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Giovedì, 27 Luglio 2017 21:50

Incontro con lo psichiatra Luigi Croce: «Toccare l’Altro»: la via dell'identità

Scritto da Chiari Week
Luigi Croce Luigi Croce

Storie di persone, storie di contatti, dall’ingombrante reale al feticcio virtuale. Continuano gli appuntamenti coi Filosofi lungo l'Oglio, rassegna giunta alla 12esima edizione, dedicata quest’anno al tema del tocco. Nella serata di giovedì scorso la sala comunale ha accolto un numeroso pubblico curioso di ascoltare le riflessioni del dottor Luigi Croce, psichiatra e psicoterapeuta, docente per l’Università Cattolica di Brescia e Milano, svolge attività clinica e di consulenza nel campo delle disabilità intellettive.

«Parlare di identità significa innanzitutto parlare di un corpo prima che di una costruzione mentale — ha spiegato Croce — Il tatto è il nostro primo strumento di esplorazione e rimane il senso per governare la natura». La gestualità che accompagna il toccare qualcuno racchiude un desiderio di incontro, uno scambio di parole e vissuti. «L’altro diventa il centro della nostra attenzione. Attraverso una stretta di mano per esempio, l’altro ci rivela le proprie autentiche emozioni e tutti gli altri sensi vengono trascinati. Considerando sia ciò che impariamo sia ciò che trasmettiamo ad amici, partners e figli, le nostre vite sono definite da contatti».

Tuttavia, nell’attuale scenario tecnologico, il significato del contatto si sta impoverendo: «C'è il grosso rischio di banalizzare un gesto che richiede impegno. La cultura virtuale conduce verso relazioni sempre più smaterializzate. Pubblicità e web, luoghi in cui il corpo può aver per lo più un valore commerciale, estetico ma vuoto, stanno insegnando il tatto per le nuove generazioni».

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