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Giovedì, 26 Gennaio 2017 04:59

Il festival Fare Memoria affronta antisemitismo e terrorismo

Scritto da Elia Zupelli - Bresciaoggi

Chi dimentica è perduto. Interrogarsi su ciò che è stato come atto propedeutico per interpretare la contemporaneità, ricordare come esigenza primaria per alimentare la coscienza collettiva e nutrire le nuove generazioni, un viaggio storico-mnemonico che è puro ossigeno per l’intelletto, linfa vitale che rinforza lo spirito, benzina sul sacro fuoco della cultura. Obiettivo? Conservare la memoria: memoria dinamica, «che costruisca e non si pianga addosso».

IL DIRETTORE scientifico Francesca Nodari lo ha ribadito chiaramente: «In questa era di post-memoria e di globalizzazione si percepisce non soltanto l’urgenza di riflettere su ciò che è stato, ma insieme di dotarsi di tutti gli strumenti necessari per conoscere un passato che sta riflettendo la sua ombra di paura e di morte sul nostro presente sul nostro futuro». Necessità che il festival Fare Memoria proverà a soddisfare attraverso un ciclo di incontri dedicati alla Shoah e declinati attorno al tema «Tra antisemitismo e terrorismo», scelto come leitmotiv della sesta edizione.

Presentata ieri mattina a palazzo Broletto, la rassegna – diretta appunto da Francesca Nodari e promossa dalla Fondazione Filosofi lungo L’Oglio, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Brescia, Consigliera di Parità di Brescia e con l’adesione del Prefetto – ricorda Paolo De Benedetti, recentemente scomparso. Biblista, teologo, protagonista del dialogo ebraico-cristiano e legato alla Fondazione filosofi lungo l’Oglio, nel 2012 fu ospite dell’omonimo festival. Momenti che Francesca Nodari ha impresso nella mente. «Quella sera De Benedetti volle insistere sulla necessità del ricordare. A noi il compito di rendere fruttuoso il suo insegnamento».

Il primo appuntamento è fissato per il 30 a Chiari: ospite nel salone Marchettiano sarà Haim Baharier, uno tra i principali studiosi di ermeneutica biblica e di pensiero ebraico, che terrà un incontro su «L’identità Israel e la memoria»; la rassegna farà scalo a Orzinuovi il 2 febbraio, allorché ospite alla Rocca San Giorgio sarà Anna Foa, una fra le più acute testimoni della realtà ebraica, nonché prima donna ebrea a scrivere sulle pagine de L’Osservatore Romano, che parlerà de «La nuova età dell’odio». Dal cuore della Bassa si virerà quindi verso Rovato, dove l’8 febbraio ospite nel palazzo municipale (sala del pianoforte) sarà Gabriele Nissim, giornalista, saggista, storico e presidente di Gariwo - l’associazione attiva a livello internazionale nella ricerca dei Giusti – che condurrà la riflessione «Dalla memoria del bene ai Giusti del nostro tempo». Prologo all’appuntamento del 6 marzo nel Giardino dei Giusti di Orzinuovi (Parco Alcide De Gasperi) per la Cerimonia di proclamazione dei Giusti, «figure esemplari che hanno cercato o cercano di combattere il crimine del genocidio», i cui nomi verranno resi noti nei giorni precedenti l’evento.

La cerimonia si terrà in mattinata alle 11, mentre gli altri incontri avranno luogo sempre alle 21 (ingresso libero).

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