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Dodici incontri per il sesto Festival di filosofia, che dal 6 giugno attraverserà la Bassa Si fa presto a dire “felicità”. Ma ha forse un luogo la felicità o conosce dei confini? E che dire del rapporto tra felicità e tecnica e dell'intimo legame con il bisogno, il desiderio, la verità, la libertà, la temporalità? E ancora: quale differenza passa tra soddisfazione e felicità? Si può essere felici da soli e cosa fa di una vita un'esistenza compiuta? E infine: quali sono le strategie per farne buon uso e in cosa consiste la fecondità del bene? È felice chi è fortunato o è fortunato chi è felice? Tutti interrogativi per i quali, nei secoli, l'uomo ha cercato di trovare risposte. ed è quello che si cercherà di fare nel'ambito della sesta edizione del festival "Filosofi lungo l'Olio", che si terrà dal 6 giugno al 22 luglio, snodandosi tra piazze, castelli, sinagoghe, cascine e orti: gi stessi luoghi già teatro delle precedenti edizioni, in un viaggio itinerante tra Brescia, Cremona e la Bassa bresciana, da Orzinuovi a Orzivecchi, passando per Pompiano, Villachiara, Chiari (Fondazione Morcelli Repossi), Castello di Padernello (Fondazione Nimphe), Soncino, Ostiano e, da quest'anno i Comuni di Brandico, Dello, Castrezzato.
Lo sforzo ridicolo di cancellare i segni del tempo. Trascurando lo spirito Eterno ritorno Un incessante richiamo all' ordine ciclico degli eventi ci ricorda che tutto ricomincia che nulla è davvero definitivo
Sarà curata, di nuovo, dalla Compagnia della Stampa di Massetti-RodellaA corollario della rassegna culturale I Filosofi sull’Oglio, dice Francesca Nodari, è nata una collana ad hoc edita dalla Compagnia della Stampa di Massetti Rodella, il cui terzo volume, (i primi due sono Vizi e Virtù, 2008 e Destino, Corpo - raccoglie gli interventi dei relatori che hanno partecipato all’evento nel corso dell’ultimo ciclo: Bernhard Casper, Jean-Luc Nancy, Giuseppe Laras, Maria Rita Parsi, Adriano Fabris, Salvatore Natoli, Massimo Donà, Amos Luzzatto e Paolo Becchi.
La benedizione iniziale è nel tempio culturale di San Barnaba, senza complessi di inferiorità e con umile consapevolezza. Hanno sempre fatto il pienone, questi dei Filosofi dell’Qglio e non temono saloni lunghi 50 metri a doppia fila. Che pubblico è? Lo abbiamo registrato negli scorsi tre anni, è un pubblico trasversale, di giovani e anziani, di donne e uomini, prevalenza femminile per via di un timbro fondativo al femminile, leggesi Francesca Nodari; e ci sono operai e ingegneri, giornalisti e orefici, disoccupati e tanti part time. Si vede che mezzo tempo di filosofia vale uno stipendio.
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