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Martedì, 19 Luglio 2016 23:36

Una Gratuità, alla fine, scelta da ventunomila persone Con Maria Rita Parsi si è chiusa l'XI edizione del Festival Nel 2017 il tema sarà «Toccare»

Scritto da Tonino Zana - Giornale di Brescia

ORZIVECCHI. L'altra sera, il grande cortile di palazzo Martinengo a Orzivecchi, sede del Municipio, era occupato da centinaia di persone, più donne che uomini. Forse la filosofia è più donna, più leggera e determinata in questo lungo passaggio del pensiero tra cascine, chiese, piazze e palazzi. Filosofia più donna per via della leader dei Filosofi lungo l'Oglio, Francesca Nodari, instancabile nel crescere un evento per undici anni di fila, nel proporlo, quest'anno, dal 5 giugno fino all'altra sera, chiudendo con Maria Rita Parsi, altra donna leader del pensiero pedagogico, sul tema della Gratuità. Ventunomila alla fine, come da conteggio ufficiale, le presenze, nelle diciotto località coinvolte. Filosofia donna per creare la parola chiave del 2017, «Toccare», che richiama presto l'abilità naturale femminile nel portare vicino, nel segnare con un soffio di concretezza il rapporto della persona con l'altra, con lo spazio e il tempo.

Maria Rita Parsi è apparsa più combattiva del solito, allarmata per la violenza circolante, per l'assenza di democrazia in Turchia, per una rottura con l'amore universale. Va rilanciato, dice, il vivere vissuto come slancio donativo, altrimenti diminuisce la libertà e la Gratuità viene ridotta a un «gratis» impalpabile, proprio inutile e pericoloso. Poiché la Gratuità, quando è reale e non equivoca, è molto costosa. Così, il sindaco Marco Paderno, con un saluto pensoso e non rituale, ha sottolineato il rapporto tra gratuità e democrazia, la potenza del volontariato, la futura welfare community, in linea con il già sindaco Liliana Ferrari, primo cittadino ad aprire ai Filosofi a Orzivecchi. All'inizio della vita, la Gratuità è l'abbraccio incondizionato della madre per il figlio, per «dare vita alla vita». Ma sarà la scuola, analizza Maria Rita Parsi, a misurare fino in fondo il senso di un'educazione veramente gratuita. La scuola è decisiva, una scuola con la rete attiva di docenti-genitori-studenti-territorio, con un'équipe psico-medico-pedagogica in cui la Gratuità appaia come la migliore offerta.

Il rapporto con le regole. Maria Rita Parsi analizza il mondo dei mass media, composto da una virtualità in cui tutto appare gratis e che spesso porta a messaggi fuori misura, illusori, mostrando un mondo che non esiste nella realtà e dunque una Gratuità sfregiata da una non vera, necessaria Utopia, che è il sogno di realizzare un tempo di amore senza ostacoli. Illimitato. La relatrice insiste sul rapporto tra regole e Gratuità, senza regole non esiste un'autentica Gratuità e il rischio è di finire dentro in un rapporto inconsistente, dove tutto pare possibile e invece è inconsistente. Famiglia, Scuola, Mass media ed ora la psicopedagogista affronta la questione della Sanità e soprattutto della Cultura. È necessario rinforzare il concetto di prevenzione e non pensare ad una salute gratuita, dove tutto è concesso. «Sono contraria all'utero in affitto» scandisce Maria Rita Parsi: «Toglie il rapporto ineludibile tra madre e figlio, sottrae linfa determinante all'educazione alla vita e dunque priva di Gratuità l'amore tra genitore e nascituro». Infine la Cultura. La bellezza è davanti, dentro, nei dintorni del Palazzo Martinengo. La Parsi saluta la luna piena, le stelle e una «nostravicina di banco» bisbiglia che il cielo è irreale, quieto, di una metafisica alla Magritte. Brava, è quel cielo che insieme al nostro patrimonio, unico al mondo, di bellezza, potrebbe renderci più liberi e gratuiti sul piano morale ed economico. Lì, nel grande cortile, circondato da pareti folte di verde, l'applauso è lungo come il minuto di silenzio d'apertura, la preghiera di Gratuità non gratuita di questo straordinario mondo dei filosofi diretto e presieduto da una impareggiabile Francesca Nodari. Già al lavoro per il Festiva' 2017. Parola guida, appunto: Toccare.


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