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Domenica, 07 Luglio 2019 19:13

La politica bricolage - Salvatore Natoli nel suo ultimo libro descrive l'avvento del «governo della contingenza»

Scritto da Ilario Bertoletti - Corriere della Sera ed. Brescia
«Cicerone accusa Catilina» di Cesare Maccari. «Cicerone accusa Catilina» di Cesare Maccari.

È quello che rimane dopo il tragico fallimento di chi voleva realizzare il Regno di Dio in terra.. Verrebbe da dire: si torni ai classici, o, almeno, a chi partendo dai classici fa riflettere. È il caso della apparente babele politica nella quale ci capita di vivere.

Quando paiono venir meno le parole con le quali si definiva fino a pochi decenni fa la lotta politica. I populismi sono davvero così estranei alla storia degli ultimi decenni? Un aiuto a capire viene dall'ultimo libro di Salvatore Natoli, «II fine della politica. Dalla teologia del 'regno' al governo della `contingenza'» (Boringhieri).

L'autore applica qui la sua ermeneutica genealogica alla ricostruzione della storia delle forme politiche nella tradizione occidentale, così come aveva fatto per il dolore e la felicità. Genealogia come ricostruzione della storia dei concetti, ermeneutica come interpretazione delle loro trasformazioni di significato.

Se per i Greci la politica era finalizzata a dominare il caso rintracciando regolarità nel ciclo delle vicende umane, per gli ebrei, e dopo i cristiani, la politica è tentativo, più o meno riuscito, di raggiungere un fine conforme alla propria fede religiosa.

Dall'esperienza cristiana nascono alcune delle principali metafore della tradizione politica occidentale. L'impero che frena l'avvento delle barbarie e dell'Anticristo, lo Stato come Dio mortale.

In un processo di secolarizzazione, con l'età moderna, che ha visto la trasposizione mondana dei fini trascendenti: nascono le religioni politiche che cercano di realizzare sulla terra il regno dei cieli, sotto il nome, ad esempio, di comunismo. Con l'inferno sociale quale risultato. Uno scacco che, per Natoli, è all'origine dell'immagine contemporanea dell'arte politica come governo delle contingenze: un andamento a bricolage che è caratteristica di tutti i sistemi politici contemporanei, siano essi liberali o illiberali.

In tal senso, secondo Natoli, siamo tornati a tempi pagani. Con una differenza: non c'è più nemmeno la garanzia della regolarità del ciclo naturale, essendo la natura in balìa della Tecnica.

Resta tuttavia una contraddizione inscritta nella politica dell'oggi. Pensata per garantire una continuità alla vita associata, fino a quando potrà concedersi di non assicurare una tranquillità dell'ordine, come sembra con il dilagare di leadership populiste dall'ampio consenso? Leadership che al momento paiono vincenti, ma che, nei paesi a tradizione liberale, non saranno scalzate da governi tecnici in grado di governare meglio le contingenze e di offrire una migliore pace sociale? II consenso populista non è esso stesso contingente, proprio in forza della sua natura mediatica? Ciò che lo rende apparentemente invincibile è il suo tallone d'Achille.

Domande che nascono se si guarda con disincanto al destino dello sviluppo tecnologico. Di interessante in Natoli v'è anche l'indagine sull'«antropologia politica degli italiani» (come recita un titolo pubblicato per il marchio La Scuola), dove emerge una tonalità guicciardiniana degli italiani: pronti a schivare gli estremi, pur restandone talvolta affascinati.

Siamo in una delle fasi di amore per gli estremi? Solitamente alla fascinazione è seguita una tragedia. Speriamo che gli dèi che presiedono all'arte della politica non ci accechino un'altra volta, punendoci poi per la "hybris", la tracotanza di chi si crede un salvatore della patria.

Orzinuovi . Il filosofo Salvatore Natoli sarà domani, lunedì, alle 21.15 a Orzinuovi, e precisamente nella Chiesa di Santa Maria Assunta in piazza Vittorio Emanuele II, nell'ambito del Festival Filosofi lungo l'Oglio ideato e diretto da Francesca Nodari. Introdotto da Massimo Tedeschi, editorialista del Corriere della Sera di Brescia e scrittore, Natoli affronterà il tema «A misura delle generazioni. Dal sogno utopico al futuro possibile». Natoli è stato docente di Logica all'Università di venezia e ai Filosofia della politica a Milano. Ora insegna Filosofia teoretica alla Bicocca



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