovescia il comandamento strategico dei cristiani, come a dire, proviamo a vedere se vale la pena travolgere la tavola dell'alleanza.

Francesca Nodari, che è tutto il Festival, riassume in sé la curiosità della questione. Matteo Maria Zuppi veste abiti da "dopo lavoro", lo confonderesti con uno vintage di noi senza cariche e responsabilità a quel livello. Il suo approccio appare più immediato, quasi domestico, di tratto amicale. Lo accoglie il nostro Vescovo, Pierantonio Tremolada; e a sinistra del Cardinale, il prof. Francesco Miano, prossimo relatore del Festival. Il nostro Vescovo abbraccia per primo il card. Zuppi. «Abbiamo bisogno tutti di coltivare di più riflette Tremolada il senso di umanità che appare un poco a rischio...».

Nodari alza il volo del premio: il festival festeggia il libro del card. Zuppi e lo mette in cima alle opere di questo 15° Festival pensante.

Il tema. Circola odio e rancore, corre il rischio della deflazione dei sentimenti. Il libro è stato scritto prima del Covid e tratta di una paura precedente e quindi, ora, susseguente. L'amore sembra in esilio, domina la diseguaglianza tra forti e deboli. Il rimedio spiega il Cardinale è la relazione, la rottura della solitudine. La nostra società si globalizza sull'indifferenza e siamo insensibili al dolore dell'altro. Esce da ogni casa il Buon Samaritano, ci consente di vedere il male, di contrastarlo, di eliminare la nostra sedentarietà al bene.

Miano, componente della giuria del premio al libro del card. Zuppi, osserva che la fraternità non è una forma salottiera edulcorata, ma una dimensione fondamentale per cambiare la vita ed esige un tirocinio esigente. Zuppi riesce a muoversi tra cento complimenti, ritira la benemerenza molto applaudito. «Il Covid quasi ha creato la necessità di non perdersi spiega-; l'odio è una reazione per farsi valere.

Quando l'umano sembra fuori dal mondo e l'odio sembra quel soggetto parlato per cui "io ti dico le cose come stanno", no, questo è l'errore, pensare che umanità, umanesimo, rivolgere l'attenzione per l'altro sia una specie di aristocratico appartarsi...».

Zuppi riflette che il Covid ha paralizzato molto odio, ma non basta, le radici dell'odio sono molto resistenti. Se siamo sulla stessa barca dobbiamo affidarci alla fraternità, la vera risposta alla pandemia e all'odio. «L'odio è pericoloso per tutti riprende -. Siamo segnati dall'individualismo e non ci pensiamo con gli altri, proviamo meno vergogna dell'odio, ma per difendere l'individuo dobbiamo trovare il noi, allora camminiamo verso la fraternità...».

Ci sono fabbriche dell'odio di cui si diventa utilizzatori e, se non cresciamo nel discernimento, ne siamo sedotti. La fabbrica dell'odio crea il nemico: è quello che sta in mezzo al mare che non è un discorso di parte, ma per il cristiano è la parte, dalla parte di chi rischia la vita in mezzo al mare. Il Papa non è di parte, perché la parte del cristiano è difendere i poveri. In «Fratelli Tutti» c'è l'invito a costruire ponti, a fabbricare dialogo. Il Cardinale Zuppi cammina verso il Papa e il Papa avanza verso San Barnaba, si incontrano in un abbraccio fraterno allargato a chi ci sta ad essere autenticamente cristiano, fratello orgoglioso del diseredato.




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